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College Life Italia, Pacielli: "Negli Stati Uniti mi sento realizzato"

Dalle giovanili della Lazio all'università in Florida: Simone racconta la sua avventura statunitense. Il prossimo showcase romano sarà il 23 Luglio, ultimi posti disponibili

15 Luglio 2020

Simone Pacielli in campo

Simone Pacielli in campo

La storia di Simone Pacielli è quella di un ragazzo che non ha mollato. Aveva preso una decisione, era determinato a raggiungere il suo obiettivo, vivere un'esperienza diversa e che l'avrebbe segnato profondamente: l'ha fatto, contro le difficoltà e la sfortuna che hanno provato a mettergli i bastoni fra le ruote. Perché catapultarsi oltreoceano e formarsi sia professionalmente che calcisticamente, oltre che mettersi alla prova come uomo e buttarsi in una nuova cultura, era una sfida troppo esaltante, troppo intrigante per non essere vissuta. Simone ha scelto College Life Italia (www.collegelifeitalia.com) e questo è il racconto della sua avventura.


Simone Pacielli in campo

Simone, partiamo dalla tua carriera calcistica: dove hai iniziato e come si è evoluta? "Ho iniziato a giocare a 5 anni, passando per diverse società: sono stato alla Lazio fino a 15 anni, poi 2 stagioni alla Romulea e dopo sono approdato nel 2014 alla Fortitudo Roma, dove negli Allievi Elite ho disputato il mio anno migliore realizzando 23 gol. Dopodiché sono andato all’Albalonga, dove ho giocato un anno in eEccellenza e due in Serie D; infine sono passatp al Città di Ciampino, di nuovo in Eccellenza, segnando 10 reti".


Come sei entrato in contatto con College Life Italia e quando è iniziata la tua avventura in USA? "Tutto cominciò circa quattro anni fa: ero all’Albalonga e Lucas De Rossi mi propose di andare negli USA appena finito il liceo (clicca sulla locandina al centro dell'articolo per informarti sui prossimi showcase). A quel tempo non ero molto convinto e inizialmente rifiutai: durante l’università decisi invece di ricontattarlo per fare quest'esperienza. L’ultimo anno di università fu molto pesante, dovevo laurearmi entro giugno per poter andare in America ad agosto e avevo ancora diversi esami da superare. Riuscii a laurearmi in tempo, ma sfortunatamente non riuscii a partire...".


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Cosa è successo? E come è proseguita la tua storia tra studio e pallone? "Purtroppo mi ruppi il crociato ad aprile e dovetti rinviare la partenza di un anno. Così ad agosto 2019 sono riuscito ad approdare negli Stati Uniti, dove sto studiando e giocando per la West Palm Beach Atlantic University. In Florida sto frequentando il master in 'Business and Administration' e devo dire che preferisco questo sistema a quello italiano, perché la preparazione sia più efficace. È completamente differente dal nostro: qui si studia giorno per giorno, abbiamo progetti di gruppo, individuali e compiti da svolgere; invece in italia si studia praticamente solo quando si hanno gli esami. In campo, invece, posso giocare sia da attaccante che da esterno, anche se mi trovo meglio a giocare sulla fascia. Attualmente stiamo disputando le finali regionali della Conference. Inizialmente credevo che la stagione andasse meglio, ma ho avuto qualche problema di ambientamento che sono riuscito a risolvere in fretta".".


Con la squadra della West Palm Univ. al mare

Ecco, come è andato, sotto tutti i punti di vista, l’ambientamento in America? "Il primo mese è stato un po' difficile, perché è una realtà completamente differente dalla nostra. A livello sportivo posso dire che è si tratta di un calcio totalmente diverso, a partire dalle regole e dall’intensità di gioco. Anche a livello universitario ci sono molte differenze, in quanto bisogna studiare con più frequenza, ma, ripeto, preferisco questa metodologia di studio".


Che obiettivi hai per il futuro? Sia sul piano sportivo che su quello professionale? "Ovviamente il primo obiettivo è quello di conseguire il master con il massimo dei voti. Questo spero possa aprirmi diverse strade sul piano lavorativo, sia in italia che all’estero. Per quanto riguarda l'ambito sportivo, mi auguro di potermi togliere qualche soddisfazione, continuando a migliorarmi giorno dopo giorno ed essere di aiuto per la mia squadra".


Pacielli in azione

Infine, consiglieresti il percorso con College Life Italia? E perché? "Consiglierei vivamente a chiunque di fare il mio stesso percorso, intrapreso con College Life, perché si ha la possibilità di realizzarsi sia sul piano calcistico che su quello universitario. Inoltre, rispetto all’Italia, è anche più semplice riuscire a farlo, poiché qui lo studio e lo sport hanno la stessa importanza e sono strettamente correlati tra loro".

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