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Asian Film Festival: dal 17 giugno al Cinema Farnese

30 proiezioni da 11 paesi dell'estremo oriente. Temi e stili differenti da incontrare e conoscere

26 Maggio 2021

Dad I’m Sorry

Asian Film Festival, dal 17 giugno al Farnese

La diciottesima edizione di Asian Film Festival presenterà 28 lungometraggi e 2 cortometraggi provenienti da 11 paesi dell’Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Cina, Filippine, Hong Kong, Taiwan, Indonesia, Malesia, Thailandia, Vietnam e Singapore), con 5 anteprime internazionali, 6 anteprime europee e numerose anteprime italiane. Il festival si terrà da giovedì 17 a mercoledì 23 giugno 2021, a Roma, al Cinema Farnese (Piazza Campo De' Fiori 56). Asian Film Festival, organizzato da Cineforum Robert Bresson e diretto da Antonio Termenini, presenta una selezione del meglio del cinema dell’Asia orientale, arthouse e di genere, con una grande attenzione per gli esordi e i giovani registi della ricca sezione Newcomers. Il film di apertura della diciottesima edizione sarà Wife of a Spy di Kiyoshi Kurosawa, già vincitore del Leone d’Argento all’ultimo festival di Venezia. Tra gli altri film dal Giappone, ci saranno gli stranianti, divertenti e pieni di contaminazioni Dancing Mary di Sabu e Red Post on Escher Street di Sion Sono e il più autoriale Under the Stars di Tatsushi Ohmori. Dopo il grande successo della scorsa edizione, sabato 19 giugno si terrà il secondo Korean Day – una giornata interamente dedicata al cinema sudcoreano in cui vengono presentati 4 lungometraggi e un cortometraggio, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Coreano di Roma. Dallo sguardo impertinente e autoriale dell’Hong Sang-soo di The Woman Who Ran si passa alla commedia sentimentale amara Our Joyful Summer Days  e allo sguardo sulle tradizioni delle pescatrici dell’isola di Jeju in Everglow, fino al noir al femminile di Go Back, della regista indipendente Seo Eun-young. In collaborazione con l’Ambasciata del Vietnam in Italia sarà inoltre organizzato un Vietnam Day, che presenterà 4 lungometraggi in anteprima assoluta. Si passa dagli straordinari successi, ancora nelle sale in Vietnam, Dad I’m Sorry, commedia generazionale, e Blood Moon Party, nuovo inaspettato remake di Perfetti sconosciuti, per passare all’affascinante Rom e l’horror Home Sweet Home. L’iniziativa porta a compimento una fruttuosa collaborazione con il Vietnam, dopo la promozione di cinema italiano a Hanoi e Ho Chi Minh City tenutasi lo scorso anno in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Hanoi e il consolato a Ho Chi Minh City. Dalla Cina, verranno presentati una serie importante di film. Gli spiazzanti e abbacinanti The Waste Land e Sons of Happiness, firmati da registi esordienti che però dimostrano una grande maturità e uno sguardo forte e riconoscibile, a Mosaic Portratit, inteso ritratto di un’adolescente vittima di un abuso. Altri temi che percorrono in filigrana il festival sono i difficili e complessi rapporti famigliari (il cinese Grey Fish, da Singapore Leaving Home, il malese Sometime, Sometime, Malu di Edmund Yeo, il filippino Tangpuan), il senso di perdita dovuto a problemi economici (Repossession), lo sviluppo sostenibile e i cambiamenti climatici dell’omnibus che attraversa cinque paesi “Mekong 2030”, seguendo il corso del fiume Mekong. Completano il programma Genus Pan del maestro filippino Lav Diaz e l’anteprima europea dell’hongkonghese Stoma, film quasi-biografico sul fotografo e regista prematuramente scomparso Julian Lee.

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