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Vi presento la mia Top 11: le scelte di Stefano Antonelli

Un altro appuntamento con la nostra rubrica in compagnia del bomber per antonomasia

04 Giugno 2020

Antonelli con la maglia dell'Anzio

Antonelli con la maglia dell'Anzio

Antonelli con la maglia dell'Anzio

È stato uno dei giocatori che riusciva ad emozionare di più, una leggenda vera e propria con ben 343 gol in carriera. Stiamo parlando di Stefano Antonelli, l’attaccante per antonomasia che, fino a qualche anno fa, ha fatto sognare tifosi ed intere piazze. Dopo l’addio al calcio giocato, il bomber aveva assaggiato la carriera da direttore sportivo ma poi ha preferito distaccarsi da questo mondo -“Un calcio che non mi appartiene più”- come lui stesso dichiara divertendosi insieme a noi a stilare la sua Top 11 di sempre. “Per ora preferisco godermi la mia famiglia, poi se si presenterà l’occasione giusta vedrò cosa fare”. Passando invece alla nostra rubrica, Antonelli mette in campo un 3-5-2, parola al bomber. “In porta Danilo Mercadante, era impossibile segnargli. Mi ricordo un anno a Fregene prese soltanto un gol in casa. Mostruoso. In difesa, Giuseppe Alloca, un giocatore che mi ha impressionato tantissimo. Ci ho giocato contro ed era un leader vero e proprio, comandava tutto il reparto come nessuno e aveva anche un ottimo piede. Insieme a lui un difensore puro come Alessio Piccheri, difficilmente vedevo un attaccante riuscirgli a scappare, e Doudou Diaw che ho conosciuto al Monterotondo Lupa. Trasmetteva sicurezza, era un giocatore completo. Passando al centrocampo, largo a destra Giuseppe Siclari, un trattore immarcabile quando era in giornata. A sinistra Mirko Pieri ex Samp e Udinese. Con lui ho giocato a Grosseto e mi ricordo che aveva una corsa inesauribile. Forse peccava un po' nella tecnica ma probabilmente mi sbagliavo, considerata la carriera che ha fatto. Al centro Davide Cangini, l’ho incontrato da avversario quando lui era al Fidene ed io all’Anzio, un giocatore vero. Accanto Cosimo Sarli ex Scafatese, faceva tra i 25 e i 30 gol all’anno, e Cristian Ledesma che conobbi a Morro D’Oro quando lui aveva 17 anni. Veniva dal Boca Junior e si vedeva che avrebbe fatto strada. Sembrava un veterano, anche mentalmente era di un altro livello. Davanti scelgo la coppia Ingenito Manzo, Il primo fece 40 gol in una stagione ed era uno degli attaccanti più difficile da marcare, metteva paura. Manzo era fuori dal comune, anche lui segnava con una frequenza assurda e faceva gol da tutte le posizioni. Ogni punizione la metteva in rete. Ho scelto poi anche una seconda formazione con David Papagna, Andrea Ricci, Alessandro Fioravanti, Stefano Colantuono, Giorgio Galluzzo, Tommaso Gamboni, Ruggero Panella, Yuri Fazi, Michele Gallaccio e Gianluca Toscano. In panchina due allenatori che sono Mauro Pernarella e Claudio Solimina. Riguardo quest’ultimo, rimanevo le ore a guardarlo per imparare ed è stato con lui che ho segnato 28 gol con la maglia dell’Anzio, la mia miglior stagione di sempre”.Le scelte di Antonelli

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