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serie B

Mirafin, patron Mirra fa il punto: "Puntiamo alla A2"

La formula del campionato non soddisfa a pieno il presidente ardeatino, che comunque non nasconde i suoi propositi

08 Agosto 2017

Mirra, presidente della Mirafin

Mirra, presidente della Mirafin

Mirra, presidente della Mirafin

Siamo arrivati ad agosto, è il momento di tracciare un primo bilancio in casa Mirafin e a prendere la parola è il presidente Mirra

"In primis, abbiamo lavorato per definire con maggiore puntualità ruoli e relative responsabilità con l’obiettivo, tra l’altro, di ridurre la catena di comando. In quest’ottica ho chiesto a mio figlio Armando di diminuire l’impegno nel settore tecnico per acquisire il ruolo di vicepresidente, con tutte le deleghe operative. Armando, ha costituito un Comitato Esecutivo, con Stefano Rocchi  e Paolo Petruzzi, che valuta e valida tutte le iniziative sia di carattere tecnico che organizzativo. Questa soluzione, che lascia al Presidente un ruolo consultativo e di ratifica delle decisioni di maggior impegno, mi sta dando risposte positive che si possono riscontrare nei fatti. Anche per quanto attiene i ruoli tecnici abbiamo voluto un presidio forte di tutte le attività ricorrendo a competenze e personalità di elevato profilo. Confermato lo staff di prima squadra agli ordini di mister Salustri, il settore giovanile sarà curato da una garanzia quale è Claudio Gobbi, mentre la scuola calcio avrà come punto di riferimento il neo laureato in scienze motorie Dr. Marcelo Moreira. A breve presenteremo l’organigramma completo ed il calendario di tutte le attività"

La prima squadra è nuovamente cambiata molto: "E’ vero, abbiamo cambiato rotta. Lo scorso anno avevamo molti giocatori provenienti dai lidi più disparati, giovani che dovevano vivere lontano da casa e dagli affetti più cari. Quest’anno abbiamo preferito puntare il più possibile su ragazzi che avessero la possibilità di giocare in Mirafin senza trascurare la vita privata, sostanzialmente avremo solo Duarte ‘fuori sede’, ma siamo pronti a conferirgli la cittadinanza onoraria" 

Sono già usciti i gironi, vedendo le squadre che dovrete affrontare ritiene possibile una posizione di vertice? "La speranza è quella di non vincere il girone altrimenti a metà aprile potremmo essere già a riposo. Con un girone ad 11 squadre, di cui 9 laziali, probabilmente i play off diventano la parte più avvincente della stagione. In Divisione ritengo ci siano tutte le competenze per ottimizzare quello che si ha a disposizione e lungi da me fare polemiche, però debbo dire che se questo è il massimo che può offrire il calcio a 5 mi troverò costretto a fare delle riflessioni"

Presidente si spieghi meglio "Abbiamo approntato una squadra per tentare la via dell’A2 ma se questo significa trovarsi a giocare ancora in un girone ad 11 squadre con costi quasi raddoppiati, forse è meglio tornare al regionale. Un campionato che inizia ad ottobre e finisce ad aprile con soste e riposi, assomiglia più ai tornei estivi che organizziamo nel nostro centro sportivo che ad una competizione ‘nazionale’. Lo sport è uno dei veicoli principali per promuovere prodotti e servizi, ma le aziende pretendono visibilità e ritorni commerciali, con questo palcoscenico facciamo fatica a presentare progetti credibili"

Quindi potrebbe essere possibile anche un ridimensionamento? "Non è facile togliere ragazzi al calcio a 11 per portarli al nostro sport, se questo deve essere il massimo  che possiamo offrire è ancora più difficile. Non è escluso che valuteremo di spostare le nostre economie proprio nel calcio ad 11, ovvero potremmo realizzare un centro di eccellenza per preparare i ragazzi al calcio a 11 o al calcio a 5 secondo la loro propensione. L’unica certezza è che per noi fare sport non è un business ma una passione, dobbiamo divertirci ed è questo che faremo"

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