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l'intervista

Antonio Pezone "Chi decide manca di competenza"

Il presidente dell'Aprilia torna a parlare dopo tre anni di assenza e lo fa senza peli sulla lingua

04 Novembre 2020

Antonio Pezone "Chi decide manca di competenza"

Antonio Pezone

AntonioPezone non rilascia un’intervista ufficiale da circa tre anni. Magari qualche parola a margine delle conferenze di presentazione della squadra, poco altro. Gli abbiamo chiesto il motivo e ci ha detto che “ormai ha poco senso parlare o denunciare pubblicamente certi episodi. Alcune cose non cambieranno mai”. Il presidente dell’Aprilia non ama i riflettori ma stavolta è uscito allo scoperto. Ci ha raccontato le sue sensazioni sull’attuale periodo che stiamo vivendo, su un calcio dilettantistico che rischia di uscire parecchio ridimensionato dalla pandemia e di una politica che non sta aiutando l’intero settore sportivo. E lo fa a modo suo: diretto, schietto, senza peli sulla lingua, senza girarci troppo intorno: “Il virus c’è ma a volte sembra sia studiato a tavolino per colpire il ceto medio. Quando finirà tutto questo? Spero per gennaio inoltrato, appena terminerà il business dei vaccini”. 

Presidente, sembra di essere tornati a Marzo con i contagi che sono ricominciati a salire in maniera vertiginosa tanto da bloccare di nuovo lo sport. Stavolta però ci sono molti più tamponi e tanti meno morti.  “Detto con grande franchezza credo poco a questo virus. A volte sembra quasi un espediente per colpire il ceto medio, l’unico in grado di poter dare fastidio ai potenti. Il Covid-19 chiaramente esiste ma personalmente non lo reputo così nocivo e mortale come ci vogliono far credere”.


Quindi la tua opinione è quella di iniziare a convivere con questo virus in maniera più serena? “Assolutamente sì. Ho avuto persone vicino a me risultate positive, completamente asintomatiche. Dicono sia Covid, ma parliamo di un semplice raffreddore o una classica influenza invernale. Tredici anni fa la Sars era molto più letale di questo virus e non ricordo francamente lockdown o chiusure di altro tipo".


In estate sembrava che il peggio fosse passato, ma già in tanti parlavano di una possibile seconda ondata. "Io non sono mai stato sereno in realtà. Anche questa estate avevo già previsto la situazione che stiamo vivendo. Io sono schietto e netto: per me è tutto studiato a tavolino. Noi fortunatamente andiamo avanti, ma parecchi imprenditori hanno dovuto rinunciare a investimenti importanti per le proprie aziende"


Diciamo che anche le tempistiche non sono state perfette. Prima vi è stato chiesto di investire sui protocolli di Image titlesicurezza poi chiudono tutto di nuovo."Io per fortuna ho una struttura molto grande che mi permette di adottare senza particolari problemi le normative. Altri club più piccoli hanno dovuto investire cifre importanti, molti neanche hanno potuto riaprire per la mancanza di spazi e parliamo di società che magari vivono esclusivamente di entrate come la scuola calcio e l’agonistica. Tutto questo rischia di far sparire molte realtà del territorio".


E ci sono poi anche quelle società che magari vivono degli introiti delle attività secondarie che ruotano intorno al calcio. Ad esempio penso ai due bar presenti all'interno tuo centro sportivo. "Hai detto bene. Al Pineta dei Liberti ci sono due bar completamente fermi dall’8 Marzo. Prima del Covid, gli introiti di queste due attività mi permettevano di pagare le spese di gestione del centro sportivo. Adesso non ci sono più le entrate ma sono rimaste le uscite. Non penso che i 600 euro che ti mandino bastino per coprire i costi di manutenzione ordinaria dell’impianto. E vi assicuro che basta mollare un mese per trovare al posto dei campi una giungla..."


