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L'intervista

GR Review, Fabrizio Stazi: “Vicini al nostro obiettivo stagionale”

Intervenuto nel nostro format social del lunedì, il diesse dell'Urbetevere risponde ad ogni domanda senza tirarsi mai indietro: "Giuro che non c'entro nulla con quello che è successo al Savio"

25 Febbraio 2019

Fabrizio Stazi

Fabrizio Stazi

Fabrizio Stazi

“Lo so perché mi avete chiamato: volete sapere cosa è successo al Savio”. Quando qualcuno nasce senza peli sulla lingua, è molto complicato che gli spuntino crescendo. Questo è Fabrizio Stazi, prendere o lasciare. Una vita nel calcio regionale e sempre sulla cresta dell’onda. Anche ora all’Urbetevere dove, come al solito, sta centrando traguardi importanti: “Vi parlo del Settore Giovanile – esordisce il ds – perché per la Juniores e per la Prima Squadra la situazione è a parte. Siamo in corsa in ogni campionato, stiamo rispettando le aspettative. A parte qualche incidente di percorso, stiamo per ottenere quello che ci eravamo prefissati in estate: arrivare alle finali con tutte le categorie”.


Fantastico: ma il terremoto dirigenziale al Savio? “Non ne so nulla, anche se qualcuno si è sbrigato ad indicarmi come tra i principali artefici dell’addio di Gonini e Capogrossi. Fui io a concordarne l’ingresso in società e direttamente con il presidente Fiorentini. Mi chiedo come sia possibile lasciare un club glorioso come il Savio per andare, con tutto il rispetto, all’Accademia. Deve essere successo qualcosa che non sappiamo…” Per qualcuno che arriva, però, deve esserci necessariamente qualcuno che se ne va: in questo caso Attilio Ortenzi. “Credo che per lui sia stato proprio un discorso di proposta, opportunità e nuovi stimoli. Attilio non avrebbe mai lasciato a cuor leggero una società che aveva contribuito a costruire e lanciare”.


E’ arrivato il momento, temutissimo, del “gioco della torre”: si va. Chi butti giù tra Conte o Allegri? "Conte. Il tecnico ex Milan è più bravo come allenatore e nella gestione dello spogliatoio. Non le condivido le critiche anche dopo Madrid, come non credo nella rimonta. Anzi, quasi mi auguro il contrario così la società sarà costretta a comprare giocatori più forti”. Miccio o Maffei?Scibetta (nostro collega, ndr) si può? Ad Alessandro voglio bene: l’ho fatto lavorare più volte con me. E’ uno dei tecnici più preparati della regione ma ha qualche limite caratteriale”. Testa o Di Bisceglia? “Per simpatia mi tengo Massimo”. Chiudiamo con la più difficile: Rapone o Fiorentini? “Al Savio ho passato anni splendidi e Fiorentini è e è stato un secondo padre, anche se in alcuni momenti diventa intrattabile. A me piace distinguere tra calcio, amicizia e affetto. Sono due grandi presidenti che mi hanno dato l’opportunità di crescere”.

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