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Il caso

Si può strattonare l'arbitro? Per il giudice sportivo sì...

Nella settimana nera per la violenza nei confronti della classe arbitrale, la giustizia sportiva prende una decisione che va controcorrente

18 Marzo 2016

Si può strattonare l'arbitro? Per il giudice sportivo sì...

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La classe arbitrale è sempre al centro dell'attenzione e non di rado diventa capro espiatorio di sconfitte e delusioni e vittima di atti di violenza da parte di giocatori e dirigenti. Una brutta abitudine che riempie i comunicati del Giudice Sportivo di squalifiche pesantissime. Proprio per questo pericoloso andamento, tornato alla ribalta nelle ultime settimane, il Cr Lazio ha pubblicato ieri un comunicato nel quale esprime massima solidarietà nei confronti della classe arbitrale: “Il Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Lazio esprime vicinanza e solidarietà agli arbitri colpiti e, nel contempo, certo di rappresentare il sentimento di migliaia di tesserati che vivono il calcio in maniera sana, lo sdegno per lo scempio che pochi incivili stanno facendo del nostro amato sport.

Il danno di immagine che episodi del genere arrecano all’intero movimento è incalcolabile, in quanto rende vano ogni sforzo per riportare serenità nel nostro ambiente”.

Come gesto tangibile in questo week end il Comitato regionale ha quindi decretato un ritardo di 5 e 10 minuti nell'inizio delle partite dei campionati provinciali e regionali di calcio a 11 e calcio a 5.


Una presa di posizione importante e condivisibile quella del Cr Lazio, ma che stride pesantemente con quanto sentenziato dal Giudice Sportivo nella stessa giornata di ieri con il comunicato numero 225 del calcio a 5 in merito alla gara del 31/1 tra Tevere Remo – Lositana, gara sospesa perché: “al 21º del II tempo, a gioco fermo il Sig. SPERATI Lorenzo (TEVERE REMO) calciatore in panchina, entrava indebitamente sul terreno di gioco protestando nei confronti dell'arbitro. Nella circostanza gli rivolgeva espressioni offensive e minacciose e lo strattonava per il petto facendolo indietreggiare di circa un metro. L'arbitro riferisce, che a causa di tale aggressione, non si trovava nelle condizioni psicologiche idonee per proseguire la gara essendo scosso per l'accaduto. Pertanto sospendeva definitivamente la gara al 21º del II tempo sul risultato TEVERE REMO - LOSITANA 1-4. Questo Organo Giudicante, pur stigmatizzando il comportamento del calciatore SPERATI Lorenzo della Società TEVERE REMO (sanzionato con sei gare di squalifica) con CU nº161 del 3/2/2016 non ritiene che uno strattonamento possa avere recato danni tali da indurre all'arbitro la sospensione definitiva della gara”.


Il giudice sportivo, quindi, ha decretato la ripetizione della gara, una decisione che rischia di creare un precedente pericoloso e che, allo stesso tempo, mina l'autorità e i poteri della classe arbitrale. Una decisione che, inoltre, contravviene a quanto specificatamente riportato nelle decisioni ufficiali FIGC contenute nella regola 5 del regolamento del calcio a 5 secondo le quali: “L’arbitro deve astenersi dall’iniziare o dal far proseguire la gara, quando si verifichino fatti o situazioni che, a suo giudizio, appaiono pregiudizievoli dell’incolumità propria, degli altri arbitri e del cronometrista o dei calciatori, oppure tali da non consentirgli di dirigere la gara stessa in piena indipendenza di giudizio [...]”.


Cr Lazio e Figc stabiliscono una cosa, il giudice sportivo ne afferma un'altra in netta contrapposizione. Qual è la verità? La realtà è che con una sentenza di questo tipo ogni direttore di gara domani scenderà in campo con qualche certezza in meno.

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