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l'intervista

PCTS, Armeni: "Teniamo accesa la passione per il calcio"

La presidente del club gialloverde: "Accendo sempre tutte le luci quando arrivo al campo, anche se mi costerà tantissimo, ma il buio è sinonimo che qualcosa si sta spegnendo anche dentro di noi"

20 Novembre 2020

PCTS, Armeni: "Teniamo accesa la passione per il calcio"

Valeria Armeni, presidente della Pro Calcio Tor Sapienza

La Pro Calcio Tor Sapienza serra le fila e avanza compatta verso il futuro. Impresa non semplice vista la situazione attuale e le tante difficoltà a cui tutti i club sono chiamati a far fronte. A dar voce alla società è la presidente Valeria Armeni che ci racconta problematiche, sforzi e progetti della realtà gialloverde. Un viaggio dal presente, fatto di protocolli e sacrifici quotidiani, ad un futuro a cui la società non vuole rinunciare combattendo la sua battaglia ogni giorno.


Dalla questione retrocessione della passata stagione all'emergenza Covid passando per una grande rivoluzione nei quadri tecnici e dirigenziali. Presidente Armeni, questo 2020 è stato un anno piuttosto impegnativo per la Pro Calcio Tor Sapienza.

“Venivamo dal grande entusiasmo della Serie D, passaggio di categoria non semplice da interpretare ma che abbiamo cercato di affrontare nel migliore dei modi. Poi il primo lockdown ci ha catapultati in un clima di incertezze, voci di corridoio e nel caos più totale legato a salvezze e retrocessioni. La sentenza che ci ha condannato alla retrocessione è figlia di un regolamento che abbiamo dovuto accettare anche se con qualche remora. Scendere dalla Serie D ci ha portato più di qualche difficoltà, a partire dal settore giovanile dove la Juniores, che sarebbe dovuta essere l'apice del nostro vivaio, ha dovuto ripartire dai Regionali. Abbiamo dato un nuovo assetto per una nuova stagione dove alcuni hanno preferito prendere strade diverse perchè non vedevano più il loro futuro all'interno della Pro Calcio Tor Sapienza...”


Fino ad arrivare al presente dove c'è da fare i conti con un nuovo stop

“Inizialmente, e parlo del periodo di fine agosto inizio settembre, non pensavamo assolutamente di ritrovarci in questa situazione. Abbiamo lavorato pensando che tutto potesse andare per il meglio e finire la stagione senza problemi. Poi sono comparsi i primi casi tra le società e ci siamo confrontati con altri addetti ai lavori. Da lì in poi è stata una continua escalation sino ad arrivare ad oggi dove la più grande difficoltà è quella di tenere alto il morale. Si cerca di far passare il messaggio che non sarà un altro anno senza crescita per la società ma soprattutto per i nostri ragazzi con la consapevolezza purtroppo che, però, probabilmente lo sarà”.


In un momento simile, quali sono le criticità maggiori a cui far fronte?

“Quella più grande è sicuramente quella relativa alle utenze e agli affitti. Bollette della luce, dei rifiuti, dell'acqua, pesano come macigni, è un massacro. Mantenere alti gli standard dell'impianto però è fondamentale, a volte penso di trascurare qualcosa, magari tenere spenta qualche luce...”


Eppure di luci spente alla Pro Calcio Tor Sapienza non se ne vedono

“Sì perchè spegnere magari anche solo le luci del campo da calcetto manderebbe un segnale sbagliato. Quell'ombra nel centro sportivo farebbe crescere ancora di più quel senso di paura e di inadeguatezza che c'è ora e non posso permettere che prenda il sopravvento. Ecco perchè quando arrivo al campo accendo tutte le luci, so che mi costerà tantissimo ma il buio è sinonimo che qualcosa si sta spegnendo anche dentro di noi e questo non deve accadere”.


Parole da cui si evince una grande voglia di lottare anche di fronte ad una situazione che ora vede tutte le vostre principali fonti di guadagno azzerate. Bar, ristorante e affitto campi, tutto fermo vero?

