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l'intervista

College Life Italia, Radio: "Staff giovane e cultura aziendale"

L'intervista integrale al presidente, CEO e cofondatore dell'associazione: "Ecco i segreti del nostro successo. Abbiamo partnership importanti con Lega Serie A, FIDAL e Federgolf. Marco Materazzi sarà il nostro brand ambassador. Vorremmo avere una squadra nei Dilettanti"
 

30 Dicembre 2020

CLI Radio

Stefano Radio: presidente, CEO e cofondatore di CLI (Foto ©College Life Italia)

College Life Italia è uno dei leader internazionali nel mondo dello sport e dell’istruzione e rappresenta l’unico ponte istituzionale in questo settore tra Italia e Stati Uniti. Dal 2013 aiuta studenti/atleti e le loro famiglie nel processo burocratico e di ottenimento di borse di studio sportive ed accademiche in università e licei Americani, avendo con orgoglio cambiato la vita a centinaia di ragazzi sfruttando le opportunità offerte dal sistema scolastico e sportivo statunitense. Stefano Radio, presidente, CEO e cofondatore di College Life Italia, ci accompagna nel viaggio all'interno dell'universo CLI, tra il bilancio dell'anno che si sta per chiudere, i valori che propone la giovane azienda ed i suoi tanti progetti per il futuro.

In ascesa Si parte tirando le somme del 2020: “Nella sfortuna di questa annata, siamo riusciti a lavorare abbastanza bene. Fortunatamente le frontiere sono sì state chiuse per un periodo, ma mai per gli studenti, i quali hanno avuto la possibilità - gli italiani - di andare nei college americani e - gli statunitensi - di venire qui da noi. Oltre a College Life Italia, abbiamo un altro brand, Soccer Management Institute, che si occupa di portare in Italia ragazzi provenienti da tutto il mondo. Siamo riusciti a fare tutto, su entrambi i binari e siamo cresciuti moltissimo a livello di reclutamento di ragazzi: da 150 italiani che l'anno scorso hanno viaggiato alla volta degli USA siamo passati a 300 in questa stagione; da 23 a 35 invece per coloro che hanno fatto il percorso inverso, approdando nei nostri confini. Numeri che sono aumentati in maniera importante”. La ricetta per il successo? “I ragazzi che lavorano qui stanno facendo qualcosa di straordinario: l'età media della nostra azienda è 26 anni, sul modello americano, ed abbiamo creato una cultura aziendale che sta dando tanti risultati e di cui andiamo davvero fieri”.

Nuovi orizzonti Un processo di crescita che non si è fermato mai, stagione dopo stagione. L'aumento dei numeri dell'attività di CLI e SMI è la prova concreta della bontà del lavoro svolto, avvalorato da cooperazioni di grande prestigio: “A cavallo tra la fine dello scorso anno e l'inizio di questo abbiamo instaurato una partnership con la Lega Serie A per un progetto che si chiama 'Sliding Goals' il cui obiettivo è aiutare i ragazzi italiani che giocano nelle squadre Primavera dei club di Serie A a sfruttare le opportunità che ci sono in America: questo perché solamente il 7% di tali giocatori riesce poi a centrare il tanto sognato salto ai massimi livelli. Noi ci rivolgiamo a quel 93% di giocatori che purtroppo non riescono ad approdare in A e gli sottoponiamo la possibilità di affrontare un percorso di studio e calcio ad alti livelli oltreoceano – spiega Radio, che poi aggiunge - E' una collaborazione molto importante per noi e a questa è seguita quella con la FIDAL (Federazione Italiana Di Atletica Leggera): abbiamo più che triplicato i numeri di atleti che in questa disciplina sono andati in America, passando da 5 a più di 30. Pochi giorni fa, infine, abbiamo chiuso un altro accordo con il Comitato Regionale Lazio della FederGolf, aprendo di fatto ad un altro sport, molto seguito negli Stati Uniti. Piano piano vogliamo allargarci a tutte le Federazioni: la cosa bella è che prima eravamo conosciuti solo per il calcio, che rappresentava l'85% della nostra attività, mentre ora equivale al 38%, perché abbiamo accresciuto tantissimo altri canali, per la pallavolo, l'atletica leggera, il nuoto, il golf, il basket e lo sci. Siamo sempre di più una sorta di 'polisportiva', legata a tutti gli sport”.

