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l'intervista

L'organizzazione del CPA Trento: parola a Ettore Pellizzari

Il presidente del Comitato Provinciale Autonomo analizza la situazione del suo movimento e svela i piani per la seconda parte della stagione
 

07 Dicembre 2020

CPA Trento Pellizzari

CPA Trento, il presidente Ettore Pellizzari (Foto ©FigcTrento)

Per far fronte all’emergenza sanitaria servono idee chiare, trasparenza, unità e sostegno reciproco. Tutti fattori riscontrabili nell’operato del Comitato Provinciale Autonomo di Trento: il presidente Ettore Pellizzari ripercorre la prima parte di stagione, con tutte le sue emozioni, e le conseguenza che il successivo stop ha causato, schierandosi dalla parte dei club ed esponendo i piani per la ripresa delle attività.

Questioni pratiche Si parte con un’analisi dalla ripartenza alle possibilità di ripresa delle attività: “Siamo partiti con molto entusiasmo, come un po’ tutti, e l’ha dimostrato, con positiva nostra sorpresa, il fatto che le iscrizioni delle società sportive sono state confermate come nella stagione precedente - esordisce - La voglia di tornare in campo c’era ed abbiamo cominciato addirittura il 23 e 30 agosto con due turni di Coppa, a cui poi ha fatto seguito il 6 settembre l’avvio dei campionati di Eccellenza e Promozione, per i quali sono stati disputati nove turni, con le prime uscite anche del settore giovanile. Ci siamo portati piuttosto avanti, poi purtroppo il 25 ottobre abbiamo giocato l’ultima giornata e ci siamo dovuti fermare per le disposizioni emanate dal Governo. Essendo così avanti, stiamo ora programmando a gennaio i recuperi delle gare rinviate e poi la ripartenza dei campionati, Under 19, 17 e 15 Elite più i Dilettanti, il 31 gennaio. In questo modo, se le cose andranno come speriamo che vadano, perché sarebbe un bel segnale non solo per il calcio, dovremmo terminare regolarmente la stagione entro il 20 giugno - prosegue il massimo dirigente - Questa è l’ipotesi B, con la A che invece prevedeva il normale sviluppo dell’annata sportiva: ne abbiamo previsto anche una C, nel caso di ulteriori complicazioni più avanti con questo virus, la quale contempla lo svolgimento della sole gare di andata dei campionati, con poi non dei playoff classici ad eliminazione diretta dalla seconda alla quinta classificata, bensì dividendo la classifica a metà e ripartendo con due gironi abbreviati di 9 squadre, avendone noi 18 in Eccellenza, che rigiocano altre otto partite tra di loro per diversi obiettivi. Siamo ancora sotto la giurisdizione del Dpcm a rilancio, con l’articolo 218, che prevedeva che i vari Comitati, per la stagione 20-21, potevano adattare le proprie competizioni anche in deroga ai regolamenti vigenti. Questa sarebbe quindi una modifica del format in itinere, dovuta però a cause di forza maggiore, che comunque garantirebbe alle squadre i punteggi acquisiti nelle gare disputate”.

Le realtà È poi dovuto un commento sul grande sforzo che i club stanno portando avanti, tra spese per adeguarsi al protocollo e tante altre difficoltà: “Le società hanno dimostrato pazienza, tenacia e costanza enormi. Hanno accettato di buon grado, tra l’altro, il programma per chiudere la stagione con andata e ritorno. L’entusiasmo non è quello di inizio stagione, ovviamente, quando siamo partiti a fine agosto con un percorso ben delineato, anzi non c’è più: sono subentrati stanchezza e scoramento e tutti attendono novità per poter ripartire. L’attesa si concilia con l’aspettativa della società civile, che coincide con quella della ripartenza del calcio, nel nostro caso: intendo che sono due fattori che vanno di pari passo, se si potrà giocare a calcio vorrà dire che la situazione generale sarà migliorata e viceversa - spiega il numero uno del calcio trentino - I protocolli sono stati rispettati rigorosamente e, seppur con un carico burocratico pesantissimo, trovo che le società sportive italiane siano state meravigliose. Con il rigore e la massima attenzione delle regole siamo riusciti a dimostrare che il contagio nel calcio dilettantistico non avviene e, anche nell’ipotesi di qualche soggetto positivo, se ci si attiene al protocollo tale positività resta limitata. Questo ci ha consentito di ottenere che, anche in presenza di alcuni soggetti positivi, da noi non venisse disposta la quarantena per tutta la squadra dopo le opportune indagini. Nonostante i dati quotidiani qualche volta dicano il contrario, chi è appassionato guarda con un certo ottimismo alla possibilità di ripartire il 31 gennaio. Anche perché fortunatamente non abbiamo avuto particolari conseguenze negative sulle iscrizioni, c’è stato giusto un ritiro in Seconda Categoria, l’unica defezione. Tutti i club stanno tenendo duro: in questo periodo bruttissimo dobbiamo essere edificanti e non possiamo cedere”. 

Nuovi piani A guastare l’umore, tuttavia, i 5 punti della riforma dello sport: “Abbiamo proposto un comunicato stampa come Area Nord LND in affiancamento totale alle dichiarazioni del presidente Sibilia, nel quale abbiamo deciso di intraprendere tutte le iniziative di nostra competenza, in tutti i modi legittimi ovviamente, per contrastare questa cosiddetta riforma dello sport del Ministro Spadafora che riteniamo devastante - chiude il presidente Ettore Pellizzari - Sono provvedimenti che dimostrano la mancanza totale di conoscenza del mondo sportivo dilettantistico: la linea che si vuole adottare sia sul problema del vincolo sia sulla questione dell’omologazione dei collaboratori sportivi a lavoratori tradizionali, equivale a dire di non conoscere affatto quello che questo panorama può fare e di conseguenza ad affossarlo”.

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