Cerca

Roma capitale

Fabrizio Compagnone: "Lo sport sarà epicentro del rilancio del Municipio VI"

Le parole del candidato alla presidenza con la lista di Roberto Gualtieri Roma 6 Anche Tu

07 Settembre 2021

Fabrizio Compagnone

Fabrizio Compagno, candidato al Municipio Roma VI

Fabrizio Compagnone è uno di loro, uno dei ragazzi del Municipio VI. O perlomeno lo è stato e nelle sue dichiarazioni lo sottolinea con orgoglio. Nato e cresciuto a Torre Maura, abita ancora oggi nel Municipio VI insieme alla sua famiglia. E non se ne vergogna, anzi. Ama la “sua” Roma ed è proprio spinto da questi sentimenti che qualche anno fa ha scelto di entrare in politica. Otto anni di Consiglio Comunale alle spalle, lottando giorno dopo giorno per aiutare un territorio da oltre trecentomila abitanti a ritrovare una qualità di vita che, da queste parti, sembra sempre più difficile da conquistare. Ora la nuova sfida, quella di diventare presidente del Municipio VI e condurlo fuori da un empasse che negli ultimi anni ha evidenziato sempre di più le problematiche di luoghi troppo spesso dimenticati. Con l'orgoglio di chi, questa periferia, la ama con tutto se stesso. Con la voglia di sistemare le cose e creare un futuro per i tanti giovani che rischiano di non avere le stesse opportunità che, in molte altre zone della Capitale, appaiono quasi scontate. Non qui, Compagnone lo sa meglio di chiunque altro e ora vuole dare il suo contributo per consegnare loro un futuro migliore.

Fabrizio, da dove nasce questa candidatura? "Da un percorso iniziato nel 2013, come Consigliere in Municipio, e che si è ulteriormente sviluppato nel 2016, quando c'è stato il commissariamento del PD a Roma. In quel momento è cominciata una nuova fase della mia carriera politica con cinque anni di Consiglio vissuti da capogruppo del Partito Democratico e segretario di zona per il Municipio VI. Adesso la sfida più difficile, quella di conquistare la presidenza, uno sbocco naturale dopo questi anni di esperienza".

Una sfida, per te che sei nato e hai vissuto qui, non solo politica ma anche personale. "Nasco e cresco a Torre Maura, nelle strutture del Municipio VI ho studiato e praticato sport, così come oggi fa mia figlia. Ne conosco pregi e difetti, come cittadino e come amministratore".

Quali sono i principali difetti da risolvere? "In primo luogo ricreare un filo diretto con Roma Capitale. Il decentramento amministrativo ancora non si è ben compiuto e i Municipi si trovano in difficoltà proprio per la mancanza di una guida forte, che sappia dettare le linee: con la situazione attuale i limiti normativi spesso diventano ostacoli insormontabili per qualsiasi progetto. Inoltre per risolvere alcune problematiche serve una conoscenza della macchina amministrativa capillare e da questo punto di vista nei primi anni dell'ultima consiliatura si è fatta molta fatica. Tutto questo naturalmente è ricaduto sui cittadini, si è creato un gap che non si è più riusciti a colmare e che ancora stiamo pagando".

Qual è la strada da intraprendere per superare questa situazione? "Prima di tutto stilare un patto sociale tra tutte le parti in causa: istituzioni, associazioni del terzo settore e cittadini. In questo territorio esistono numeri allarmanti per quanto riguarda la tenuta e le difficoltà sociali a confronto con il resto della Capitale. Ci sono lavoratori che si impegnano quotidianamente per migliorare alcuni aspetti del nostro Municipio, ma spesso i buoni intenti restano su carta e non riescono ad essere messi in pratica proprio per una burocrazia troppo impegnativa. Inoltre, come detto prima, esiste la necessità di creare un filo diretto con il Campidoglio, sia con il Sindaco che con gli Assessorati, per creare un'operatività che possa essere tangibile nei nostri quartieri".

La parola periferia, molto spesso, sembra essere utilizzata a sproposito durante le campagne elettorali "Sì, succede troppe volte e poi, una volta conclusa la tornata, ci si dimentica di quanto promesso. Non dobbiamo scordarci che ci sono persone nate e cresciute qui che lavorano tutti i giorni per sistemare le cose e per migliorare le periferie è proprio questo quello che serve. Un lavoro quotidiano che ha bisogno di un sostegno delle istituzioni. Questo tesoro non va disperso, anzi dobbiamo stare vicino e sostenere chi opera fattivamente. Altrimenti, come accaduto negli ultimi anni, la classe dirigente locale si sente abbandonata, sola, e tutto diventa più complicato".

