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Politica

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la Riforma dello Sport

Approvati i 5 decreti in scadenza il 28 febbraio: le novità principali riguarderanno l'abolizione del vincolo sportivo e la tutela dei lavoratori sportivi

26 Febbraio 2021

Mario Draghi

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi

Alla fine la tanto discussa Riforma dello Sport è stata approvata quest'oggi dal Consiglio dei Ministri. La riforma, presentata lo scorso autunno dall'ex Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, doveva essere discussa ed approvata entro il 28 febbraio, per evitare il decadimento della stessa con l'obbligo di iniziare nuovamente daccapo tutto l'iter. Approvata quindi una riforma dello sport che lo stesso sport ha duramente criticato.

Lettera aperta Non più tardi di ieri i presidenti di FIGC, FIP e FIPAV avevano scritto una lettera aperto al Presidente del Consiglio Mario Draghi per sottolineare le criticità e le problematiche che l'approvazione della Riforma avrebbe portato a tutte le realtà sportive, soprattutto sui temi del vincolo sportivo e del lavoro sportivo:“[...] Fin dal sorgere della crisi sanitaria ed economica le Federazioni hanno sostenuto i rispettivi movimenti con interventi mirati nell'intento di alleviare gli effetti prodotti dalle necessarie normative di restrizione. Riteniamo però giusto che quanto fatto, e quanto ancora sarà necessario fare, non sia vanificato da alcuni istituti che, in questo frangente, costituirebbero un ulteriore gravoso onere da porre a carico dei sodalizi sportivi. Signor Presidente, Le stiamo chiedendo di valutare con grande attenzione l'effetto di tali disposizioni e, se non fosse possibile riconsiderarli nel merito, quanto meno differirne l'entrata in vigore”.

Sulla stessa linea d'onda si erano schierati nei giorni scorsi anche il presidente del Coni Giovanni Malagò, la LND e la Federnuoto tramite il suo presidente Paolo Barelli. Appelli che, dunque, sono caduti nel vuoto. Tra le principali novità che verranno introdotte dalla nuova riforma ci sarà l'abolizione del vincolo sportivo, che entrerà in vigore tra cinque anni, ed il riconoscimento dei lavoratori sportivi, in vigore dal luglio del 2022, che prevederà il versamento dei contributi previdenziali per tutti coloro che supereranno la no-tax area di 10 mila euro l'anno.

Spadafora Subito dopo il via libera del CdM, l'ex ministro e promotore della riforma Vincenzo Spadafora ha parlato sul suo canale ufficiale. Queste parte delle sue dichiarazioni: “Sono contentissimo perché poco fa il CdM ha approvato la riforma dello sport dopo un anno di lavoro complicato. Ringrazio il presidente Draghi per aver portato in Consiglio la riforma che sarebbe scaduta tra due giorni. Finalmente i lavoratori sportivi avranno contratti e tutele, ci sarà il professionismo femminile, gli atleti Paralimpici entreranno nei gruppi sportivi militari, il vincolo sportivo verrà abolito. Ora bisognerà parametrare i tempi per l'attuazione della riforma. E' naturale, visto il momento che stiamo vivendo, che le norme entrino in vigore nei momenti giusti e con gli aiuti giusti, così che nessuno venga penalizzato. Oggi che è tutto fermo è giusto far entrare in vigore i contratti quando sarà possibile. A tale proposito avevamo stanziato in passato anche 100 milioni di euro. Sono felice per le oltre 500 mila persone che non avevano alcuna dignità per il lavoro che portavano avanti. Sono contento per il professionismo femminile, che avrà uguali diritti, e per i grandi atleti paralimpici che fino ad oggi potevano solo transitare nei gruppi sportivi militari. Infine un ringraziamento a tutte le forze politiche e al ministro Giorgetti che, ironia della sorte, ha scritto la legge delega sulla quale abbiamo lavorato e che oggi era in Consiglio per sostenere la fine di un percorso che lui stesso aveva iniziato. Spero che quanto prima il Governo indichi il nuovo delegato allo sport perché ora bisogna lavorare su due aspetti fondamentali che sono i ristori, fermi ormai da due mesi, e le riaperture. Finalmente la riforma dello sport è fatta ed aprirà una strada di cambiamento per tutti: per gli atleti, le atlete, i paralimpici, i lavoratori sportivi, per le associazioni. Chi osteggiava la riforma è perché non voleva veramente un cambiamento”.

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