Cerca

focus

Volata FIGC, il gioco delle elezioni: Carlo Tavecchio ma non solo

A 2 anni dall’addio alla Federcalcio, il dirigente di Ponte Lambro questa settimana scioglierà le riserve sulla candidatura in Lombardia, ma in ballo ci sono i delegati assembleari LND di altre sette regioni

07 Dicembre 2020

Carlo Tavecchio

Carlo Tavecchio, ex presidente di FIGC e LND (Foto ©Bergamonews.it)

La voce si è rincorsa in tutta Italia. L’hanno argomentata testate nazionali e locali, ne stanno parlando i dirigenti federali e gli addetti ai lavori dietro le quinte da mesi: Carlo Tavecchio sta tornando. E si è passati dalle indiscrezioni alle sibilline dichiarazioni delle ultime, intense giornate. A Il Giorno aveva spiegato: “Deciderò dopo il Consiglio Federale se candidarmi o meno alla presidenza del Comitato Regionale della Lombardia”. Il day after del Consiglio, raggiunto dai giornalisti de La Voce, ha temporeggiato: "Non ho ancora deciso, scioglierò la riserva soltanto la prossima settimana. Devo valutare ancora diversi aspetti prima di candidarmi o meno". Fine stratega l’ex Presidente FIGC, studia la mossa giusta da fare. Forse l’attesa potrebbe essere legata alla decisione dell’attuale Presidente del CR Lombardia, Giuseppe Baretti, che gode di grandi consensi. Forse il tempo servirà al settantasettenne di Lambrate per valutare la possibilità di tentare addirittura l’assalto alla Lega Nazionale Dilettanti, considerando l’abbassamento del numero dei Comitati Regionali necessari per la presentazione della candidatura: da 9 a 5.

Un lungo crescendo Qualcuno continua a non credere al ritorno di colui che, suo malgrado, rappresenta il volto del fallimento mondiale della Nazionale italiana dalle imbarazzanti sortite. Soprattutto per quel che concerne la LND, al massimo punterebbe alla Lombardia. Viene difficile condividere questa ipotesi se si pensa alla straordinaria forza del dirigente e al lungo cammino istituzionale che ha percorso, concluso con estrema amarezza, ma caratterizzato da grandi successi “politico-imprenditoriali”. Se infatti utilizziamo questa chiave di lettura e risaliamo il tempo fino alle prime settimane del lockdown, le sue dichiarazioni sono un crescendo verso il ritorno in campo.

A ritroso A metà aprile, interpellato da Calciomercato.com, rilascia una lunga intervista parlando per lo più dei suoi meriti: la gara inaugurale dell’Europeo 2020 nella Capitale, i due rappresentanti nelle istituzioni internazionali, la possibilità di ospitare l’Europeo dell’Under 21, la prima Nazione a testare il Var, l’impulso al Femminile con Blatter. Poi la stoccata: “Quando io me ne sono andato la Federazione aveva una consistente liquidità, superiore ai 100 milioni di euro”. Infine l’apertura: "Il legame con Roma c’è ancora. Faccio parte della commissione impianti sportivi e sono amministratore della Lega servizi. La voglia di partecipare la supero così”. Una quindicina di giorni dopo lancia l’allarme su Radio Punto Nuovo: “Secondo me il nodo è il fatto che il nostro sia un sistema che sta arrivando economicamente parlando ad una resa dei conti. È una cosa di una tale gravità che forse nessuno l’ha capito”. Riferendosi alla possibilità che la Serie A perda gli introiti sui diritti televisivi. A ottobre, ospite di Radio Radio, si presta a un consistente confronto sul presente e il futuro del calcio italiano, rilanciando la preoccupazione sui diritti tv e prospettando nuovamente il rischio default per l’intero sistema. Poi propone la riduzione dei club professionisti, coccola i Dilettanti snocciolandone i numeri e alza la pressione: “Non vorrei essere nei panni del Presidente FIGC. In questo momento la Federazione deve rimarcare l’autorità che interviene per la salvaguardia del calcio. Di fronte alla quinta azienda del paese non possiamo considerare questo come qualcosa di normale".