Fino a poco tempo fa il Municipio VI era un territorio florido di iniziative sportive. Cosa è accaduto in questi ultimi anni? "Lo sport è al centro del nostro piano di rilancio del Municipio. Sicuramente non esistono più quegli indotti e quei sostegni imprenditoriali di un tempo, la crisi del 2009 ha frenato molti investimenti. Naturalmente quando si entra in una situazione economica come quella, le prime zone a risentirne sono proprio le periferie, che subiscono prima la difficoltà economica e di conseguenza quella sociale. Con l'ultima consiliatura le cose non sono migliorate, anzi. Alcune scelte sui centri sportivi comunali, ma anche su alcune palestre scolastiche utilizzate da molte associazioni per proporre attività a prezzi calmierati hanno complicato, e non poco, la situazione".

Basta pensare alle polemiche scaturite dopo la pubblicazione del regolamento sulle concessioni."Un argomento che si ricollega a quanto detto prima. Mettere tutto nelle mani del burocrate di turno che magari non ha mai avuto esperienze nel settore non porta da nessuna parte. Si è deciso di non scegliere, invece servono risposte politiche e azioni coraggiose, altrimenti a rimetterci sono sempre i ragazzi e i bambini".

E la mancanza di sport, specialmente in quartieri complicati, spinge i giovani verso contesti molto difficili. "Lo sport è l'alternativa migliore proprio a situazioni di questo tipo. Vorrei sottolineare, però, come il nostro territorio non sia un Municipio di trincea, di frontiera come spesso viene descritto. Esistono indubbiamente sacche territoriali con situazioni che bisogna assolutamente affrontare in maniera più incisiva, ma la maggior parte dei cittadini sogna di poter vivere in una zona dove infrastrutture e servizi siano all'altezza. Detto questo è chiaro che la mancanza di sport aiuta i clan ad attirare i più giovani, ecco perché abbiamo il dovere di garantire l'accessibilità a tutti i nostri ragazzi. Aiutare le associazioni che già esistono, migliorare le infrastrutture e crearne di nuove. Solo così possiamo arginare determinati fenomeni".

Oltre a quelle sportive esistono tantissime associazioni, con altri obiettivi, che cercano di salvaguardare e aiutare il Municipio VI. "Ci sono comitati di quartiere, di zona e giovanili che nascono in maniera spontanea cercando di ottemperare laddove l'amministrazione non arriva. La nostra idea è rafforzare queste situazioni, aiutarle a crescere e inserirle in maniera formale nel sistema amministrativo. Sono organizzazioni che vanno riformulate e messe in condizione di essere decisive e decisionali nel processo di scelta. Inutile sottolineare come anche in questo campo la burocrazia crei limiti difficili da superare, con il Covid la situazione si è ulteriormente complicata, ma la strada da percorrere a nostro modo di vedere è proprio quella di coinvolgere chi si adopera ogni giorno per migliorare la qualità di vita propria e degli altri cittadini".

Fabrizio, un messaggio ai tanti giovani del Municipio VI che leggono Gazzetta Regionale. "Che sono al centro del nostro progetto. Il programma che abbiamo presentato è stato stilato proprio insieme ad alcuni ragazzi che vivono nel nostro territorio proprio per comprendere al meglio le loro necessità. In primo luogo dobbiamo creare spazi aggregativi, già quando ero adolescente si faceva fatica a trovare luoghi sicuri dove poter ritrovarsi con gli amici la sera, ma anche il pomeriggio, pensate ora. Dobbiamo offrire loro possibilità di socializzazione in ambienti sani, lontano dalle problematiche della strada. A chi pratica sport, invece, chiedo di non lasciare le nostre società, di dare loro fiducia, un piccolo contributo per far sì che lo sport nel Municipio VI torni ad essere protagonista. Anche perché, come diceva mio padre, se sei forte ti vengono a prendere anche nei nostri impianti. Dal canto nostro, naturalmente, ci impegneremo per aiutare le realtà del territorio permettendogli di offrire la miglior proposta possibile a chi vuole praticare qualsiasi disciplina. Certo, riqualificare tutto in cinque anni è impossibile, ma vogliamo fare in modo che anche qui da noi si possa praticare sport in maniera sana e professionale".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE