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La struttura e le scelte del CR Marche: parola a Paolo Cellini

L'intervista integrale del presidente del Comitato Regionale riguardo l'umore del suo movimento e le decisioni del Ministero: "I club vogliono ripartire. Riforma? Un colpo di grazia"

22 Dicembre 2020

CR Marche Cellini

CR Marche, il presidente Paolo Cellini (Foto ©LndMarche)

“Avevamo un po’ di timore sul riscontro delle iscrizioni: con positiva sorpresa, le società in generale non sono diminuite, il numero è rimasto quello della stagione precedente. Qualcuna non si è iscritta, delle nuove però lo hanno fatto, credendo di poter avviare la loro nuova attività”. Esordisce così Paolo Cellini, presidente del Comitato Regionale Marche, il quale traccia un bilancio su come il suo movimento abbia reagito all’impatto della seconda ondata di Coronavirus.

La struttura Dopo l’estate, si è lavorato duramente per impostare con razionalità l’anno di gioco: “È una situazione, la nostra, abbastanza semplice sotto il profilo della struttura. Parlando di Calcio a 11, abbiamo la Terza Categoria, poi 8 gironi di Seconda, 4 di Prima, 2 di Promozione e uno di Eccellenza - spiega il massimo dirigente - Se si fosse trattato di una stagione normale, gli organigrammi potevano avviarsi in maniera regolare. Ma quest’annata non è affatto regolare: pertanto, anche in base alle indicazioni che arrivavano da Roma in merito all’Eccellenza, abbiamo iniziato a settembre il campionato, arrivando alla 5ª giornata prima della sospensione di novembre. Per le altre categorie, invece, la LND ha rimesso alla discrezionalità dei Comitati l’organizzazione della stagione, con l’obiettivo di avere, al termine della stessa, le premesse per tornare nel 2021/22 agli organici tradizionali, in riferimento alla composizione ed al numero di club. Dunque dopo il Dpcm che prolungava lo stato d’emergenza fino a metà ottobre, come Consiglio abbiamo preso la decisione di riprendere, esclusa l’Eccellenza, le altre categorie dalla fine di ottobre, modificandone anche la composizione - continua il numero uno del calcio marchigiano - Questo ha determinato il fatto di partire con 3 gironi da 12 squadre in Promozione anziché con 2 da 18, con 5 gruppi da 13 anziché con 4 da 16 in Prima, mentre la Seconda è passata da 8 a 10 raggruppamenti da 13. Con quest’operazione si riducono i tempi di svolgimento dei campionati e aumenta la possibilità di portarli a compimento, garantendo lo stesso numero di promosse per ogni categoria. Tuttavia, arrivati alla fine di ottobre, siamo riusciti a ripartire solo con l’Eccellenza, mentre la Promozione e le Categorie si sono bloccate”.

Verso il 2021/22 Cosa aspettarsi invece per la seconda parte di stagione? “Anche noi, in Consiglio, abbiamo un piano A, B o C in funzione di quelle che potevano essere le mozioni del quadro generale di riferimento: alla nostra previsione di ricominciare a metà febbraio, se le condizioni climatiche saranno quelle auspicabili, consegue il portare a termine le competizioni in maniera regolare con partite di andate e ritorno. Quest’anno poi non ci sarà l’obbligo di comunicare a Roma la seconda classificata d’Eccellenza affinché venga organizzato il quadro degli spareggi nazionali né ci sarà l’interruzione delle attività per lo svolgimento del Torneo delle Regioni: aggiungendo a questi due fattori l’aver ridotto la composizione dei gironi, dovremmo riuscire a chiudere i campionati - spiega Cellini - Apprendiamo quotidianamente il comportamento della curva dei contagi, quindi si può pianificare poco in realtà. Per questo la LND ha consigliato di prendere in considerazione, una volta chiusi i gironi di andata, di svolgere dei playoff e playout più allargati: cosa che in Veneto e Lombardia, dopo esser stata un’ipotesi iniziale, è diventata un modello". A riempire un periodo già saturo di problematiche ed annessi ragionamenti arriva anche un po’ di politica sportiva che il presidente si sarebbe risparmiato: "Va inserito in tutta questa situazione, a livello dei vari Comitati, l’indizione delle elezioni per il rinnovo delle cariche: è una situazione delicata, incredibile che ci capiti proprio in un momento come questo”.

Dalla parte dei Dilettanti Il CR Marche in tutto questo tempo si è sempre speso a sostegno delle realtà che lo compongono: “Sono in costante contatto con i club della mia Regione. A questo punto della stagione, se si dovesse riprendere, non sarà possibile farlo senza prima avere il loro consenso. Ovviamente ci sono diverse opinione, ma molto democraticamente ogni realtà sarà chiamata ad esprimere la propria preferenza dopo gli investimenti effettuati”. Tutelare gli attori principali del movimento, soprattutto in vista della riforma voluta dal Ministro dello Sport Spadafora: “Il problema dello sport giovanile è stato quello più sollevato. Allo stato di incertezza generale che già esiste tra società e società, siamo costretti a dover aggiungere quello che potrebbe essere un vero e proprio colpo di grazia per loro, ovvero la proposta di abolizione del vincolo. Dopo aver trascorso tanti anni in questo mondo, ho l’impressione che questa riforma non l’avrebbe presa in considerazione nessuno, se fosse stato interpellato: perché significherebbe appunto colpire duramente un intero movimento - chiude Paolo Cellini - Le società non vedono l’ora di ripartire, è dimostrato che il rischio di contagio è bassissimo nello svolgimento dell’attività sportiva, sappiamo tutti che sono altri gli ambiti pericolosi. Prima di proporre certi cambiamenti, andrebbero meditati meglio e soprattutto condivisi con le Istituzioni di riferimento”.

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