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L'intervista

Pancalli: "La priorità è la salute, lo sport va trattato come le altre imprese"

Le parole del numero uno del Comitato Paralimpico Italiano: "Senza i necessari sostegni molte società rischiano di sparire: chi lavora nel settore contribuisce al PIL e produce anche benessere, cultura e socialità".

06 Novembre 2020

Pancalli: "La priorità è la salute, lo sport va trattato come le altre imprese"

Da sinistra Luca Pancalli, Vincenzo Spadafora, Giuseppe Conte e Giovanni Malagò

Luca Pancalli è uomo di sport, innamorato dello sport. Atleta di prima fascia nel recente passato, presidente del Comitato Paralimpico Italiano oggi. Nel mezzo tantissimi incarichi ricoperti, ma sempre con gli stessi obiettivi: migliorare il movimento e aiutare i giovani a crescere assimilando i valori che solamente questo settore è in grado di trasmettere nella loro interezza. E come uomo di sport, oltre che come numero uno del CIP, Luca Pancalli è preoccupato da questa nuova sospensione dell’attività dilettantistica, molto spesso “unico strumento di integrazione e benessere” per alcuni dei giovani tesserati. Un danno che va oltre l’aspetto economico, con tantissime realtà dalla valenza sociale inestimabile esposte all’estinzione, e che rischia di colpire proprio “i soggetti più fragili”, che grazie alla pratica sportiva riescono a migliorare il loro benessere fisico e psicologico. Non è un momento semplice per il nostro Paese, l’ipotesi di un nuovo lockdown è sempre più concreta, e così Pancalli richiama proprio i valori in cui crede profondamente per dare coraggio ai nostri ragazzi: “Never give up”, mai mollare, come se foste in campo, come se steste disputando la competizione più importante della vostra carriera. Perché in fondo al tunnel c’è sempre una luce e chissà, magari saranno proprio quei giochi Olimpici e Paralimpici posticipati al 20201 e che potrebbero rappresentare “l’occasione per festeggiare un’umanità ritrovata”.


Presidente, entriamo subito nel merito: da massimo esponente del CIP, ma anche da uomo sportivo, come ha preso lo stop degli sport di contatto dilettantistici?

“La prima preoccupazione è stata da cittadino e da padre di famiglia. Le notizie relative all’andamento della curva epidemiologica della pandemia di COVID-19 sono state un vero e proprio shock. Da uomo di sport invece il pensiero ricorrente, in questi mesi di emergenza, è stato quello di prestare la massima attenzione a tutte quelle realtà che costituiscono l’ossatura del movimento sportivo nazionale che, in questa crisi, rischiano di pagare un prezzo altissimo. La priorità del Paese deve restare la salute pubblica. In occasione dei confronti legati agli ultimi due DPCM mi sono permesso tuttavia di rilevare che le società sportive vanno trattate alla stregua delle altre attività imprenditoriali con l’aggiunta che chi opera nello sport oltre a incidere sul PIL del Paese produce anche cultura, socialità e rappresenta un pezzo di welfare nazionale”.


Secondo una nostra ricerca pubblicata lunedì scorso, riferendoci a un campione di cento società che operano nel calcio dilettantistico nella regione Lazio, solo lo 0.5% dei tesserati risulta positivo al Covid-19. Che tipo di situazione avete riscontrato sul tasso di contagiosità all’interno del movimento?

“Anche nel nostro movimento si sono verificati episodi di positività al COVID-19, ma si è trattato di circostanze non riconducili direttamente a eventi sportivi. Ad eccezione degli atleti del para-rowing che hanno preso parte, insieme ai colleghi olimpici, alla spedizione azzurra agli Europei di canottaggio di Poznan, in Polonia. In quell’occasione alcuni atleti della nazionale sono stati contagiati e tutta la delegazione ha dovuto affrontare la quarantena. Fortunatamente non ci sono state conseguenze gravi”.


Luca Pancalli

Lo sport per questi ragazzi rappresenta un fondamentale elemento di integrazione: da questo punto di vista cosa rappresenta questa sospensione?

“Per molte persone con disabilità lo sport è uno straordinario strumento di benessere e integrazione. In alcuni casi è l’unico strumento a disposizione. Penso in particolare a quei ragazzi con gravi disabilità cognitive che grazie allo sport possono vivere un momento di svago e di socialità. Per loro e per le loro famiglie il lockdown della scorsa primavera ha rappresentato una prova durissima da superare. La preoccupazione ora è che un nuovo blocco delle attività, legato a un peggioramento della condizione sanitaria del Paese, possa determinare un nuovo isolamento di questi individui fragili con tutte le conseguenze che possiamo facilmente immaginare”.


