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l'intervista

Maurizio Perconti "Rimaniamo aperti per dare ai ragazzi un'opportunità"

Il presidente della Vigor alle prese con la difficile gestione di un grande centro sportivo e la necessità di offrire ai suoi iscritti ore di svago tramite il calcio

10 Dicembre 2020

Maurizio Perconti

Il presidente della Vigor Maurizio Perconti (Foto ©Facebook)

Il Vigor Sporting Center lo conosciamo praticamente tutti. Uno dei centri sportivi più grandi della Capitale che ospita non soltanto le gesta casalinghe della Vigor Perconti, ma anche una palestra ed una piscina che da anni raccoglie le esigenze sportive di un quadrante molto ampio della città. Inutile quindi andare a sottolineare gli sforzi economici che la società blaugrana sta sopportando per permettere ad una così complicata macchina di sport di rimanere attiva. Parallelamente alle spese cresce l'amarezza nel vedere che l'impegno profuso è già andato in fumo per la massima parte e solamente con una ripresa record, leggasi miracolo, il presidente Maurizio Perconti potrà raddrizzare la rotta di una nave che è scossa in maniera preoccupante dal mare in tempesta. Il secondo lockdown sportivo, perché di questo dobbiamo parlare, sta pesando come un macigno sulle economie dei club dilettantistici laziali, oltre ovviamente a destabilizzare l'equilibrio psicofisico di tanti atleti, più o meno avanti con l'età, che si trovano di nuovo seduti su un divano per la maggior parte delle loro giornate.

Conoscendo il vostro centro immagino la tua fatica in questo momento "I problemi che abbiamo sono davvero tanti e grossi. Durante la prima ondata e con le prime chiusure avevamo retto discretamente l'urto. Dopo la fine del lockdown stavamo cercando di recuperare il terreno perduto, ma questa seconda ondata ci ha completamente stravolto i piani, non è affatto semplice andare avanti. Il Governo parla di ristori, ma io mi chiedo cosa siano. Qui non è arrivato nulla, qualcosa per il bar, ma a stento servono per coprire le spese dell'elettricità".

Quindi la tua società si trova in difficoltà su due fronti "Come settore sportivo in pratica non abbiamo ricevuto nessun sostegno, per le attività all'interno come il bar, ripeto, è arrivato qualcosa ma è davvero una cifra irrisoria. A me ciò che fa amaramente sorridere e che sembra quasi una presa in gira sono i controlli che sono stati fatti all'interno della piscina e della palestra poco prima della chiusura".

Cioè? "Sono venuti i NAS a controllare che noi avessimo rispettato tutte le regole per poter mantenere aperto e permettere alle persone di allenarsi in tutta tranquillità. Chi è venuto qui ci ha anche fatto ci complimenti per come avevamo realizzato il tutto. Questo è avvenuto un giovedì, ossia quattro giorni prima della chiusura definitiva. Come se le palestre e le piscine fossero un posto da criminalizzare. Quello che mi chiedo, e che mi fa  davvero pensare a questa cosa come una presa in giro, ma chi è venuto a fare questi controlli non poteva essere utilizzato in altri ambiti? Mi volete dire che nessuno sapeva che dopo qualche giorno avrebbero chiuso tutto?"

Avete scelto però di mantenere attivo tutto quel che riguarda il calcio "E' stata una scelta doverosa, nei confronti delle famiglie e dei ragazzi. Stiamo facendo un po' di attività, ma in giornate come quella di oggi (martedì ndr) con la pioggia non facciamo venire nessuno. Non ce la sentiamo di far venire dei ragazzi che dopo aver fatto sport non hanno la possibilità di farsi la doccia, sarebbe un danno ancora maggiore. Stiamo portando avanti degli allenamenti ai minimi termini, qualche sgambatura e poco più. Glielo dobbiamo, perché almeno hanno la possibilità di uscire di casa, stare con qualche amico, fare sport e respirare un po'. Altrimenti diventa davvero troppo dura".

