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L'evento

Asilo Savoia e Regione Lazio: dai beni confiscati ai beni comuni

Ieri sala slot della criminalità organizzata, oggi luogo di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo

21 Giugno 2018

Da sinistra Cioffredi, Zingaretti, Monnanni e Fiasco

Da sinistra Cioffredi, Zingaretti, Monnanni e Fiasco

Da sinistra Cioffredi, Zingaretti, Monnanni e Fiasco

Nella mattinata di giovedì 21 giugno, in via Carlo Del Greco 77, a pochi metri dal lungomare di Ostia, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto di Asilo Savoia, una forma di intervento sperimentale contro il disturbo da gioco d'azzardo. Una sala slot confiscata alla criminalità organizzata come luogo di prevenzione e aggregazione per i giovani del territorio: questo il messaggio lanciato da Massimiliano Monnanni (Pres. IPAB Asilo Savoia), Gianpiero Cioffredi (Pres. Osservatorio per la legalità Regione Lazio), Maurizio Fiasco (Pres. Osservatorio per il gioco d'azzardo Regione Lazio) e Nicola Zingaretti (Pres. Regione Lazio), intervenuti alla presenza di Forze dell'Ordine e organi di stampa.


A prendere per primo la parola è Monnanni: “Iniziamo un percorso formativo molto ampio insieme ai docenti, qui verrà ricostruito virtualmente l'ambiente di una sala slot, attraverso testimonianze e video. Il tutto avverrà all'interno di un percorso guidato e il che significa fare prevenzione e contrasto in maniera efficace. Il nostro intervento si rivolge ai ragazzi delle scuole superiori per porli di fronte a questa realtà: è importante mettere i giovani nelle condizioni di partecipare da protagonisti ai momenti di coesione sociale. Offriremo tre laboratori: uno di fumetto, uno di giornalismo e uno di fotografia. Colgo l'occasione per ringraziare Massimo Vincenti e tutta la Scuola Romana di Fumetti e Gazzetta Regionale già nostro partner con il progetto Talento&Tenacia. Tutto questo avverrà gratuitamente e con le risorse messe a disposizione dall'Asilo Savoia”.


Concluso l'intervento di Monnanni, è la volta di Cioffredi: “Innanzitutto voglio ringraziare i rappresentanti delle Forze dell'Ordine oggi presenti. Questa è un'occasione importante, per la prima volta in Italia una sala giochi sequestrata alla criminalità organizzata diventa luogo di prevenzione dal gioco d'azzardo ed è particolarmente importante che questo avvenga ad Ostia perché il potere del clan Spada si esplicitava anche dentro ambienti di questo tipo. Questa esperienza ci rende orgogliosi”.


Sulla stessa lunghezza d'onda anche Fiasco: "Vi ringrazio per l’invito, la trovo un’iniziativa originale e preziosa: ci troviamo in una sala per al gioco d’azzardo che si trova all’interno del centro abitato, un fenomeno che si è sviluppato negli ultimi anni e ha causato quello che si può definire un disastro sociale, anche secondo il paradigma per cui dove c’è gioco d’azzardo si sviluppa anche un’attività corruttiva. Ed è proprio in un territorio come quello di Ostia, già noto per le recenti vicende, che un intervento come questo assume un grande significato”.


Le conclusioni sono del presidente della Regione Lazio Zingaretti: “Mi associo ai ringraziamenti di

Fiasco e aggiungo che questa iniziativa si inserisce nella nostra volontà di voler dare alla parola 'confisca' anche un significato di riconsegna dei beni ai cittadini. Un bene confiscato è una notizia positiva, perché significa che si colpisce al cuore il potere criminale.Un Esempio? La villa confiscata ai Casamonica che è diventata un centro per le famiglie colpite dalle patologie di autismo: noi chiediamo i beni confiscati per ridarli ai territori”. Zingaretti continua: “Un dato: nel 2017 hanno giocato almeno una volta 17 milioni di italiani, nel 2014 erano 10 milioni. E' un dovere intervenire e noi tentiamo di farlo in diversi modi. Un'altra cosa importante è che da oggi entra nel vivo il piano regionale del gioco di azzardo con obiettivi molto puntuali: il piu importante, dotarci in ogni angolo del Lazio di una rete permanente di personale specializzato su questo tema”. “La Regione Lazio mette a disposizione un budget di 14 milioni di Euro per operazioni di contrasto a questo fenomeno – aggiunge il presidente – E siamo pronti a rivedere la legge del 2013: secondo me bisogna vietare l'esistenza delle sale da gioco a meno di 1 chilometro di distanza da scuole e centri sportivi e dare più autonomia ai comuni per quanto riguarda le sanzioni”. E, con un pizzico di amarezza, conclude: “Non voglio fare polemica, ma a me dispiace che oggi qui non ci siano le telecamere dei telegiornali…”

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