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Musica
17 Luglio 2014
Giacomo Voli ©Luca Liccione
Una carica esplosiva ha inondato
il Parco di Centocelle a Roma nella serata di ieri, mercoledì 16 luglio.
Brividi a fior di pelle e adrenalina pura: questi i doni del rocker Giacomo
Voli, che con la sua band ha stregato il pubblico dell'Airport One regalando
un'esibizione da manuale del Rock. Il cantante, reso celebre dal talent show
The Voice, ha mostrato di meritare il consenso del pubblico, anche di quello
più scettico, che solitamente rimane a debita distanza da chi partecipa a
reality e format televisivi. Dagli originali arrangiamenti dei pezzi delle
divinità del rock, come i Led Zeppelin e i Deep Purple, fino all'inedita
“Rimedio”, scritta da Piero Pelù, passando per le straordinarie interpretazioni
di Impressioni di Settembre della PFM e di Life on Mars di David Bowie, Giacomo
Voli ha incantato il Roma Vintage con i suoi formidabili acuti che rievocano le
indimenticabili performance live di Robert Plant. D'altra parte, così come ha
sottolineato Riccardo Bacchi, il chitarrista della band di Voli, sulla falsa
riga del tormentone lanciato da Suor Cristina proprio a The Voice: “Giacomo è
stato mandato da Dio per compiere una missione”, quella di portare in giro per
l'Italia le sonorità Hard Rock. Non si tratta certo della stessa missione della
“collega” religiosa, ma per gli appassionati del genere è un obiettivo
altrettanto sentito. L'impresa, a detta dello stesso rocker, è ardua. “E' molto
difficile avvicinarsi alle sonorità dei gruppi rock degli anni '70 cantando in
italiano – commenta Giacomo Voli ai nostri microfoni – Se penso al vero rock in
Italia mi vengono in mente i Litfiba dei primi anni, che avevano lo scettro di
gruppo rock italiano, o anche a Vasco che ha una band pazzesca e in alcuni
pezzi si avvicina molto a certe sonorità hard rock, ma a livello di voce è
davvero dura trovare un gruppo ai livelli degli ACDC, per esempio. Esistono
tante realtà italiane in questo settore, ma restano nell'underground perché la
nostra lingua è molto difficile da rendere credibile con queste sonorità,
quindi è una bella scommessa anche per me”. La strada è lunga e impervia,
dunque, ma il terreno è fertile per nuove sperimentazioni e se il risultato di
questa sorta di fusione messa in atto da Giacomo Voli tra rock italiano ed
heavy metal partorirà altri pezzi come “Rimedio” o altre interpretazioni
convincenti come quella di Impressioni di settembre, la missione potrà dirsi
compiuta.
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