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L'intervista

Ladispoli, La Pietra: "Il danno è continuo e difficile da quantificare"

Il direttore generale del club rossoblù tra presente, passato e futuro

10 Dicembre 2020

Gioacchino La Pietra

Direttore generale del Ladispoli

“Ci tengo a precisare una cosa che per me, anzi per noi, è fondamentale. A differenza di tante altre società continuiamo a fare attività e a mantenere gli accordi economici con i calciatori. Nel rispetto dei protocolli anti Covid noi non ci fermiamo”. Sono queste le parole di Gioacchino La Pietra, direttore sportivo dell’Academy Ladispoli che in questo periodo difficile sta portando avanti un impegno importante nei confronti dei propri tesserati. “Ci troviamo in una situazione talmente paradossale, imprevista e complicata da affrontare che non mi permetterei mai di giudicare e commentare le scelte fatte dal Governo in merito ai campionati dilettantistici e giovanili. Sono tutti bravi a parlare, ma gestire un momento del genere non è affatto facile. È vero che è assurdo far allenare i ragazzi senza il pallone, ma in un contesto in cui non possono andare a scuola e in cui tutti i rapporti sociali sono azzerati, avere la possibilità di ritrovarsi al campo è una cosa fondamentale per loro. Stiamo vivendo un’epidemia, forse non ci rendiamo conto. Dire quello che poteva essere fatto o meno non mi sembra giusto. Se queste misure hanno permesso l’abbassare della curva dei contagi vuol dire che va bene quello che stiamo facendo”. Dopo il primo stop in primavera, il fantasma di un nuovo blocco dei campionati sembrava farsi sempre più visibile. All’avverarsi delle più cupe previsioni, la società rossoblù ha però deciso di non farsi abbattere nuovamente, pensando in primis ai ragazzi che ogni giorno corrono e si impegnano per la maglia che indossano: “Ho sentito società vantarsi di costruire squadre forti, di fare grandi promesse, ma ora non le vedo fare attività e continuare a sostenere i pagamenti. I miei ragazzi invece sono in mezzo al campo, prendono il loro rimborso e su quei soldi fanno affidamento. La nostra società non li ha abbandonati. Noi manteniamo le promesse, gli altri no. C’è chi fa allenamenti su piattaforme come Zoom, non pagano, non si prendono cura dei loro ragazzi. Non è corretto perché la parola data va rispettata se si è una società seria”. L’impegno preso e portato avanti dal Ladispoli fa ancora più onore ad una società che, come tante altre, stanno subendo ingenti perdite di denaro e stanno sostenendo spese elevatissime per il rispetto dei protocolli: “Abbiamo creato una biglietteria, adeguato i posti per i tifosi, rinnovato la struttura, oltre a creare una squadra competitiva. Gli sponsor non pagano, così come non abbiamo introiti dalla scuola calcio. Il derby con il Cerveteri l’abbiamo giocato a porte chiuse, il match contro il Cimini a numero ridotto di spettatori ma abbiamo comunque fatto sold-out. La verità è che c’è un danno continuo, difficile anche da quantificare e forse è anche meglio non farlo. Abbiamo speso tanto per adeguare la struttura e sanificare, non abbiamo introiti ma continuiamo a lavorare e a pagare anche in cambio di nulla. Abbiamo fatto richiesta del bonus collaboratori sportivi, speriamo di usufruirne ma penso che lo Stato abbia preso decisioni importanti, anche perché il calcio è un settore molto complicato da gestire soprattutto in questa situazione”. La speranza è quella che l’incubo possa presto finire, che si possa tornare alla normalità e che i bambini non smettano di credere nelle loro passioni: “I figli hanno bisogno dello sport, del divertimento e del confronto, non di stare a casa”. I ragazzi non abbandonino il calcio, il Ladispoli non abbandona i suoi di ragazzi, perché quando ricomincerà l'attività sportiva saranno sicuramente loro a ripagare la società con orgoglio e sudore.

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