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College Life Italia, Peri: "Solo aspetti positivi negli Stati Uniti"

Filippo racconta la sua esperienza in America, tra calcio e studio: un cambio di vita che lo sta entusiasmando

05 Dicembre 2019

Peri esulta con i compagni

Peri esulta con i compagni

Dal Real Leno all'Adelphi University, dalla Lombardia allo stato di New York, dagli amici di sempre ad una comunità internazionale, dalla famiglia all'indipendenza. Più semplicemente, dall'Italia agli Stati Uniti in un batter d'occhio. Come? Grazie a College Life Italia (www.collegelifeitalia.com). È la storia di Filippo Peri, che non ha avuto paura di vivere una vera e propria avventura lontano da tutto quello che aveva scandito la sua crescita, gettandosi con coraggio in un nuovo mondo. Il motore è sempre lo stesso: la passione per il calcio e il desiderio di formarsi professionalmente nel panorama statunitense. Quel doppio binario sport-studio che ha spinto Filippo, e come lui tanti altri ragazzi, ad andare oltreoceano per intraprendere un percorso che non dimenticheranno mai.


Peri esulta con i compagni

Filippo, cominciamo dalla tua passione per il calcio, dove comincia tutto? “Ho iniziato a giocare a calcio 4/5 nel Real Leno, la squadra del mio paese, per poi passare alla Cremonese dove ho fatto tutta la trafila dai Giovanissimi fino alla Berretti per 6 anni, riuscendo anche a togliermi la soddisfazione di indossare la maglia della Nazionale con l’Under 16 e 18. Il mio primo e unico anno nel calcio dei grandi l’ho fatto alla Pergolettese in Serie D, con 35 presenze e vittoria del girone ai playoff. Poi ho fatto le valigie e sono volato negli USA”.


Ecco, come sei entrato in contatto con College Life Italia? Raccontaci della tua avventura statunitense. “Avevo notato College Life Italia sui social networks già due anni prima di prendere la decisione di partire, ma all’epoca non ero ancora pronto per una cosa del genere. In seguito, quando mi sono convinto di questa scelta, ho contattato un mio ex compagno di squadra alla Cremonese che aveva già deciso di intraprendere questa avventura e lui mi ha messo a contatto direttamente con Stefano Rodio (clicca sulla locandina al centro dell'articolo per informarti sui prossimi showcase). Ad agosto 2018 sono partito per il mio primo anno negli States con destinazione Alabama, dove ho studiato e giocato per un anno all’University of Montevallo. Attualmente frequento il mio secondo anno e mi trovo a New York, dove gioco e studio presso Adelphi University”.


Come è andato l’ambientamento in USA? A livello sportivo, universitario e di relazioni. “Non è stato affatto semplice, soprattutto perché non ero mai stato all’estero senza la mia famiglia. Mi sono trovato dall’altra parte del mondo, da solo e con il grande ostacolo dell’inglese. Il periodo difficile è comunque durato poco, perché giorno dopo giorno mi sono ambientato sempre meglio entrando nei ritmi delle giornate scandite da lezioni, allenamenti e partite. L’inizio deIle lezioni mi ha aiutato a migliorare sempre di più con la lingua e vivere di un campus con tutti ragazzi e ragazze coetanei mi ha aiutato molto a instaurare nuovi rapporti. Questo è uno degli aspetti che preferisco perché adesso ho amicizie in ogni parte del mondo. A livello calcistico, infine, è stato più facile: in Italia veniamo preparati molto bene nelle giovanili e rispetto agli americani siamo molto più avanti”.


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Costa studi e come hai trovato con il sistema universitario americano? “Sto studiando Business Management. Personalmente, adattarmi al sistema universitario non è stato complicato. Anche a livello accademico, come in campo, noi italiani siamo molto più preparati della maggior parte degli studenti. Inoltre, siamo abituati a sopportare un carico di studio più intenso rispetto a quello della maggior parte delle università americane. Spesso viene trasmessa l’idea che il sistema universitario americano sia molto più semplice del nostro e per certi versi condivido. Resta il fatto che per uno studente internazionale è comunque una bella sfida dover affrontare un percorso di studio di quattro anni in una lingua diversa dalla sua, e così le due cose si compensano. Credo che quello americano sia totalmente diverso dal nostro sistema universitario, ma definirlo solo ‘più facile’ è molto riduttivo”.


Sul campo invece, dove giochi e che risultati hai ottenuto con la tua squadra? “Sono un centrocampista. Quest’anno la squadra è molto forte, abbiamo appena vinto la nostra conference, la NE10. Ora ci stiamo preparando per poter andare avanti nelle fasi finali e vincere la National. Fino ad oggi è stata la mia stagione migliore a livello di goal segnati, ne ho fatti 5 in 12 partite giocate”.


Peri in azione

Che obiettivi hai per il futuro? Sul piano sportivo e professionale. “Non ho ancora chiaro ciò che vorrò fare alla fine del mio percorso universitario. Quello di cui sono certo è che voglio utilizzare questa esperienza come base da cui partire per costruire il mio futuro. Ho tanti progetti per la testa e qualche idea su cui poter lavorare, per prima cosa però devo ancora capire se tornare in Italia o fermarmi in America, vedremo. Non escludo nemmeno la possibilità di continuare la mia carriera calcistica, anche qui c’è la possibilità di diventare professionista. In generale non mi piace limitarmi nelle scelte: quando sarà il momento valuterò ogni possibilità per fare la scelta migliore”.


Infine, consiglieresti il percorso con College Life Italia? E perché? “Consiglierei il percorso di con College Life Italia a chiunque. Credo sia un’opportunità incredibile: avere la possibilità di ottenere una borsa di studio praticando lo sport che si ama non è una cosa che capita tutti i giorni. Ad oggi ho trovato solo aspetti positivi legati a questa esperienza. Parlando con amici e conoscenti mi capita spesso di dire: che se avessi la possibilità di tornare al momento in cui ho preso la decisione di partire, la riprenderei altre mille volte!”.

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