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L'intervista

Parla Francesco Nanni tra presente e futuro

Il tecnico dell'Under 19 del Velletri torna sulla stagione e guarda alla prossima

08 Giugno 2020

Francesco Nanni

Francesco Nanni

Francesco Nanni

Si è chiusa una stagione particolare, ma molto positiva per i colori del Velletri Calcio a 5. Lo spiega mister Francesco Nanni, tecnico dell’ Under 19 Nazionale, ma spesso in panchina anche con la prima squadra.


Mister Nanni come è stata questa tua prima stagione alla guida di una squadra che milita nel Campionato Nazionale?

"La ricorderemo purtroppo come la stagione del Covid-19. Al dil à di ciò, ci tengo a ringraziare la Società ed il ds Massimo Acchioni per avermi concesso l’opportunità di partecipare ad una categoria così importante che non avevo mai disputato, quindi un’esperienza tutta nuova per me. Un esperienza bellissima, un’ambiente totalmente diverso dal Regionale. Passando al futsal giocato posso dire che ho approcciato in questa avventura in modo totalmente diverso e che comunque ho aumentato il mio bagaglio personale".


Cosa intende mister?

"Chi mi conosce sa che sono sempre stato un allenatore tradizionale che è sempre andato avanti per la propria strada giusta o sbagliata che fosse. Quest’anno è stato diverso, la Società mi ha spiegato nel dettaglio cosa voleva dal mio ruolo e dalla mia collaborazione, ho deciso di accettare ed è esattamente ciò che unitamente al mio preparatore Claudio Tartaglia abbiamo cercato di attuare".


Ti abbiamo visto in panchina sia in U19 Nazionale che serie B?

"Nella serie B, all’inizio sarei dovuto essere il vice Scalchi poi quando si è dimesso ho collaborato con Montagna. Una esperienza molto importante. L’ Under 19 Nazionale è stata la categoria per la quale ero stato ingaggiato ed il mio compito doveva essere prettamente quello di preparare i ragazzi per la serie B. Se si considera che Acchioni, Liscio e Mandato appartenevano già alla rosa della 1ª squadra, siamo riusciti a far esordire Palma e Sgueglia. Dovessi dire se sono pronti per la categoria, questo non lo posso garantire in quanto la sospensione di Marzo ha bloccato anche il processo di crescita dei ragazzi stessi. Peccato".


Qual è il bilancio dell'esperienza nella U19 Nazionale?

"Un'esperienza senza infamia e senza lode, oltre a far crescere i ragazzi, con la società avremmo voluto provare a raggiungere gli ottavi di finale nei play off, ci siamo andati vicinissimi. Ho il rammarico di essere uscito al primo turno della Coppa Italia, ma del resto c’è capitato il Latina C5, una compagine decisamente più preparata e più avanti di noi che vantava nelle proprie fila giocatori nel giro della Nazionale U21 e che hanno già esordito in serie A, nonché un Mister preparatissimo, Lorenzo Nitti, al quale vanno i miei più sinceri auguri per essere approdato da quest’anno nella massima serie. Di buono è che, in campionato, tolte un paio di brutte figure, alla fine ce la siamo giocata con tutti. Secondo me potevamo racimolare qualche punto in più che ci avrebbe garantito di inserirci in zona play off, però ci è mancato l’essere squadra, quell’ empatia che si crea di allenamento in allenamento. Purtroppo nell’organizzazione abbiamo pagato lo scotto e l’inesperienza della categoria quindi qualche errore è stato commesso. Nella seconda parte di stagione, quando abbiamo deciso di unire i gruppi U17 e U19, le cose stavano andando decisamente meglio ed anche i ragazzi stavano rispondendo molto bene".


Che ne pensi di come sia organizzata la U19 Nazionale?

"Secondo me qualcosa andrebbe rivisto. Capisco che nelle finali scudetto è giusto che ci arrivino le compagini più organizzate, però allo stesso tempo voglio sottolineare che in base al girone in cui si viene inseriti, ci sono probabilità che una squadra come la nostra, rischi di terminare con pochissimi punti. Ciò onestamente non so a cosa possa servire. E’ vero che i ragazzi fanno una bella esperienza, visto che affrontano giocatori più preparati e di categoria superiore, ma allo stesso tempo è pur vero che contro alcune squadre, i cui giocatori si allenano nelle serie maggiori svolgendo anche quattro allenamenti settimanali e che magari hanno giocato il giorno prima in serie A o A2, resta veramente difficile provare a non fare una brutta figura. Per fare ciò bisognerebbe sempre essere al completo e limitare anche le rotazioni. Dato che la Divisione ha stabilito l’obbligatorietà della categoria, forse si potrebbe proporre di organizzare i gironi composti da società le cui prime squadre militano in serie A e gironi composti da squadre in cui le prime militano nella serie B, quindi spesso neopromosse dal Regionale ed appunto non organizzate al punto di misurarsi in una competizione così importante. Oppure si potrebbe provare a limitare nella categoria l’utilizzo dei ragazzi impegnati con minutaggi importanti nelle prime squadre. Qualche società contro di noi l’ha fatto ed infatti le partite sono state più equilibrate ed avvincenti. Sono comunque considerazioni personali".


Mister come hai impegnato il tuo tempo durante lo stop forzato?

"Avendo iniziato un percorso formativo per noi allenatori con la Futsal Academy organizzato dalla Divisione Calcio a 5, nei primi periodi abbiamo continuato la formazione grazie ad alcune video conferenze con i Mister Musti, Paniccia, Calabria e Bagalà ed ai quali si è aggiunta, in alcune occasioni, l’ opportunità di ascoltare le esperienze di Mister Colini, Giustozzi e Pagana. Successivamente la Divisione, sulla propria pagina Facebook, ha proposto il “Divano Tattico” ed anche quello è stato un momento di crescita. Ho avuto l’opportunità di ascoltare ed interagire con mister di categoria superiore quali Salvo Samperi, Francesco Cipolla e molti altri. Nei miei ritagli di tempo ho comunque trovato modo di riaprire qualche libro ed andare ad arricchire sempre più il mio sapere. In più negli ultimi mesi ho trovato qualche sera da dedicare al Club Futsal, mia creazione, ospitando dei live sui social nei quali ho invitato tanti amici Dirigenti Accompagnatori, Preparatori atletici e dei portieri, nonché mister ed allenatori di settore giovanile, coi quali è stato un piacere condividere esperienze personali e toccare temi prettamente volti ad indicare il loro ruolo, anche per essere da consiglieri per gli allenatori neofiti che si affacciano a questa professione".


Mister in chiusura, un pensiero al futuro?

"Come dicevo all’ inizio, quest’anno ho fatto un’esperienza qualitativa e per questo ringrazio nuovamente il Velletri C5 nonché tutti i ragazzi che ho avuto modo di conoscere, allenare o gestire. Ci siamo incontrati con la società, abbiamo analizzato la stagione oramai conclusa ed il Direttore mi ha esposto le idee per un futuro ancora insieme, però, chi mi conosce, sa che vorrei tornare ad allenare una 1ª squadra, pertanto nella massima trasparenza e tranquillità, ho comunicato che qualora mi dovesse capitare una proposta interessante la prenderei in considerazione".

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