“Dico che le nostre entrate si sono ridotte di almeno il 90%. Noi, come da regolamento, abbiamo optato per la chiusura dell'impianto agli spettatori durante gli allenamenti. Vien da sé quindi che il ristorante è fermo, per il bar ho la fortuna di essere aiutato dalle mie figlie. Questo rende i costi sicuramente meno impattanti ma comunque presenza, impegno e servizio devi comunque garantirli senza avere alcuna contropartita. Immaginate di tener aperto un bar dove a fine giornata con 20-30 euro in cassa, chi lo farebbe?”


Avete mai pensato di cambiare qualcosa?

“Si, è un'opzione che abbiamo considerato e verso la quale ci stiamo muovendo visto che abbiamo recentemente appreso della possibilità offerta dal Comune di Roma nell'agevolare la trasformazione di alcune aree dell'impianto destinandole ad altre attività. Al giorno d'oggi, mantenere un impianto come il nostro che è prettamente calcistico e quindi senza attività collaterali, è sempre più difficile. Poi con l'emergenza Covid le difficoltà si sono moltiplicate soprattutto per l'impossibilità di poter programmare con certezza il futuro”


Vista la situazione in cui voi, e tante altre società si trovano, secondo lei è stato giusta la decisione di fermare i campionati?

“Se me l'avessi chiesto un mese fa probabilmente ti avrei risposto di no. Oggi però dico che è stata una scelta corretta”.


Come mai questo cambio di opinione?

“Oggi dico che se esiste un'etica morale è giusto che ci si sia fermati. Un mese fa magari ho sentito diverse società che ancora parlavano di voler continuare a giocare ma forse solo perchè c'era un discorso ancora troppo legato all'aspetto commerciale, visti gli investimenti fatti e magari le rate della scuola calcio da incassare. Ora però l'aria è cambiata, la paura affiora molto più facilmente così come l'incapacità di poter gestire una situazione del genere e che mai si era verificata prima. Adesso quello che sento dire più spesso è 'perchè non ci fanno chiudere del tutto invece di lasciarci in questo limbo?'”.


Meglio sospendere anche tutte le attività quindi?

“Assolutamente no, almeno non per me. La Pro Calcio Tor Sapienza continuerà a restare aperta perchè ho due figlie e so bene quale può essere la differenza tra tenere anche solo 50 ragazzi dentro il centro sportivo piuttosto che magari vederli riversati in strada o tutto il giorno davanti alla PlayStation”.


Secondo lei è stato fatto davvero tutto il possibile per aiutare le società?

“Non dico che ci hanno abbandonato, però mi sento di poter affermare di sentirmi poco supportata. Di noi conoscono tutto, hanno numeri di telefono, studi di settore, numeri dei commercialisti e tutti i recapiti possibili visto che quello che c'è da pagare arriva senza problemi. Io dico che ci sarebbero stati modi più fruibili per tutti per arrivare ad aiuti più concreti”.


Ad esempio?

“Ad esempio il Comune di Roma sta provvedendo a smaltire la burocrazia per riconvertire le aree all'interno del centro, questo già lo vedo come un aiuto importante. Non credo che si possa cambiare il sistema in 6 mesi, è difficile per tutti sia per chi deve fornire gli aiuti che per quelli che devono riceverli, però valutare soluzioni molto più semplici può sicuramente essere fatto. Inutile nascondersi, sanno bene che tutti abbiamo bisogno di sostegno, ci vorrebbe molta più semplicità e immediatezza”.


Molti in tal senso stanno cercando di far sentire la loro voce con iniziative e manifestazioni

“Non partecipo a cortei, riunioni o iniziative simili. Rispetto le loro idee e la loro scelta, sia chiaro, ma non condivido questa linea che non si sposa con il mio modus operandi. In tanti sfruttano queste iniziative solo per dar forza ai propri interessi nascondendosi dietro a quella che dovrebbe invece essere una causa comune. Preferisco combattere la mia battaglia personalmente poi, come si dice a Roma, dove arrivo metto il segno (ride,ndr)”


In chiusura, viste le tante difficoltà che ogni società sta affrontando, c'è secondo lei il rischio che molte possano sparire?

“Sicuramente quello attuale è un momento di grande sofferenza per tutte le società, nessuna esclusa. Credo che si arriverà ad una situazione in cui soprattutto le piccole realtà che fino ad oggi sono state in piedi con fatica troveranno grandissime difficoltà nel sopravvivere. Tutto a vantaggio di realtà più grandi e maggiormente strutturate che approfitteranno del momento per crescere ancora di più”.  

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