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Caos Ministeri: attività sportiva di base e motoria, si può

Il Dicastero dell'Interno corregge quello dello Sport, ma in realtà il provvedimento sui centri sportivi non cambia: è possibile accedere per svolgere esercizio fisico

28 Ottobre 2020

Caos Ministeri: attività sportiva di base e motoria, si può

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La circolare del Ministero dell'Interno pubblicata ieri sera ha fatto ripiombare nel caos più totale il mondo dello sport. Nel documento si spiega che per le attività sportive di contatto “vengono sospese non solo le gare e le competizioni ludico-amatarioli, confermando quanto già disponeva il DPCM, ma altresì tutte le altre attività connesse, praticate a livello dilettantistico di base, le scuole e l'attività formativa di avviamento; sicché sono ricomprese nella generale sospensione anche le attività di allenamento svolte in forma individuale”. Quindi tutti i centri sportivi che ospitano discipline in cui è previsto il contatto devono restare chiusi? La risposta è NO! E lo era anche prima del documento divulgato ieri sera dall'Interno. Nel DPCM del 24 ottobre infatti non viene mai prevista la possibilità di svolgere allenamenti individuali, a differenza di quanto stabilito nel Decreto precedente, quello del 18 ottobre, in cui si affermava che: “Le attività sportive dilettantistiche di base, le scuole e l'attività formativa di avviamento relativa agli sport di contatto, sono consentite solo in forma individuale”. Il testo che determina le ultime limitazioni spiega chiaramente che: “L'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all'aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo Sport”. Ora, che un campo di calcio sia un centro sportivo pubblico o privato è fuori da ogni discussione, così come un giocatore di calcio, di basket o di qualsiasi altro sport di contatto goda degli stessi diritti di svolgere attività fisica al pari di uno che vuole giocare a padel o a tennis. Altrimenti dovremmo riconoscere che siamo davanti a un caso di distinzione tra essere umani illogica e priva di ogni fondamento giuridico. I centri sportivi potranno pertanto consentire ai loro associati/tesserati di raggiungere l'impianto liberamente per svolgere “attività sportiva di base o attività motoria in genere” e non invece gli allenamenti individuali degli sport di contatto. Pertanto se un calciatore decidesse di raggiungere il campo per una corsa, un po' di stretching, addominali flessioni, sarebbe nel pieno diritto di farlo al pari di un qualsiasi cittadino che svolge la stessa attività fisica in un parco. Di fatto viene a mancare tutta quella che è la classica organizzazione societaria, ossia le convocazioni, l'impartizione di indicazioni per gli esercizi da svolgere ecc... Ora viene automatico pensare che per permettere alle persone di accedere all'interno di un centro sportivo la società sportiva che ne è proprietaria, lo ha in concessione o in locazione, possa organizzarsi per garantire il rispetto del distanziamento sociale. Esempio pratico: se una ASD ha 500 associati, non potrà consentire a tutti loro di presentarsi quando preferiscono davanti al cancello e farli attendere in fila per lo svolgimento dell'attività fisica, altrimenti si creerebbe un assembramento all'ingresso. È naturale ritenere che dovrà essere concessa la possibilità di organizzarsi con i propri associati, pertanto prendere prenotazioni, stabilire il numero massimo di persone che possono accedere in determinate fasce orarie, controllare chi accede. Altrimenti come potrebbero garantire il rispetto delle misure? Fondamentalmente, nel gioco delle interpretazioni che sta facendo scervellare il mondo dello sport, l'intervento del Ministero dell'Interno è da intendere come correzione di quanto scritto dal Ministero dello Sport nelle FAQ che chiarivano il nuovo DPCM. Il Dicastero di Spadafora infatti, alle domande numero 9 e 10, inerenti gli allenamenti degli sport di contatto e delle scuole calcio o altri sport di squadra, spiegava che sì, era possibile svolgere allenamenti individuali. Comunicazione che è stata ripresa ovviamente dalle Federazioni. In realtà si tratta di errore interpretativo da parte del Ministero dello Sport considerando che il Decreto del 24 ottobre, a differenza di quello del 18 ottobre, non prevede assolutamente questa possibilità, ma precisa che è ammessa solo attività sportiva di base e attività motoria all'interno dei centri sportivi, pubblici o privati. Una sorta di contraddizione interna che ha avuto la forza di creare ulteriore confusione. Viene da chiedersi come mai non si siano confrontati prima di questa “incomprensione”. In chiusura, l'interpretazione opposta della Circolare dell'Interno, quella che vorrebbe i centri sportivi degli sporti di contatto totalmente chiusi, entrerebbe in netta contraddizione con il disposto del DPCM del 24 ottobre, e a questo punto porterebbe la Circolare a non aver valore, essendo una normativa gerarchicamente inferiore al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

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