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Valerio Copponi: "Deluso dall'ultima esperienza, non voglio ripeterla"

Così il centrocampista dopo la seconda parte di stagione tra le fila della Polisportiva Monti Cimini

02 Luglio 2018

Valerio Copponi

Valerio Copponi

Valerio Copponi

Davvero fin troppo sfortunata l'annata di Valerio Copponi, centrocampista di alto profilo che si è trovato a fronteggiare una stagione a due volti. Inizialmente il classe '95 era stato ingaggiato dall'Insieme Ausonia ma poi, con l'avvento del mercato di riparazione e l'interesse della Polisportiva Monti Cimini hanno fatto sì che Copponi lasciasse i biancoblù per trasferirsi appunto nel team viterbese. E soprattutto nella seconda parte di campionato per il centrocampista non è andata benissimo, come per tutta la squadra e per il club giallonero. Tant'è vero che alla fine dei conti è arrivata la matematica retrocessione in Promozione con l'ultimo posto in graduatoria. Chiusa la sfortunata esperienza, Copponi vuole ripartire da un progetto sicuramente diverso, con il giovane ma esperto calciatore che ripercorre così la propria stagione. “Purtroppo quest'anno ho commesso un grandissimo errore e non voglio assolutamente ripeterlo. In inverno ero stato catturato da ciò che si diceva intorno alla Polisportiva Monti Cimini, una squadra con grandi ambizioni e partita per fare benissimo. Ma tutto questo non è accaduto. Basti pensare che la società ha cambiato ben 52 giocatori per capire quella che è stata l'organizzazione globale. Abbiamo cambiato quattro allenatori, altrettanti preparatori e due direttori sportivi, sintomo di mancanza di progettualità. Sono molto sincero e posso serenamente affermare che esco da questa esperienza decisamente scottato. É stata una stagione catastrofica e peggio di così non petava proprio andare. Adesso ho voglia di riscatto. Nei Dilettanti ho vinto quattro campionati e vorrei riprendere da ciò che ho lasciato in quegli anni. Non nego che ho avuto proposte anche in categorie superiori e fuori Regione, ma sarò attentissimo a valutare e scegliere il progetto più consono. Concludo dicendo che il calcio è di tutti ma non per tutti e proprio per questo non vorrei ripetere nuovamente l'errore di quest'anno”.

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