Al tavolo delle elezioni Ci si avvicina a grandi passi ad oggi, il 18 novembre a Il Cittadino, Tavecchio esce allo scoperto: "Tornare in prima persona? Lo comunicherò ufficialmente a fine mese. Tante società me lo hanno chiesto". C’è spazio anche per l’attacco alle istituzioni centrali: "La Lombardia è suddita di Roma, è una cosa che deve cambiare. Il movimento dilettantistico muove un sacco di soldi ma è lasciato totalmente allo sbaraglio. E, da parte mia, vedo un totale disinteresse da parte di chi dovrebbe tutelare gli interessi del nostro movimento". Si delinea la sua discesa in campo. Sull’edizione della scorsa settimana abbiamo raccontato l’impatto del ritorno di Tavecchio sulle sorti dell’elezione del Presidente FIGC. Dopo un confronto con lui Davide Erba, presidente del Seregno (club lombardo, ndr), solleva la protesta, Enrico Pellizzari, Presidente del CP Trento commenta il possibile ritorno dell’ex numero uno del calcio italiano definendolo “non auspicabile” in un’intervista rilasciata a L’Adige. Il motivo è semplice: il Nord si dividerebbe rischiando di mandare in cenere la compattezza della LND, che in termini elettorali si traduce nell’intaccamento di quel 34% fondamentale per la candidatura di Cosimo Sibilia alla FIGC, portando così un significativo vantaggio all’altro pretendente, l’attuale numero uno della Federcalcio Gabriele Gravina. Da Piazzale Flaminio annusano il rischio e arrivano le contromisure, Tavecchio viene sollevato dagli incarichi in LND Servizi e LND Immobiliare, perché anche se non ambisse a una poltrona ora, potrebbe rifarsi vivo dopo aver inciso in maniera determinante sull’elezioni.

La lettera del Tav Da aprile ad oggi, il periodo migliore per provare a rilanciarsi, con le istituzioni sportive in enorme difficoltà nel dover affrontare la grande crisi scatenata dalla pandemia, che ha creato tantissimo malcontento e tantissima preoccupazione sul futuro. L’onda perfetta per un uomo che ha avuto in mano il mondo dei Dilettanti per ben quindici anni. Già detto delle indiscrezioni inerenti i movimenti di Tavecchio sugli altri Comitati Regionali, spunta la lettera inviata alla LND e a tutti i presidenti il 24 novembre: "Egregi Signori, non avrei mai pensato di scrivere queste note, dando per scontato la conoscenza dei traguardi raggiunti con la collaborazione dei presidenti Regionali dal giorno della mia assunzione di responsabilità quale Presidente di Lega. Tuttavia, dopo aver letto sul quotidiano L’Adige l’intervista rilasciata in questi giorni dal Presidente Pellizzari, ritengo doveroso, per amore di verità e conoscenza per coloro che non hanno collaborato con me, trasmettervi il documento allegato che illustra i risultati raggiunti, incredibilmente dimenticati dall’intervistato". Tavecchio insomma mostra i muscoli.


Il Lazio e le altre regioni Sulla stessa onda di crisi sono sorte diverse candidature in diverse regioni. In attesa di sapere se Tavecchio sfiderà Baretti per la Lombardia, già si ha la certezza che saranno altri sette i comitati in cui si dovrebbe fare avanti un candidato alternativo. In Piemonte Filippo Gliozzi proverà ad affrontare Christan Mossino, Vito Tisci (Presidente anche del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, ndr) se la potrebbe vedere con Giulio De Stratis. L’ex arbitro Pasquale Rodomonti tenterà di intromettersi nella successione di Ezio Memmo a Daniele Ortolano, mentre in Basilicata potrebbero essere addirittura in due a fronteggiare Pietro Rinaldi: Luigi Angelucci e Davide Bisignano. Fermento nelle Marche e Liguria, ma potenziali sfidanti finora non si conoscono. In conclusione veniamo al Lazio, dove da un paio di settimane Luigi Lardone è uscito allo scoperto dichiarando di voler provare a prendere il posto di Melchiorre Zarelli. Il massimo esponente dell’Ostiamare si è lanciato nel vivo della campagna elettorale per raggiungere il primo step, ossia i numeri necessari per presentare la sua candidatura, il Presidente in carica ha confermato che si ricandiderà, ragionando su un mandato di due anni, al fine di evitare un pericoloso salto nel buio del movimento regionale, nel pieno della crisi in cui è sprofondato per via della pandemia. I rumors però si rincorrono ogni giorno, c’è chi parla di imminente terzo candidato con esperienza nel mondo della politica, con la possibilità di un quarto proveniente dal futsal. Almeno un altro lunghissimo mese ci separa dalle elezioni dei Comitati Regionali, un altro lunghissimo mese in cui non mancheranno sorprese.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE