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Vaia: "Aprire palestre, scuole, piscine: sceso il tasso di mortalità"

Il direttore sanitario dell'INMI Lazzaro Spallanzani: "Sbagliato tenere i giovani, ma anche gli anziani, in casa, lontani dallo sport e dal tempo libero"

20 Novembre 2020

Vaia: "Aprire palestre, scuole, piscine: sceso il tasso di mortalità"


Il direttore sanitario Vaia ©INMI Spallanzani

Il direttore sanitario dell'INMI Lazzaro Spallanzani, Francesco Vaia, intervistato qualche giorno fa dal Corriere della Sera ha illustrato i risultati di uno studio - condotto su 61 pazienti morti (età compresa tra 35 e 90 anni) tra Lazio, Umbria e Abruzzo - sugli esami autoptici dell’istituto di Anatomia patologica, secondo cui "il tasso di mortalità a causa del Covid oggi è diminuito notevolmente. Se a marzo eravamo infatti sopra al 10% dei contagiati totali, ora siamo scesi sotto l’1%. Questo perché abbiamo imparato a combattere e curare questo mostro, che colpisce e uccide soprattutto chi è già malato". I dati della ricerca dallo Spallanzani dicono altre due cose: "Che l’età media delle vittime resta alta e che le patologie di cui soffre chi muore per il Coronavirus sono la classiche malattie legate a uno stile di vita poco corretto - prosegue l'esperto - Il che ci deve far riflettere sul fatto che è sbagliato tenere i giovani, ma anche gli anziani, in casa, lontani dallo sport e dal tempo libero". Un'analisi in opposizione alla recente chiusura di palestre e piscine: "Rivolgo il mio invito al Ministro dello Sport, perché riconsideri queste posizioni e ripensi le aperture nell’ottica del massimo rigore e dell’estrema sicurezza. Con protocolli rigidi e maggiori controlli. Un discorso che si potrebbe estendere ai luoghi della cultura - prosegue Vaia - Il Comitato tecnico scientifico potrebbe riprendere in mano la questione e lo Stato potrebbe verificare l’applicazione delle regole. Per questa mancanza non può pagare il cittadino". Altra annosa questione sono, poi, le scuole. Il direttore dello Spallanzani è un sostenitore della riapertura: "Per gli studenti è molto meglio andare a scuola, dove sono controllati. Oggi stanno chiusi in casa per studiare, poi quando la sera escono, non c’è nessuno che vigili sull’applicazione delle regole, così si incontrano senza mascherine e senza distanziamento - chiude Francesco Vaia - Ho sempre sostenuto che bisogna tenere tutto aperto. Se si può andare in certi luoghi della socialità solo in certi orari e in certi giorni, il rischio reale è che si comprimano le presenze e si creino assembramenti. Così anziché migliorare la situazione, la si peggiora. Tutto va spalmato nel maggior arco spazio-temporale possibile".

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