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l'intervista

Otto mesi di difficoltà: Daniele Aprile, calcio e imprenditoria

Il presidente del Campus Eur, titolare di diverse imprese nella Capitale, racconta l'abbandono dello Stato nei confronti del suo settore, ma non solo

04 Novembre 2020

Otto mesi di difficoltà: Daniele Aprile, calcio e imprenditoria

Daniele Aprile

Portare avanti, in questa delicata fase storica, la propria attività non è assolutamente facile se conciliata con il calcio dove le difficoltà aumentano ogni giorno di più da circa 8 mesi. Ne abbiamo parlato con Daniele Aprile, presidente del Campus Eur.

La presentazione "Sono un imprenditore che opera nel mondo dell'eventistica e della ristorazione, comunque in generale nell'intrattenimento - spiega il presidente Aprile - Tutto è nato cinque anni fa quando tra amici abbiamo avuto la possibilità di incontrarci con il proprietario di una squadra di prima categoria che era il Tor Marancia, presi dalla passione per questo sport abbiamo deciso di imprendere anche nel mondo del calcio dilettantistico visto che comunque l'intrattenimento significa anche svago e sport. Connubio bene i due ambiti visto che per molti punti sono collegate e quindi le faccio convivere molto bene. A livello imprenditoriale ho una discreta capacità di ottimizzare le risorse e le tempistiche, poi quando uno è interessato e appassionato a qualcosa il tempo per seguirlo lo trova”.

Crisi Post Covid Dal calcio al lavoro di tutti i giorni il Presidente Daniele Aprile ci rivela cosa ha significato e cosa significa vivere la pandemia del coronavirus e come si sta organizzando con i suoi dipendenti: "Il problema della pandemia sul mio settore è stato devastante, io delle mie otto attività allo stato attuale me ne funzionano due e mezzo, considerando appunto che per alcune attività non ci hanno permesso proprio di farle riaprire, altre come la ristorazione vengono massacrate da tutta una serie di provvedimenti, siamo ridotti al lumicino quindi i miei dipendenti stanno godendo di una cassa integrazione che allo stato attuale viene erogata a singhiozzo, la luce in fondo al tunnel non la vedo. Ho la speranza nella ricerca perchè l'unica cosa che potrebbe farci tornare alla normalità è la scoperta di un vaccino o comunque di una cura". Non c’è ottimismo in una fase in cui i problemi superano di gran lunga le opportunità: "In questo momento non abbiamo punti di forza perché siamo in attesa di capire cosa si possa e non possa fare. Siamo inermi, qualsiasi cosa che abbiamo provato a lanciare poi ci è stata smontata dai DPCM che ci hanno massacrato. Penso che si stia facendo veramente poco, la situazione in questo momento è molto pessimistica nonostante noi imprenditori dobbiamo essere i primi a non farci abbattere. Allo stato attuale non abbiamo variabili che ci permettono di impostare qualsiasi tipo di programma e qualsiasi tipo di obiettivo”.Unica soluzione il vaccino visto l’abbandono dello Stato"

Vedere il bicchiere mezzo pieno in questo momento è davvero complicato "Novità al momento non ci sono. Siamo fermi in attesa di capire come si evolvono le dinamiche. È fondamentale la ricerca del vaccino. Appena ci daranno le tempistiche su quello, si può cercare di provare ad inventarci qualcosa. Comunque la cosa che sto cercando di fare è diversificare, quindi muoversi su diverse tipologie di attività che allo stato attuale possono essere meno attaccabili da problematiche come queste, come quelle di una pandemia"

Dall’alto però gli aiuti che vengono annunciati non sono sufficienti: "Io mi sento abbandonato completamente dallo Stato. Tutte quelle forme di ristoro che ci sono state date sono assolutamente insufficienti per far fronte alle grossissime perdite che ci sono state e sembra che si continui ad andare verso questo direzione. Io penso che se si vuole fare qualcosa soprattutto nel nostro settore, devono esserci degli aiuti a fondo perduto importanti, delle assenze di tasse per quanto riguarda i nostri dipendenti che dovranno essere appunto supportati da sussidi statali, e soprattutto tutta una serie di investimenti che devono essere garantiti anche qui da prestiti che dovrebbero essere fatti a interesse zero o comunque con un termine minimo di 20 anni".


Attività e calcio, un connubio rischioso  "A tutti coloro che gestiscono attività nel calcio laziale - prosegue il numero 1 del Campus Eur - il consiglio che do è tenere duro, rispettare le regole, non avventurarsi in situazioni borderline, e aspettare che arrivi questo famoso vaccino perché il mondo del calcio è una di quei settori che purtroppo è stato colpito maggiormente da queste problematiche. Le mie attività? Entrando nel dettaglio sono una location per eventi che si chiama Spazio 900, un'altra si chiama Teatro Centrale, due circoli sportivi, uno il campus Eur e l’altro il Play Pisana, con tennis e padel, un'agenzia di sicurezza e sono il proprietario di Giolitti all'Eur. Queste sono le mie attività. Entrando nello specifico le perdite del settore ammontano a milioni di euro".

Famiglia al primo posto "La mia famiglia è tutto - conclude Aprile - nell'ordine di importanza è al primo posto. Poi tra l'altro sono diventato papà da otto mesi, quindi si è arricchita con questo bellissimo regalo che ci ha fatto Nostro Signore. La mia famiglia è tutto, lo ribadisco, e la stabilità in questo momento è tutto. Soprattutto per noi imprenditori che possiamo vacillare e possiamo non avere dei momenti di sgomento, la famiglia è davvero tutto".


Rimborsi e futuro del calcio regionale "Sui rimborsi io penso di essere tra i pochi che non si è trovato molto d'accordo sul fatto che i miei collaboratori hanno preso 600€ al mese quando alcuni di loro ne prendevano 150, sono contento per loro ma non sono contento per tanti altri che invece di prendere 150 ne hanno presi zero quindi non l'ho trovata per niente un'ottima soluzione. Per quanto riguarda i campionati è stato un bene sospenderli perché giocare ogni domenica con quattro o cinque partite che non si potevano svolgere per ovvi motivi, si falsavano completamente le classifiche. Quindi ben venga la sospensione ma non conviene ripartire finché i contagi non ritorneranno sotto certe soglie". 

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