Cerca

coronavirus

Spadafora spiega il DPCM: cosa si può fare e cosa no

Il ministro dello Sport sul suo profilo Facebook ha chiarito il punto sul termine "di base" in relazione alle nuove misure in vigore fino al 13 novembre

19 Ottobre 2020

Spadafora spiega il DPCM: cosa si può fare e cosa no

Vincenzo Spadafora

Una definizione che ha mandato in corto circuito testate, addetti ai lavori, appasionati e genitori, con quel "attività di base" che non chiariva i termini delle nuove disposizioni, anzi, li complicava. A chiudere il cerchio ci ha pensato pochi minuti fa sul suo profilo Facebook il ministro dello sport Vincenzo Spadafora. Le novità del DPCM emanato ieri sera da Giuseppe Conte vanno quindi nella direzione di permettere la pratica sportiva all'interno delle ASD e dei loro centri sportivi in sicurezza, ma di permettere incontri solamente alle prime squadre e non nel settore giovanile. Nel Lazio, quindi, ad esempio, andranno avanti allenamenti e campionati fino alla Seconda Categoria nel calcio ed in misura equivalente anche negli altri sport, ossia fino all'ultimo campionato di valenza regionale. La restante parte potrà, fino al 13 novembre, termine in cui decadranno le nuove disposizioni, continuare ad allenarsi, ma non a giocare. Di seguito il post del ministro Spadafora



Palestre, piscine e centri sportivi restano aperti! Proseguono partite e gare sportive dilettantistiche a livello regionale e nazionale, mentre per il livello provinciale, società e associazioni sportive ed enti di promozione proseguiranno gli allenamenti degli sport di squadra ma solo in forma individuale, come le squadre di serie A all’inizio della fase due. Per fare un esempio: la squadra di una scuola calcio di giovanissimi o pulcini potrà continuare ad allenarsi, ma senza giocare partite. Dopo un lungo confronto in Consiglio dei Ministri, con il CTS e le Regioni, è prevalsa una scelta di buon senso. Nelle prossime ore, insieme ai rappresentanti del settore, studieremo ulteriori misure di sicurezza per una maggiore tranquillità di tutti e scongiurare possibili chiusure. Vi rivolgo però un appello accorato: fate attenzione e rispettate al massimo le regole, in palestra come in qualsiasi altro luogo. È un momento davvero critico, non abbiamo ancora vinto la nostra guerra contro il coronavirus.Ho combattuto per arrivare a questa scelta ma dobbiamo essere tutti consapevoli del momento difficile per il Paese, che ci deve obbligare ad un rispetto rigoroso dei protocolli. Abbiamo chiesto già tanti sacrifici al mondo dello sport, tra i settori più colpiti dall’epidemia, e soprattutto abbiamo chiesto ai gestori investimenti cospicui per il rispetto doveroso di rigide misure. Non è facile assumere certe scelte ma ho pensato non solo ai tanti gestori e ai lavoratori sportivi e a quanti frequentano le palestre per il proprio benessere psico-fisico ma anche ai tantissimi giovani, ragazze e ragazzi, che sono messi a dura prova dalle regole imposte dall’emergenza sanitaria e che trovano proprio nelle ore che trascorrono facendo sport un momento importante di sfogo e relax, essenziale per il loro equilibrio.Del resto, nessuna evidenza scientifica denuncia focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati. Sarebbe stato peggio spingere migliaia di appassionati e di giovani nei parchi cittadini piuttosto che proseguire in luoghi che rispettano regole e protocolli. Ringrazio il presidente Conte, i parlamentari che si sono espressi chiaramente, i presidenti di Regione che col loro coordinatore Bonaccini hanno rivendicato con nettezza la volontà di tenere aperte palestre, piscine e centri sportivi con i loro rigorosi protocolli e in tutta sicurezza. Un’ultima cosa: non mettete mai in dubbio che io stia facendo l’impossibile, giorno e notte, per lo Sport!

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni