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Wimbledon: tradizione e novità al servizio del tennis

Quest'anno il torneo dei tornei compie 140 anni, ma a quando risale la prima edizione?

16 Luglio 2018

Wimbledon: tradizione e novità al servizio del tennis

Il torneo di Wimbledon concluso a Londra ieri, ma non tutti ne conoscono la storia fatta di sfide e di campioni che si sono susseguiti in questo Santo Graal del tennis, rispettoso in modo scrupoloso delle sue tradizioni: campi rigorosamente in erba, premiazione in presenza del Duchessa di Kent e completo bianco per i giocatori. Quest'anno il torneo dei tornei compie 140 anni, ma a quando risale la prima edizione?


Le origini di Wimbledon

La prima edizione del torneo di Wimbledon a cui parteciparono 22 giocatori britannici è datata 1877. Spencer Gore in tre set vinse contro William Marshall; l'anno dopo Gore si trovò nuovamente in finale, ma fu battuto da Frank Hadow, il primo tennista ad utilizzare il pallonetto, per rispondere agli attacchi a rete di Gore. Per la prima edizione del singolare femminile bisogna aspettare fino al 1884, con il trionfo della giocatrice Maud Watson che tra il 1881 e il 1886 riuscì ad aggiudicarsi ben 54 partite di seguito perdendo solo 12 set. Altre campionesse di quegli anni furono: Lottie Dod, Blanche Bingley, Charlotte Cooper e Dorothea Douglass. In campo maschile, tra l'800 e il '900 dobbiamo ricordare la classe di William Renshaw, i fratelli Reginald, Doherty e Lawrence e i leggendari Quattro Moschettieri: Jacques Brugnon, Jean Borotra, Henry Cochet e René Lacoste, che trionfarono dal 1924 al 1929. In campo femminile gli anni venti furono segnati dalla grazia della giocatrice Suzanne Lenglen, soprannominata "la divina" e vera icona del tennis femminile di quegli anni. Gli anni '30 e '40 videro poi scendere sul campo celebrità del calibro di Jack Kramer, Bill Tilden, Don Budge, Fred Perry, l'ultimo britannico prima dell'arrivo di Andy Murray a vincere i Championship.

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L'era del professionismo

La fine degli anni '50 è considerata l'era australiana, cominciando dall'ingresso in campo di Lew Hoad, vincitore nel 1956 e 1957 del torneo di Wimbledon, seguito da Roy Emerson, Rod Laver, John Newcombe, campioni di nove edizioni dei Championship e da Fred Stolle e Ken Rosewall. In campo femminile, la diciannovenne brasiliana Maria Bueno riuscì a battere la statunitense Darlene Hard, mostrando la maturità dei grandi campioni con un servizio potente, che la portò a trionfare anche nel 1960 e nel 1964 contro Sandra Reynolds e la campionessa del 1963 Margaret Court. La Bueno fu però fermata nel 1966, da Billie Jean King, una delle più forti campionesse di Wimbledon, che si aggiudicò il primo torneo Slam della carriera giocando a Church Road ben nove finali di singolare e vincendone sei, oltre a trionfare dieci volte nel doppio misto. La King è anche ricordata per l'indimenticabile “battaglia dei sessi”, sfida lanciata nel 1973 dal campione Bobby Riggs alle migliori tenniste dell’epoca, in cui la King riuscì ad imporsi in tre set.

Wimbledon come musa ispiratrice

Proprio da questa sfida è nata l'idea del film biografico diretto da Jonathan Dayton, "La Battaglia dei Sessi" con Valerie Faris, Emma Stone e Steve Carell uscito nel 2017. Dopo il dominio australiano dal 1976 al 1980 fu l’era dello svedese Björn Borg che raggiunse il record di cinque vittorie consecutive a Wimbledon. Uno dei match più combattuti della storia del tennis è stato quello del 1980 giocato e vinto contro McEnroe. Dalla rivalità leggendaria di questi due campioni è uscito, sempre nel 2017, il film "Borg McEnroe" diretto da Janus Metz con protagonisti Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf. L'atmosfera intensa che si respira in una campo da tennis così prestigioso ha permesso anche a diversi settori di cavalcare l'onda, come testimoniano i giochi "Tennis World Tour" di PlayStation, "AO Tennis" di Big Ant Studios o la slot a cinque rulli "Court Center" di Microgaming e disponibile su Betway in HMTL5, che riprende i simboli del torneo come il campo d'erba, le racchette d'epoca e i completi tipicamente bianchi. Per aumentare ancora di più le emozioni in campo, quest'anno le cifre di Wimbledon sono cresciute notevolmente aggirandosi sui 39 milioni di dollari, con 1,5 milioni previsto per la finale, 638mila per i semifinalisti, 319mila per i quarti e 185mila per gli ottavi, un 7,6% in più rispetto all'anno scorso.

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Si tratta di cifre da capogiro che fanno sognare gli appassionati di questo leggendario sport e che accorrono ogni anno a Londra per godersi le sfide più emozionanti in un circuito davvero unico. Anche se tutti si stanno domandando chi avrà la meglio in questa edizione, dovremmo semplicemente aspettare e vedere chi sarà il migliore durante questa insolita ondata di caldo inglese.

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