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L'intervista

Tappeiner: "La politica decide, ma non ascolta chi lavora sul campo"

Stop, ripaterza e riforma dello sport: il pensiero del presidente del CPA Bolzano

07 Dicembre 2020

Tappeiner

Paul Georg Tappeiner, presidente del CPA Bolzano

Durante il primo lockdown di marzo, nel pieno dell'emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica che ha investito il nostro paese, il presidente del Comitato Provinciale Autonomo di Bolzano, Paul Georg Tappeiner, aveva mostrato comunque una certa fiducia per una pandemia che sembrava aver risparmiato la sua zona. Qualcosa è però cambiato in questa seconda ondata nelle ultime settimane: “La situazione è drammaticamente peggiorata – spiega Tappeiner – ed ora siamo diventati zona rossa, anche se sembra che potremmo tornare a breve nuovamente zona arancione, a dimostrazione di un miglioramento delle cose”

Attività bloccata Una situazione che, naturalmente, si ripercuote anche su tutto il mondo calcistico dilettantistico della Provincia, costretto a fare i conti con la dura realtà: “Attualmente l'attività calcistica è ferma ormai da oltre un mese e, considerando che i nostri campionati osservano sempre una sosta invernale molto lunga, contiamo di tornare in campo attorno al 24 gennaio con l'Eccellenza, per poi riprendere via via anche la Promozione e le categorie più basse. Quest'ultime pensiamo di farle ripartire attorno alla seconda settimana del mese di febbraio. La stagione, poi, si chiuderebbe il 20 giugno”. Un progetto che, quindi, non prevederebbe uno stravolgimento dei campionati come, invece, ipotizzato da altri Comitati Regionali, costretti a fare i conti con ritardi sempre più difficili da eliminare: “L'idea iniziale era di far disputare i recuperi, prima di riprendere il calendario normale. Ora inizierà a nevicare qui da noi, quindi anche per quelle gare se ne riparlerà ormai il prossimo anno”.

Società tranquille Se l'emergenza legata alla pandemia ha iniziato a farsi sentire anche nella provincia di Bolzano, la situazione dei club è rimasta pressoché invariata rispetto a quella di qualche mese fa. Le società del Comitato Autonomo, infatti, aveva spiegato proprio il presidente, si fondano principalmente tutte sulle attività cittadine e questo permette di non far accusare quella crisi economica che, altrove, sta letteralmente mettendo a rischio decine e decina di realtà sportive: “A differenza della situazione epidemiologica, da quel punto di vista – prosegue il numero uno Tappeiner - la situazione è più o meno rimasta invariata, con le società che aspettano solo di poter ripartire. A livello di aiuti ai club, sarà invece la Provincia ad erogare qualche contributo come già avvenuto in passato. Per quanto riguarda le società, però, la situazione è abbastanza tranquilla e sotto controllo”.

Riforma dello sport Oltre al tema della possibile ripartenza delle attività, al centro della discussione politica di questi giorni non pèuò che esserci la riforma dello sport avanzata dal ministro Vincenzo Spadafora e che diverse polemiche ha sollevato nei diversi comitati regionali, ma anche in altre discipline sportive. Il numero uno Tappeiner ed i colleghi presidenti di tutta l'area nord hanno pubblicato un comunicato ufficiale con il quale si oppongono alla riforma così come è stata concepita. In particolare sono due i punti sotto la lente di ingrandimento: l'abolizione del vincolo sportivo e l’omologazione dei volontari sportivi, degli allenatori e dei calciatori dilettanti ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS. “Per quanto riguarda il vincolo – spiega Tappeiner – è una proposta che metterebbe in difficoltà tutte le società dilettantistiche d'Italia. I giocatori rappresentano “il capitale” dei club. Se alla fine di un campionato si permette a tutti loro di andare via, le società rischierebbero di trovarsi senza squadre. Un'eventualità, quindi, che metterebbe in ginocchio tutta l'attività dilettantistica nazionale con conseguente chiusura di molti club”. Inoltre il numero uno del Comitato aggiunge: “Come LND siamo già andati incontro a questa situazione con l'articolo 108, che permette ai giocatori di svincolarsi alla fine di ogni stagione, se ne fanno richiesta. Potremmo anche accettare di abbassare l'età da 25 a 24 anni, ma eliminare completamente il vincolo significherebbe togliere qualsiasi certezza ad ogni società”. Il presidente porta ad esempio anche quello che accade poco lontano da noi, in Austria: “In quesi campionati, per esempio, ogni anno viene garantita una finestra temporale, di circa un paio di settimane, durante la quale il giocatore può svincolarsi automaticamente, altrimenti resterà nella sua squadra di appartenenza”. Critiche arrivano anche alla decisione relativa ai contributi: “Così facendo, sono sicuro che molti smetterebbero di fare sport. Non dobbiamo mai dimenticare che siamo un movimento dilettantistico”.

Mancanza di confronto E' l'assenza di una confronto con le istituzioni politiche a lasciare perplesso il presidente Tappeiner: “Non capisco perché la politica si intrometta senza ascoltare l'opinione della gente che lavora in questo campo da tanti anni. Come LND contiamo circa 1 milione e 200 mila tesserati, un numero altissimo. Come si possono prendere decisioni di questo tipo senza almeno un minimo di confronto? Noi come Lega Nazionale Dilettanti ci opponiamo a questa riforma e faremo di tutto per bloccare questa idea che è stata avanzata”.

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