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L'intervista

Silvio Crisari: "La Nordic Cup, il sogno mondiale e..."

Il tecnico italiano, da tre anni alla guida della nazionale norvegese torna sullo storico trionfo in Svezia e guarda ai prossimi impegni della sua nazionale

21 Dicembre 2021

Silvio Crisari, ct della Norvegia

Silvio Crisari, ct della Norvegia dal settembre del 2018

Dai campi del calcio a 5 regionale, aalla panchina della rappresentativa del Cr Lazio, fino al grande palcoscenico internazionale. Dal settembre del 2018 Silvio Crisari è il ct della nazionale norvegese di Futsal. Un percorso iniziato tre stagioni fa e che il 18 dicembre scorso ha portato la Norvegia a trionfare, per la prima volta nella sua storia, nella Nordic Cup, torneo nato dieci anni fa ed al quale prendono parte Svezia, Danimarca, Finlandia, Groenlandia e Norvegia. Una coppa vinta solo ed esclusivamente da Svezia e Finlandia nelle precedenti edizioni.

Silvio, una vittoria, lo possiamo dire, storica per la Norvegia e per te.
"Nel 2018 eravamo arrivati quarti, l'anno successivo secondi, mentre nel 2020, ovviamente, non si è giocato. Quest'anno abbiamo ottenuto un successo storico per la Norvegia, che mai aveva vinto questo trofeo così importante. Questa del 2021, oltretutto, era un'edizione davvero particolare visto che lo stop dovuto al Covid ci aveva fatto rallentare, senza avere la possibilità di lavorare ad alti livelli di agonismo. Anche per questo sono partito prima per Oslo, per mettere a punto gli ultimi dettagli, visto che la mia è una nazionale giovane con 3-4 senatori, tra cui il capitano".

Partiamo dalla sfida all'esordio contro la Danimarca.
"Il loro tecnico, dopo il sorteggio per le qualificazioni ai mondiali del prossimo aprile, aveva dichiarato di essere felice di affrontare la Norvegia perché la sua nazionale avrebbe vinto con facilità. Queste sue parole ci hanno dato una carica speciale prima della sfida. A mio parere le nostre sono squadre di pari livello. Loro forse hanno qualcosina in più, ma va sempre dimostrato sul campo. A dimostrarlo, invece, siamo stati noi. Sapevamo che avrebbero affrontato la partita in maniera spavalda e l'abbiamo preparata tatticamente alla perfezione. Abbiamo sistematicamente punito la loro tattica del portiere di movimento e vinto 5-1".

La prova del nove contro la Groenlandia.
"E' una squadra che abbiamo sempre battuto, ma questa volta abbiamo avuto grosse difficoltà ed è stata una sfida che ha dimostrato che bisogna tenere sempre i piedi per terra. Ci siamo ritrovati sotto 2-0 e ci siamo salvati a nove secondi dalla fine conquistando un punto preziosissimo".

La sfida decisiva in casa della Svezia con un solo risultato a disposizione.
"Proprio così. Il pareggio con la Groenlandia ci obbligava a vincere. Siamo andati avanti 3-1, poi abbiamo subito il loro secondo gol e negli ultimi dieci minuti i miei ragazzi hanno dimostrato di essere davvero una squadra di vichinghi".

Una vittoria arrivata in un giorno speciale per te.
"Il 18 dicembre è stato il primo compleanno di mio figlio Diego e dedicare a lui la coppa più importante della mia vita da allenatore era un obiettivo ed un dovere. La squadra ce l'ha messa tutta, hanno giocato per me ed è una cosa bellissima. I ragazzi erano tutti già motivati per l'importanza della partita, ma ho percepito la voglia di vincere anche per me. Abbiamo un gruppo coeso, composto da uno staff competitivo. Si vince con la squadra, con lo staff, con tanto lavoro e passione".

Ora le feste natalizie, qual è il prossimo obiettivo?
"Adesso ci focalizzeremo sulle qualificazioni mondiali, che si disputeranno ad Aprile e, per la prima volta, si giocheranno in Norvegia. Passeranno le prime due squadre e sfideremo Danimarca, Malta e Cipro. Abbiamo avuto un sorteggio abbastanza fortunato, ma le gare vanno sempre giocate. Noi scenderemo in campo con l'entusiasmo della vittoria della Nordic Cup e del fattore campo e con la certezza del lavoro che porteremo avanti da qui ad aprile. Mi sento di dire che sono ottimista. Dopo la Nordic Cup, adesso abbiamo un sogno diverso. Quello di qualificarci ai mondiali e di viverli da protagonisti. I miei ragazzi sono come spugne, che assorbono tutto ed hanno grande voglia di imparare. Stiamo facendo grandi progressi e, anche se non abbiamo particolari individualità, possiamo dire la nostra contro tutti gli avversari".

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