L'approccio Ma perché un ragazzo dovrebbe scegliere di imbarcarsi in un'avventura dall'altra parte del mondo? “Noi abbiamo tutti vissuto l'esperienza americana. Siamo passati dai 4 fondatori, io, Giorgio Antongirolami, Lucas De Rossi e Paolo Scoppola, a più di 35 collaboratori, tra Italia (Roma, Milano e Triste) e Stati Uniti (Kansas City). Gli USA, con il loro sistema universitario, sono l'unico Paese al mondo dove, praticando sport ad alti livelli, si può anche avere successo sul piano accademico: il 99.9% degli atleti, bravissimi nel loro sport, sono anche laureati, mentre in Italia il 99.9% degli atleti forti non lo è, perché ad un certo punto ci si trova costretti a dover scegliere se fare lo sportivo professionista oppure abbandonare per dedicarsi alla carriera lavorativa. E molte volte, purtroppo, lo sport ci rimette, per come funziona in Italia, perché più sei bravo e più ti rovini la vita, nel senso che c'è qualche atleta dotato che riesce ad esplodere, ma ce ne sono tantissimi, un numero enorme, sempre bravi, che non ce la fanno: questi poi si ritrovano a 30 anni ad aver puntato tutto sullo sport, non avendocela fatta, e a non essersi affermati a livello lavorativo”.

Tante novità Pensando al futuro, non c'è alcuna intenzione di smettere di crescere, dal momento che in pentola bollono numerosi nuovi progetti e tante interessanti idee. “Relativamente a Soccer Management Institute, quindi ripeto ragazzi che vengono a studiare e fare sport in Italia da tutto il mondo, al momento abbiamo un solo programma, che è 'Sport, management e coaching': un master per atleti già laureati, che qui hanno anche possibilità di giocare a calcio. Il prossimo anno però introdurremo altri due programmi: uno è l'Undergraduate, ovvero il nostro percorso di laurea triennale, mentre il secondo si chiama Gap Year. Molto spesso in America i ragazzi, dopo aver finito il liceo, si prendono un anno sabbatico prima di iniziare lo studio al college, all'università: ecco, noi gli proponiamo di farlo in Italia, giocando a calcio, per migliorare e tornare poi in USA con una borsa di studio più alta – continua il prsidente di College Life Italia - Ci aspettiamo, con questi due nuovi programmi, di incrementare i numeri in maniera importante, di portare quindi da 35 a 100 gli studenti di altri Paesi che vengono nello Stivale. Ma non è finita, perché stiamo anche cercando il modo di poter partecipare, pure fuori classifica, ad un campionato regionale del Lazio, probabilmente la Promozione: l'obiettivo è avere la nostra squadra e dare la possibilità a questi ragazzi di giocare con continuità, perché non è così semplice far giocare un ragazzo straniero nei nostri club dilettanti, al contrario del settore Femminile dove abbiamo diverse giocatrici in Serie B tra Lazio Women e Roma Femminile. Anche perché l'Italia è l'unico Paese in Europa dove, per le squadre dilettantistiche, c'è un limite di massimo due elementi extracomunitari, situazione che per esempio non si verifica in Spagna, Germania o altrove: stiamo cercando di sensibilizzare riguardo questa dinamica, affinché il nostro programma possa avere ancor più valore”. Dulcis in fundo, la ciliegina sulla torta, come racconta Stefano Radio: “Abbiamo annunciato che Marco Materazzi entrerà a far parte della nostra struttura in qualità di Brand Ambassador e Director of Coaching dell'Academy di College Life Italia: si parla di un campione del mondo che ha vinto anche una Champions League e tanti scudetti, una persona allo stesso tempo umile, determinata a mettersi in gioco e che incarna il nostro modo di fare. Stiamo allestendo uno staff tecnico molto importante per l'anno prossimo”.

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