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L'editoriale

"Ciao Pietro": il nostro omaggio a Pietro Colantuoni

Riproponiamo il nostro ricordo del delegato regionale del Calcio a 5 pubblicato sull'edizione di Gazzetta Regionale del 16 novembre

19 Novembre 2020

"Ciao Pietro": il nostro omaggio a Pietro Colantuoni

Pietro Colantuoni, per 11 responsabile regionale del Calcio a 5 del Cr Lazio

Negli uffici di via Tiburtina 1072 la vita non sarà più la stessa. I campionati di calcio a 5, già colpiti duramente dalla pandemia, da domani avranno un sapore diverso. Le feste dei calendari, le Final Four ed i sorteggi di Coppa saranno totalmente differenti. Perché seduto alla sua scrivania o accanto al tavolo delle premiazioni o sul podio degli oratori non ci sarà più la figura inconfondibile di Pietro Colantuoni. Non ci saranno più i suoi, pochi, capelli bianchi, gli occhiali calcati sul naso, il lungo cappotto ed il suo sorriso, immancabile, stampato sul volto. 


Pietro è stato al servizio dello sport regionale per due decadi ed ha letteralmente rappresentato il calcio a 5 laziale per oltre un decennio. Da 11 anni era al timone di tutto il movimento, dopo aver iniziato come collaboratore prima e responsabile provinciale poi. La vita del futsal laziale era tutta sulle sue spalle. Sulle sue capienti spalle. “Lunedì chiamo Colantuoni e mi sente”. Una frase che, chiunque abbia frequentato i campi laziali, avrà sentito più volte. Il ruolo delle istituzioni è molto spesso proprio questo. Colantuoni ha dovuto anche fare da parafulmine alle mancanze di un intero movimento o cercare di mettere una toppa agli errori commessi dalle stesse società che poi su di lui scaricavano la colpa. Pietro lo ha sempre fatto, non si è mai negato alle centinaia di telefonate che gli arrivavano ogni settimana, ha ascoltato gli sfoghi di ogni presidente, di ogni società, poi si è rimboccato le maniche ed ha messo tutto a posto. Sempre con il suo immancabile sorriso. Si è preso anche colpe non sue, ma alla fine, per usare una metafora sportiva, è il risultato che conta. Pietro Colantuoni i risultati li ha sempre portati a casa. Per lui l’importante era che ci fossero i campi e le squadre, poi a farli giocare ci avrebbe pensato lui.


Davanti al microfono non sempre era a suo agio, forse perché costretto a ricoprire un ruolo prestabilito, e perché quel microfono rappresentava anche una sorta di barriera. Lui era per il rapporto diretto, personale. Il suo telefono squillava in continuazione, tutti i giorni: i gironi, i ripescaggi, gli accoppiamenti di coppa, una sconfitta in campionato, un cartellino rosso, un campo impraticabile. Ogni pretesto era buono per chiamare il Comitato e lamentarsi con chi il Calcio a 5 lo gestiva. 


Dirigente di vecchio stampo, uomo di campo e di vecchia generazione, è stato capace di tenersi al passo con i tempi e questa disciplina l’ha letteralmente rivoluzionata. E’ stato lui a volere nel 2015 il passaggio a due gironi della Serie C1. Una scelta fortemente criticata, forse giustamente nel breve termine, ma che nel giro di pochi anni ha rilanciato il nostro movimento, aumentando il tasso di competitività del massimo campionato regionale. Non è un caso la vittoria del TdR con la Juniores a distanza di 15 anni dall’ultimo trionfo. Ha voluto la nascita delle giovanili Elite, portando, anche qui ad una crescita della base del calcio a 5. Il Lazio non solo si è confermato, ma ha aumentato il suo valore in ambito nazionale. I successi giovanili, le convocazioni in azzurro dei ragazzi ed i risultati nei Tornei delle Regioni sono sotto gli occhi di tutti.


Se il Covid lo ha sconfitto nel corpo, lo stesso non si può dire dello spirito. Fino all’ultimo è rimasto seduto alla sua scrivania per cercare di tenere in vita e proteggere la sua famiglia sportiva, che ora si stringe nel suo ricordo e lo omaggia tramite i canali ufficiali. Ora piangiamo la sua scomparsa, quella di una persona onesta e perbene. Poi sarà tempo di pensare al dopo, di cercare qualcuno in grado di raccogliere la sua eredità.

Grazie di tutto Colantuò, adesso puoi prenderti il meritato riposo e, mi raccomando, ricordati di spegnere il cellulare.

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