Hai già fatto i conti con le perdite del club? C’è una cifra che si può stimare? "Difficile fare dei calcoli precisi, la situazione è in continua evoluzione. Parliamo comunque di migliaia e migliaia di euro. Perdite importanti che non recupererai mai più"


Il campionato di Serie D andrà avanti dopo il referendum con tutti i club. Ti è piaciuto questo metodo? "No, assolutamente.. Mi è sembrata una decisione scaricabarile. In Italia purtroppo nessuno in questo momento si vuole prendere responsabilità. E una mia idea a questo proposito me la sono fatta. Facciamo l’ipotesi che la LND blocchi tutto. Sapete cosa succede? Che molti club di Serie D smetterebbero di pagare i calciatori, molti dei quali fanno del calcio il lavoro primario.Vi assicuro che non tutte le società pagano il periodo di fermo, c’è bisogno immediatamente di una riforma nell’immediato che vada a tutelare questi ragazzi in caso di un nuovo stop ai campionati".


Quindi la LND a tuo parere ha schivato la responsabilità di scegliere se chiudere o meno? "Assolutamente sì"


Eppure sembra che la Lega Nazionale Dilettanti sia al fianco dei club. Il presidente Sibilia recentemente si è ritenuto insoddisfatto di avere soltanto la Serie D in campo proprio in virtù dei sacrifici fatti dai club del mondo dilettantistico.  "Io ho grande stima del presidente Sibilia, tuttavia penso che abbia detto le dichiarazioni giuste nel momento giusto. Poi bisogna vedere la realtà, e qui entriamo nel campo politico, per vedere quali siano gli interessi dietro"


Hai visto le parole di Sibilia come una forzatura. "Esattamente. Se c’era la necessità di bloccare l’attività e io fossi stato in Sibilia allora avrei bloccato tutto, senza chiedere il permesso alle società. Sono il Presidente quindi decido e mi assumo le mie responsabilità"


C’è tantissima confusione in questo periodo, spesso generata anche dai DPCM, non sempre comprensibili.

"Il DPCM dice una cosa, la circolare del Ministero degli Interni ne dice un’altra, poi viene pubblicato un nuovo comunicato che disconosce quanto affermato in precedenza. Ragazzi, ma di che parliamo?"

Anche il linguaggio usato non aiuta, spesso bisogna andare a interpretazione che in questi casi non aiuta mai."Per me c’è tanta incompetenza. Se a decidere ci fossero persone anche un minimo dentro il nostro mondo allora avrebbero fatto delle scelte differenti. Sono distanti dalle nostre realtà e parlo proprio dello sport in generale, non solo al calcio. Penso al rugby, alla pallavolo fino ad arrivare alle palestre. Le persone che stanno decidendo il nostro modo di vivere in questi ultimi otto mesi non sanno quello che stanno facendo. Non conoscono la materia, non conoscono il mestiere. Per me se sono guidate da una mente esterna. Ripeto, è tutto studiato a tavolino".


Una fase di gioco dell'Aprilia

Ma chi è questa mente esterna?

"Il potere"


Dopo lo stop su Facebook hai scritto: “Noi non chiudiamo”. Un messaggio forte. "Non chiudo, confermo. Io gestisco anche la palestra e mi sono inventato i corsi individuali per i miei iscritti. Devi fare yoga? Io ti faccio fare yoga da solo, con l’istruttore, a distanza di sicurezza. Magari anche all’aperto. Il concetto è sempre quello, fare attività all’interno delle strutture sportive è più sicuro. Vale per settore giovanile, scuola calcio e qualsiasi altro sport. Vado fino in fondo a questa cosa non mi intessa".


Secondo te quando finirà questo periodo buio?  "Quando uscirà il vaccino e partirà la fase 3. Prima c’era il business mascherine, ora quello dei tamponi, e tra poco inizierà quello del vaccino. Spero comunque che per gennaio inoltrato questa situazione sia definitivamente conclusa".


E la tua Aprilia sarà sempre lì ad aspettare i suoi ragazzi. "Assolutamente. Noi continuiamo ad esserci sempre. Chi ha la forza per andare avanti deve continuare a farlo. Per me questa è come una guerra e sono certo che una volta terminata ci sarà il periodo di risorgimento economico. E’ la storia che lo insegna. Chi lavorerà bene ora avrà il suo ritorno in termini finanziari e di successo tra qualche anno"

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