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l'intervista

Mussoni: "Ho commesso degli errori, ma adesso sono pronto a tornare"

Il tecnico ex Ostia, Cuneo e Morandi: "Devo dimostrare il mio valore, ma qualche chiamata me l'aspettavo..."

27 Maggio 2020

Alessandro Mussoni ©Torrisi

Alessandro Mussoni ©Torrisi

Alessandro Mussoni ©Torrisi

La consapevolezza di aver commesso qualche errore, la voglia di rivalsa per come sono andate le ultime stagioni, la sicurezza di aver già fatto bene e di poter ancora dare tanto in questo panorama. Con una punta di dispiacere per come si stanno rivelando le ultime settimane. Alessandro Mussoni non si nasconde, si prende le sue responsabilità e si mostra pronto a tornare in campo, a rimettersi in gioco: "Devo dire la verità, qualche chiamata in questo periodo me l’aspettavo ma la situazione si sta muovendo ancora poco - esordisce - Credo che dopo alcune annate particolari, è normale che risulti difficile fare valutazioni sia per gli operatori mercato, sia per me che devo ripartire al massimo dopo due stagioni un po’ deludenti".


Ti senti un po’ abbandonato dal calcio laziale?
"In questo momento forse ci si sentono un po’ tutti. In queste settimane, per tutto quello che sta succedendo, è stato giusto non fare annunci o proclami, ma visto che recentemente la stagione del Dilettantismo italiano è stata ufficialmente chiusa, credo che adesso ci si possa iniziare a muovere. Bisognerà capire però prima di tutto quando si potrà ripartire l’anno prossimo".

Vorresti tornare nel panorama dei Dilettanti?

"Nel calcio dei grandi non sono nessuno, lo so. Posso essere una conoscenza di qualcuno, oppure una scommessa. Ecco, in questo momento negativo dove il settore economico più di tutti è in sofferenza, penso che sia necessario cercare delle scommesse, tecnici giovani che hanno voglia, fame, desiderio di migliorare ma anche già un bagaglio di competenze".


L'incarico di inizio anno con la Morandi non è andato come speravi. Cosa è successo?

"Questa stagione è come se non avessi allenato, 5 partite sono davvero poche. Ogni annata forma il carattere come lavoro, mentalità, crescita in generale: errori ci sono stati sicuro da parte mia, non sono mai solo da un lato. Mi piacerebbe un'altra avventura nei Dilettanti per dimostrare che l'esperienza di quest'anno è stata a sè, anche perché le prestazioni della squadra sono sempre state buone. Quello che succede in campo deriva da tanti fattori. Il mio obiettivo resta allenare i grandi, scalando piano piano".


Nelle due stagioni precedenti, invece, le occasioni nei prof con Lazio e Cuneo. La prima positiva, la seconda meno: cosa ti hanno lasciato?

"L'esperienza alla Lazio è stata fantastica. Lavorare a contatto con professionisti di un certo spessore è stato incredibile, mi viene ancora la pelle d'oca. A Cuneo purtroppo è mancata la società a supporto: all'inizio era tutto rose e fiori, poi il club è stato smontato. Lì sono stato abbandonato, senza struttura, staff e dirigenza".


Mussoni ai tempi dell'Ostiamare ©shotsport.it

Prima di andare alla Lazio, nell'estate 2017, l'Ostiamare ti aveva affidato due categorie giovanili ed eri nel giro della prima squadra. Visto come sono andati gli ultimi anni, ti penti mai di quella decisione?
"Onestamente, è una domanda che mi faccio spesso. Porto l'Ostiamare nel cuore, ma quando chiama una società importante come la Lazio, per un incarico a ridosso della prima squadra, non si può dire di no".


Accetteresti invece una panchina nelle Giovanili?

"Il calcio è uguale in tutte le latitudini. Il settore giovanile laziale, nel dilettantismo italiano, è il più importante e competitivo, è quasi professionismo. Mi piacerebbe anche allenare una squadra giovanile in una categoria d'alto profilo, bisogna vedere come procederà nelle prossime settimane l'allesimento delle squadre".


A proposito, ha fatto parlare la dinamica delle chiamate di mercato durante la pandemia. Che ne pensi?

"Da anni sentiamo tanti direttori che pontificano, società che si mettono sul 'chi va là' e poi sono le prime che ad inizio anno contattano giocatori avversari. Qui la differenza la devono fare ragazzi e genitori, trovando realtà dove sanno che possono star bene e crescere, in un ambiente sano che non pensi solo ai risultati".


Il tuo stato d'animo pensando alla prossima stagione?

"Sono consapevole di dover dimostrare il mio valore. Ho sbagliato, ma sono pronto a tornare. Nei grandi, ripeto, penso di essere una scommessa, nel panorama giovanile invece credo di aver fatto tanti anni e dei buoni campionati nelle ultime esperienze ad Ostia. Mi sono confermato e penso di essere un buon allenatore: ho sempre detto la mia".


Come vedresti un ritorno proprio all'Ostiamare?

"Ostia è casa mia, ci ho passato tre anni fantastici, forse i miei migliori e non potrò mai dire di no alla società dove sono cresciuto. In quel club ci sono persone che hanno fatto parte della mia vita e lo fanno ancora, le quali mi hanno permesso crescere,  come il direttore Baioni, mio amico anche fuori dal campo, e il presidente Lardone, un uomo d'onore".

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