Ogni settore sportivo lamenta previsioni di perdite, in alcuni casi, di centinaia di milioni di euro. Quali ripercussioni economiche potrebbero esserci nelle vostre ASD? Sono molte le realtà che rischiano l’estinzione?

“Uno dei primi provvedimenti che abbiamo adottato come Comitato Italiano Paralimpico è stato, lo scorso giugno, uno stanziamento di 5 milioni di euro destinato al sostegno dell’associazionismo sportivo di base al fine di fronteggiare la crisi economica causata dalla pandemia di COVID-19 e favorire la graduale ripresa dell’attività sportiva. Analoghe iniziative sono state assunte anche dalle altre istituzioni del mondo dello sport. Si tratta, ovviamente, di provvedimenti una tantum utili per sperare una fase di difficoltà. Ma se questa emergenza dovesse perdurare nel tempo molte società potrebbero rischiare di chiudere i battenti, specie quelle con una vocazione più sociale, come chi opera nel settore paralimpico”.


È soddisfatto dei ristori attuati dal Governo per sostenere il movimento? Quali sono le criticità impellenti che i club vi chiedono di presentare alle istituzioni governative?

“Penso che in questa fase di criticità il Governo sia riuscito, rispetto allo sport, a trovare un punto di equilibrio. Naturalmente tutto è perfettibile. Il nostro movimento ha beneficiato delle giuste attenzioni. Ora dai territori la richiesta più frequente è quella di offrire maggiore sostegno alle realtà sportive di base, l’anima dello sport italiano. La crisi, infatti, rischia di aumentare il divario tra gli sport professionistici e quelli dilettantistici nonché tra le discipline più popolari e i cosiddetti, a mio avviso erroneamente, ‘sport minori’”.


Lo sport è benessere, aiuta il fisico e la testa: come sopperire, anche in caso di un ulteriore prolungamento della sospensione alle attività, a questa importante mancanza?

“Per superare una ulteriore fase critica potrebbe essere utile imparare ad acquisire la mentalità degli sportivi. E dunque darsi un obiettivo, qualunque esso sia, e costruire un programma per perseguirlo in un tempo determinato. Lo sport d’altronde, soprattutto nella dimensione agonistica, è la continua sfida dell’essere umano ai suoi limiti. Nello sport le difficoltà sono uno stimolo a dare il meglio di sé. Un concetto molto chiaro a molti atleti paralimpici che guardano a ciò che gli è rimasto e non a ciò che hanno perso, valorizzando così le proprie abilità residue. La loro capacità di resilienza, nel momento storico che stiamo attraversando, può essere fonte di ispirazione per tanti, disabili o no”.


La nostra testata è seguita soprattutto da giovani atleti: lei è un esempio di tenacia, oltre che nello sport anche nella vita. Saremo onorati di diffondere un suo messaggio ai tantissimi ragazzi che ci seguono, su questo difficile momento.

“‘Never give up’, non mollare mai. È la frase più gettonata fra gli atleti paralimpici. Nei momenti più difficili dobbiamo cercare dentro di noi tutta la forza che abbiamo a disposizione e metterci  n gioco. Può capitare di non conoscere le proprie potenzialità fino a quando non ci si mette alla prova. Cerchiamo di utilizzare questo momento per scoprire chi siamo e magari per ripartire con una nuova consapevolezza. Potrebbe essere sorprendente, ad esempio, scoprire quanto è bello e gratificante aiutare qualcuno che è più in difficoltà di noi”.


I giochi Paralimpici di Tokio sono stati posticipati a fine agosto 2021: a dieci mesi dal via, c’è preoccupazione all’interno del Comitato Internazionale, o prevale maggiormente la fiducia che l’evento che tutti gli atleti attendono possa svolgersi senza problemi?

“Poche ore fa – venerdì 30 ottobre, ndr - il Presidente del Cio Thomas Bach si è detto sicuro che i Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo del 2021 si potranno disputare in piena sicurezza. Un segnale positivo che il mondo dello sport attendeva da tempo. La nostra speranza è che i Giochi possano rappresentare la luce in fondo al tunnel e l’occasione per festeggiare un’umanità ritrovata nel segno dello sport e del dialogo fra i popoli”.

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