Conoscendoti penso ad un tuo rapporto costante con tutti "Mi informo sulla situazione che stanno vivendo, parlo con tutti, dai ragazzi ai tecnici, cercando di farci anche un po' forza l'uno con l'altro. Ci sono famiglie che hanno più figli dentro casa e vedono nell'apertura del centro sportivo un qualcosa di davvero importante per loro. I ragazzi sono demoralizzati: non possono andare a scuola e sono costretti a stare davanti un computer per tutta la mattinata, poi non si possono muovere se non per venire qui da noi. In questo momento oltre a fare sport siamo più un'attività per il sociale che un'attività sportiva vera e propria. Permettiamo loro di svagarsi, altrimenti avremmo scelto di mantenere tutto chiuso".

Come pensi di poter uscire quindi da queste nuove difficoltà? "A livello calcistico andremo avanti con la forza della passione, continuando a fare sacrifici, che aumenteranno del 300% e che farò io in primis insieme ai miei collaboratori. E' una nostra passione irrinunciabile e quindi cercheremo di dare tutto fino alla fine e voglio ringraziare tutte quelle persone che collaborano con me e che mi stanno vicino. Ovviamente non è facile, cercheremo di fare il possibile. Su lato prettamente economico il danno, come ho già detto, è davvero grosso, e qui entrano in gioco altre responsabilità, quella che ho nei confronti di chi lavora in questa struttura. Purtroppo non posso prendermele tutte da solo, perché buona parte ce l'ha il Governo ed in secondo luogo tutto si basa su questo maledetto virus che sta distruggendo il mondo".

In un modo o in un altro si tornerà a calcare i campi con regolarità. Non si sa quando, ma ci sarà una ripresa dell'attività, tu cosa ti aspetti? "Aver eliminato buona parte delle fasi nazionali è sicuramente qualcosa di positivo, perché permette di avere più tempo per portare a termine i campionati in ogni regione, certo è che mi dispiace che non vengano fatte".

Perché? "Non è detto che avremmo partecipato noi (sorride ndr) ma magari per un club che non ha mai avuto questa fortuna di andarsi a giocare uno scudetto dopo aver vinto il titolo nel Lazio sarebbe stata una bella occasione per mettersi in mostra".

E ti sei fatto un'idea di come poter proseguire? "Penso che alla fine tutto vada comunque concluso entro il 30 giugno, quindi magari con più turni infrasettimanali. Non vorrei giocare troppo in là con il tempo anche per lasciare più spazio in estate a ragazzi e famiglie per ricarburare, perché ne avremo davvero bisogno dopo quest'annata tremenda. Giochiamo fino al 30 giugno e poi ce ne andiamo tutti in vacanza, almeno spero".

A proposito di vacanze, il Natale si avvicina, cosa vorresti trovare sotto l'albero? "Un po' di tranquillità e di serenità per tutti. Abbiamo bisogno di cancellare dal calendario questo anno. Lo auguro a tutti, davvero, meno che a qualcuno".

Cosa vuoi dire, dobbiamo essere maliziosi? "No (ride ndr) non fraintendermi, non ce l'ho con nessuno del mondo del calcio. In campo ed in tribuna ci affrontiamo e ci stiamo simpatici o antipatici, ma tutto finisce là. Alla fine voglio bene a tutti e quindi il mio augurio di serenità è davvero per ogni singola società".

Le festività natalizie saranno un altro piccolo spartiacque che ci porterà ad una ripresa di tutte le attività. Servirà stringere i denti e mantenere ancora alta l'attenzione, rispettando tutte quelle misure che, seppur molto limitanti, ci consentiranno di poterci riavvicinare in tempi un po' più ragionevoli a ciò che amiamo di più, sia il calcio o qualsiasi altra nostra passione. ll regalo ancor più grande che vorremmo trovare, dopo quanto desiderato dal presidente Maurizio Perconti.  

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