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L'intervista

Audace Savoia e Ponte di Nona "Corretti in campo e fuori"

Le due società hanno ricevuto ieri il Premio Disciplina. Entrambe nei progetti dell'Asilo Savoia centrano una vittoria davvero importante

28 Novembre 2017

Da sinistra: Mastropietro, presidente Audace - Monnanni, presidente Asilo Savoia - Gaglio Presidente Ponte di Nona ©GazReg

Da sinistra: Mastropietro, presidente Audace - Monnanni, presidente Asilo Savoia - Gaglio Presidente Ponte di Nona ©GazReg

Si è chiuso un week end con le brutte immagini del Catena durante il match Atletico 2000 - Tor Tre Teste. Le polemiche e le parole continuano a sfrecciare veloci, su una situazione che è solamente l'ultima di un elenco già, purtroppo, ben nutrito. Cercare di rasserenare gli animi sembra sempre più una chimera vista la ciclicità con cui siamo costretti a riportare, raccontare ed analizzare scende deprecabili. L'attualità ci ha però regalato anche un bel momento, quello della consegna dei premi disciplina della passata stagione. Riconoscimenti a pioggia sù e giù per il Lazio con un numero enorme di realtà presenti. Tra queste il Ponte di Nona (padrona di casa della cerimonia) e l' Audace. Entrambe le società fanno parte dei progetti dell'Asilo Savoia che attraverso lo sport offre tantissime opportunità di riscatto e crescita ai più giovani. Con loro abbiamo fatto il punto su quanto fatto e su quello che c'è da fare. 
Da sinistra: Mastropietro, presidente Audace - Monnanni, presidente Asilo Savoia - Gaglio Presidente Ponte di Nona ©GazReg

Ponte di Nona - Mimmo Gaglio (Presidente)

"Per noi che facciamo puro settore giovanile la disciplina è un percorso obbligatorio. Facciamo lavoro didattico con  ragazzi che sono di piccola età e peraltro iterritorio molto difficile. Se non si lavora bene già dai più piccolini diventa un sogno, un'utopia, quello di poter ottenere risutati sul lato comportamentale. Le indicazioni che noi diamo ai ragazzi non riguardano solamente il rispetto in campo e durante il gioco. Il rispetto deve essere inteso nel vero senso della parola. Significa che crescendo imparano a portare dentro il campo quello che insegnamo loro fuori. Devono quindi rispettare il materiale sportivo, gli spogliatoi e tutte le figure che gravitano all'interno del campo di gioco e non solo. Significa avere un comportamento adeguato. Per me è molto importante la figura del capitano. Io a tutti i miei capitani dico loro che sono al terzo posto nei gradi di importanza della società, anche perché loro hanno una grande responsabilità che è quella di poter essere gli unici in grado di parlare con l'arbitro. In questo modo un ragazzo si responsabilizza e non si perde. Deve essere quindi un leader positivo"
Mimmo Gaglio

Audace - Marco Guidi (Ds prima squadra)

"Noi avevamo perso la possibilità di vincere questo premio all'ultima giornata di due stagioni fa quando un'invasione dei tifosi dell'Anzio che festeggiavano per il secondo posto ci costò 150 euro di multa e quindi un numero di punti considerevole. Purtroppo pagammo colpe non nostre, quindi sono particolarmente soddisfatto di aver ritenuto questo riconoscimento. Rispetto al lavore che si fa con i bambini ed i ragazzi il nostro compito è diverso e forse anche più difficile. In questo senso per noi è fondamentale la figura di Daniele Greco. La sua concezione di calcio è quella di non urlare, nemmeno per dare le indicazioni in campo. Se deve rimproverare qualcuno lo prende in disparte. Insomma, non viene utilizzata rigidità nei confronti della squadra e questo li aiuta sicuramente ad essere più sereni anche dentro il campo quando la situazione si fa più difficile sul lato mentale e c'è il rischio di perdersi. Inoltre, con una prima squadra l'unica mossa che puoi fare potrebbe essere quella di tagliare il rimborso, mentre con i più piccoli ovviamente non si può fare. Noi però cerchiamo sempre di evitare qualsiasi tipo di punizione e puntare sul dialogo con ogni singolo calciatore"


A sinistra Mastropietro, a destra Guidi
Un altro problema può essere causato dalle intemperanze sugli spalti. In questo in casa Ponte di Nona si è trovata una soluzione. "Noi abbiamo delle persone che sono facilmente individuabili sui nostri spalti. Non dico che facciano gli steward, ma il concetto è lo stesso. Il loro compito è quello di calmare subito gli animi. Poi in alcuni casi sono intervenuto anche io, in prima persona, riprendendo il genitore. Questo può farmi risultare anche meno simpatico, ma non mi importa. Non voglio vedere brutte scene. Mi sono reso conto, inoltre, che nei campionati Elite spesso c'è più esasperazione rispetto ai campionati "minori". Ho chiesto al presidente 'tolleranza zero' su queste questioni e di non limitarsi solamente alla lettura del referto e della multa. Vedremo cosa deciderà la federazione in tal senso". 


Asilo Savoia - Massimiliano Monnanni (Presidente)

"Sicuramente il ricevere questo premio è un qualcosa che come Asilo Savoia ci gratifica molto. Le squadre possono vincere o meno i campionati, questo non ci importa. Quello che ci interessa è che le squadre che fanno parte del progetto si distinguano proprio in questo. Nel comportamento corretto e nel rispetto. Nell'evitare qualsiasi forma di discriminazione: razziale, sessuale. Io credo che per crescere definitivamente manchi un programma di formazione e di aggiornamento. Noi abbiamo presentato un progetto insieme al Telefono Rosa contro il maschilismo. Il calcio è uno sport ancora fortemente maschile, forse lo è per eccellenza. Adesso attendiamo il dipartimento delle pari opportunità. Questi progetti e queste idee devono essere finanziate da qualcuno. Ci sono società che hanno possibilità di formare delle persone in questo senso, mentre altre vorrebbero crescere e fare qualcosa, ma non ne hanno i mezzi. Abbiamo quindi ipotizzatola creazione di Diversity Sport Manager, ossia delle figure che vanno a supporto alle società. Con dei codici etici, che poi adempiano concretamente". 


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