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l'intervista

Bianchi rassicura Marino: "Tante inesattezze, la Lepanto c'è"

Il Patron fa chiarezza attorno alla mancata iscrizione della squadra in Eccellenza: "Sono costretto ad allentare la presa, ma la società è forte ed andrà avanti con Marco Massarut"

02 Luglio 2018

Da sinistra: Stefano Brunetti (vice presidente), Stefano Bianchi (presidente), Marco Massarut (presidente)

Da sinistra: Stefano Brunetti (vice presidente), Stefano Bianchi (presidente), Marco Massarut (presidente)

Un Presidente d'altri tempi. Chi lo conosce, chi ha avuto l'occasione di scambiarci quattro chiacchiere, potrà sicuramente confermare queste parole. Stefano Bianchi ha dato tanto, ha dato tutto, probabilmente addirittura troppo, per un progetto: Unione Sportiva Dilettantistica Lepanto Marino. In breve Lepanto. In sintesi una passione. Necessaria, anzi essenziale per chi decide di buttarsi in questo pazzo mondo del calcio dilettante. In un settore già di per sé complicato il patron Bianchi ha provato addirittura a fare calcio a Marino, città tra le più complicate da gestire calcisticamente a causa di una burocrazia piena di ostacoli, che soltanto nell'ultimo periodo sta diventando più snella con l'attuale amministrazione comunale. Il numero 1 della Lepanto, consapevole delle difficoltà però non ha mollato e dal 2014 si è caricato sulle spalle il club e, insieme al Presidente Massimo Gargano, lo ha portato nel massimo campionato regionale e alla conquista, nel 2016, della Coppa Italia di Promozione. Il calcio però ci insegna che c'è un tempo per tutto: per fare sacrifici, per gioire, per riprovare. C'è un tempo anche per dire “Sono costretto ad allentare la presa, ma non significa che abbandonerò Marino”. E' un po' questo il messaggio di Stefano Bianchi che torna a parlare dopo la rinuncia del titolo di Eccellenza da parte della Lepanto: “Ho letto tante cose inesatte. E' il momento di fare chiarezza”.

Da sinistra: Stefano Brunetti (vice presidente), Stefano Bianchi (presidente), Marco Massarut (presidente)


Pausa forzata Il numero uno del club marinese ci tiene a tranquillizzare i giovani e le loro famiglie: “Non iscrivere la prima squadra non significa che la società sparirà – commenta Stefano Bianchi – Anzi, il club si concentrerà tutto su Calcio a 5, Settore Giovanile e Scuola Calcio. La Lepanto ci sarà e continuerà ad esistere”. Si è parlato molto del motivo della mancata iscrizione all'Eccellenza “e ho letto tante inesattezze – continua il Patron – In questo momento sto parlando con la massima franchezza e sincerità. Ho speso tanto per questo club, continuando ad investire risorse anche quando in molti avrebbero abbandonato la barca. Quest'anno però vicende personali mi obbligano a curare con priorità assoluta le dinamiche della mia azienda”. Bianchi scioglie i dubbi sulla questione iscrizione: “Dopo di me ha dovuto lasciare anche il Presidente Gargano, strettamente per motivi lavorativi, togliendo al club un'entrata importante in termini di sponsor. Capite bene che per me assorbire economicamente una simile assenza è praticamente impossibile, considerando l'investimento già sostenuto. Nella mia testa però c'era un progetto chiaro: iscrivere comunque la squadra in Eccellenza, ripartendo dai giovani, magari con l'innesto di tre o quattro giocatori esperti a trainare il gruppo. Volevo dare continuità al lavoro svolto con le giovanili. Come detto però sono impossibilitato e alla riunione dei soci ho fatto proprio questo discorso, chiedendo una mano anche a loro affinchè il progetto potesse continuare”. C'è gente che dice che vuol lottare e poi confonde il fischio d'inizio della partita con quello dell'ultimo minuto, e va casa. Scriveva così Stefano Benni in “Saltatempo”. Una frase che probabilmente racchiude alla perfezione il “no” incassato da Bianchi alla riunione dei soci: “Le cose non sono andate come previsto ma io rispetto le scelte di tutti – chiosa – Preso atto della decisione però ho dovuto fare la cosa più difficile: dirlo alla squadra. E' stata veramente dura. Sia per me, per la passione che ci ho sempre messo in questi anni, e anche per loro, che vivevano la mia presenza in modo particolare all'interno della squadra. La notizia li ha distrutti, ma questo era inevitabile...”. Adesso una pausa: “Mi allontanerò un po' dal quotidiano della Lepanto – dichiara Bianchi – Tuttavia non lascerò la barca, non è mai stata questa la mia intenzione, ed è importante che la città lo sappia. Sto semplicemente passando il timone a Marco Massarut, una persona giovane e molto competente che sono sicuro farà il bene della Lepanto. Al momento il mio lavoro mi toglie tantissimo tempo, ma non sparirò questo è chiaro”. Cosa farà la domenica Stefano Bianchi? Il Presidente si è già attivato: “Ho chiesto di spostare la partita degli Allievi alle 11. Certe abitudini non si possono cambiare... (sorride, ndr)” .

Il presidente della Lepanto, Stefano Bianchi


Lavoro di squadra “Vogliamo diventare il punto di riferimento per i giovani. E' per loro che lavoreremo d'ora in avanti”. Marco Massarut si presenta così. Convinto, chiaro, ma allo stesso tempo con la giusta dose di umiltà: “Ho chiesto a Stefano (Bianchi, ndr) di rimanere al mio fianco perchè è una persona che conosce molto bene l'ambiente e non c'è nessuno meglio di lui per 'introdurmi' in questo mondo – spiega il neo presidente – La mia idea di calcio? Mi piacerebbe vedere i nostri giovani spiccare il volo in realtà professionistiche, sarebbe davvero il massimo”. Il nuovo numero 1 della Lepanto è carichissimo: “Da Stefano sto ereditando un grande settore giovanile, farò del mio meglio per portare le nostre squadre sempre più in alto – continua Massarut – Sempre in sinergia con il resto della società. D'altronde non esiste solo il presidente e la squadra. E' importantissimo anche il resto della struttura di un club: lavorare insieme sarà fondamentale”. Adesso l'estate per costruire e rinforzare i gruppi dell'agonistica poi finalmente il campo: “Se avessimo una Prima Categoria giocherei io per quanto mi manca il calcio giocato – scherza il presidente Marco Massarut – A parte le battute, c'è tanta voglia di ricominciare. Ripeto, il nostro obiettivo è quello di competere con i migliori settori giovanili di Roma, crescendo sia nel Calcio a 5, a cui ci stiamo dedicando molto, che con l'attività di base: la nostra è una Scuola Calcio d'Elite, ci teniamo moltissimo a fare bene. Ci vuole un progetto valido, poi la pazienza ed una giusta gestione. Qui questi ingredienti ci sono tutti. Siamo pronti e vogliosi di raggiungere i nostri obiettivi”.

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