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Coronavirus

IRBM, Di Lorenzo: "A gennaio pronte le prime dosi del vaccino"

Le parole del presidente dell'azienda di Pomezia al lavoro assieme all'Università di Oxford per la realizzazione del vaccino anti-Covid

27 Novembre 2020

Di Lorenzo e Zuccalà

Da sinistra il Presidente ed AD di IRBM ed il sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà

"Siamo soddisfatti per essere riusciti ad avere un risultato in tempi molto contenuti rispetto alla media". A parlare è Piero Di Lorenzo, presidente della IRBM, azienda con sede a Pomezia che sta lavorando, assieme all'Università di Oxford, alla realizzazione del vaccino anti-Covid. Le dichiarazioni sono giunte grazie ad un incontro tra il dirigente ed il sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà presso la sede di IRBM.

"Oggi il vaccino c'è, ma è chiaro che deve ancora essere sottoposto alla validazione finale da parte delle agenzie. Il loro è un lavoro scrupoloso per il controllo di tutti i dati e rappresenta la migliore garanzia, non solo per il pubblico che si dovrà vaccinare, ma anche per le aziende che stanno investendo la propria credibilità sul prodotto. Sono fiducioso sul fatto che verificheranno la bontà del lavoro. Tempistiche? Penso che i dati verranno sottoposti entro un paio di settimane e credo che per gennaio ci potrà essere la validazione e quindi l'arrivo delle prime dosi del vaccino, dosi già realizzate a rischio con la produzione che è iniziata già da tre mesi".

Penso che i dati verranno sottoposti entro un paio di settimane e credo che per gennaio ci potrà essere la validazione e quindi l'arrivo delle prime dosi del vaccino

Proprio sulla velocità dei tempi, il presidente Di Lorenzo ha poi voluto fare una precisazione: "Non penso possa esistere una multinazionale disposta a mettere in gioco la sua credibilità per accorciare i tempi. Non lo farebbe nessuno, perché la punizione sarebbe scomparire dalla scena. Ritengo doveroso che le autorità facciano i controlli con il massimo rigore a garanzia di tutti. Dove è stato possibile accorciare i tempi è nell'iter burocratico, non sui controlli scientifici che saranno rigorosi. Quando abbiamo reclutato dei volontari per il vaccino Ebola ci abbiamo impiegato 1 anno e due mesi, oggi appena 3 ore. Normalmente la validazione di un farmaco richiede dai 6 ai 12 mesi, in questo caso solo 3 settimane perché abbiamo potuto saltare la fila. Al di là del vaccino, ci sono altri farmaci che stanno seguendo il loro iter, che richiederà del tempo. Aver potuto saltare questa fila ci ha permesso di risparmiare 8-10 mesi. E' irrazionale affermare che la velocità è dovuto ad un controllo minore sul vaccino".

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