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l'intervista

Cr Calabria, Mirarchi: "Felice del senso di responsabilità dei club"

Il presidente del comitato regionale calabrese: "Se sommiamo quello che abbiamo fatto risparmiare alle società tra contributi, riduzione delle tasse, premi disciplina e per l'utilizzo di giovani abbiamo fornito circa 450 mila euro"

15 Dicembre 2020

Cr Calabria, Mirarchi: "Felice del senso di responsabilità dei club"

Saverio Mirarchi, presidente del Comitato Regionale Calabria

La Calabria ha fame di calcio. Parola di Saverio Mirarchi, presidente del Comitato Regionale. Con il numero uno del movimento calcistico calabrese abbiamo fatto una fotografia del momento, lasciandoci guidare in un viaggio in cui siamo andati alla scoperta di umori e criticità che affliggono i club ma soprattutto le ipotesi relative alla ripartenza perchè la verità è che la paura e le incertezze, in Calabria hanno presto lasciato posto all'entusiasmo e alla voglia di tornare presto in campo.

La situazione Il punto che abbiamo toccato con il presidente Mirarchi è quello sullo stato di salute del movimento calabrese visto il momento delicato che il calcio dilettantistico sta attraversando in tutta Italia: “Diciamo che, grazie agli appoggi e agli aiuti forniti dalla LND e dal Comitato, siamo riusciti a far ripartire tutti i nostri campionati mantenendo intatto il format previsto e, in alcuni casi, addirittura a farlo crescere”. Un dato importante, soprattutto in un periodo problematico come quello attuale, è quello relativo all'Eccellenza: “In questa categoria, per la prima volta nella nostra storia, siamo passati al format a 18 squadre. Una notizia sicuramente positiva e accompagnata poi dal buono stato di salute delle altre categorie, compresi calcio a 5 e calcio femminile”. Nonostante gli sforzi profusi però lo stop è arrivato implacabile: “Ci siamo dovuti fermare, rispettosi delle indicazioni governative. Scelta amara ma giusta perchè è corretto mettere la salute al primo posto. Sono molto soddisfatto di quello che le nostre realtà hanno saputo mettere in piedi nonostante un momento particolare e sicuramente complicato per tutti. L'avvio di stagione era stato più che positivo in cui a trionfare era stata la voglia di giocare, di giovani e meno giovani, e l'entusiasmo da parte di tutti di tornare a divertirsi su un campo di calcio”.

La ripartenza Il Comitato Regionale Calabria ha lavorato a fondo per garantire la massima serenità ai propri club. Nel momento in cui le società hanno avuto bisogno le istituzioni calcistiche regionali hanno infatti risposto presente in maniera concreta e soprattutto efficace. “Gli aiuti messi in campo hanno raggiunto il loro obiettivo. Tutte le squadre si sono potute iscrivere con assoluta serenità. Tra contributi, riduzione delle tasse, premi disciplina e per l'utilizzo di giovani – dichiara Mirarchi – abbiamo fornito circa 450 mila euro se sommiamo contributi e quello che abbiamo fatto risparmiare alle società”. Il comitato è riuscito poi a gestire nel migliore dei modi anche un momento delicato come quello di poco precedente all'ultimo stop ai campionati, in cui alcune regioni sono andate in affanno per il gran numero di recuperi da dover gestire: “Dico che tra eccellenza, Promozione e Prima Categoria ci troviamo in una situazione dove ci sono circa una quindicina di recuperi. Un numero direi più che gestibile visto soprattutto il momento e la situazione che si era venuta a creare. Finchè è stato possibile – prosegue poi Mirarchi – abbiamo provato ad andare avanti con i campionati ma senza forzare la mano, sia chiaro, perchè consapevoli della delicatezza della situazione e facendo sempre attenzione alla salute dei nostri tesserati prima di ogni altra cosa. La situazione in Calabria, in quanto a numero di contagi, non è stata tragica come purtroppo accaduto altrove. Sono felice di aver riscontrato un grande senso di responsabilità da parte di tutti i nostri club che, dopo un paio di giornate di rodaggio, hanno dimostrato di saper allinearsi alla perfezione alle richieste e al protocollo”.

Criticità e futuro Un altro aspetto che abbiamo chiesto di analizzare a Mirarchi è quello relativo alle difficoltà maggiori che è stato chiamato a gestire: “L'incertezza sulle tempistiche di ripartenza è stata sicuramente la problematica più complicata a cui far fronte. Siamo abituati a programmare avendo sempre bene in mente percorsi e tempi, in questo caso però abbiamo dovuto ragionare in maniera completamente differente. Ci siamo trovati costretti a ragionare giorno per giorno e questo ci ha creato non pochi fastidi non trovandoci nella possibilità di dare risposte certe”. Il confronto con le società per arrivare a tracciare una strada comune è stato però totale: “Ho incontrato tutte le società di tutte le categorie, dall'Eccellenza al Calcio a 5. mi sono confrontato con tutti per individuare insieme la migliore ipotesi di ripartenza. Ho avvertito in tutti grande voglia di ricominciare, magari anche qualche insicurezza com'è normale ci sia, ma tutto lascia spazio all'entusiasmo e alla voglia di tornare in campo. Il punto su cui molte società insistono è quello di ripartire esclusivamente quando ci sarà la certezza di arrivare a termine. Ci stiamo lavorando, l'appuntamento è al 15 di Gennaio e, se si concretizzerà il tutto, dopo 15 giorni di preparazione si potrebbe riprendere più o meno per il 7 di Febbraio. Una data che ci consentirebbe di arrivare a chiusura completando i campionati con andata e ritorno anche entro il 30 giugno. L'Eccellenza da questo punto di vista sarebbe chiamata a qualche sacrificio in più perchè con 18 squadre sarebbero sicuramente costretti ad affrontare un maggior numero di turni infrasettimanali. I club però non mi sembrano spaventati, anzi, sono pronti a fare ciò che serve per tornare in campo”. 

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