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L'Intervista

La Pietra: "Pronti a ripartire, aspettiamo il nuovo format"

Il dg del Ladispoli a 360°: "Come club siamo sempre stati vicino ai tesserati"

30 Dicembre 2020

La Pietra ©Ladispoli

Il ds Gioacchino La Pietra (©Ladispoli)

Un nuovo progetto interrotto proprio sul più bello, ma anche questa seconda sosta forzata non ha spento l’entusiasmo del nuovo corso del Ladispoli targato Sabrina Fioravanti. Gioacchino La Pietra spiega come tutto questo è stato possibile, con infiniti sforzi compiuti per stare il più vicino possibile ai tesserati e alle loro famiglie. Allenamenti mai interrotti, naturalmente rispettando ogni indicazione arrivata dalle istituzioni sportive e governative, e tante iniziative social per cercare di allietare in qualsiasi modo tutte le persone che gravitano intorno a questa nuova avventura. Ultima in ordine di tempo il video di Natale: “Saranno feste particolari – spiega La Pietra – Ma le trascorreremo comunque con il sorriso, cercando di trasmetterlo anche a tutte le persone che fanno parte della famiglia rossoblù”.

Un anno terribile Con il passaggio di consegne da Umberto Paris all’attuale presidentessa, la piazza aveva risposto con rinnovato trasporto alle ambizioni illustrare durante la festa di presentazione. Poi il Covid-19, purtroppo, ci ha rimesso lo zampino: “La nuova stagione era iniziata con tantissimo entusiasmo – conferma il direttore – Le novità portano sempre grande curiosità e partecipazione e posso assicurare che, nonostante tutti questi problemi, siamo riusciti a tenere il morale alto. Ora speriamo che questi incubo termini il prima possibile, permettendoci di tornare alla normalità”. Un’attesa trepidante, per comprendere quale sarà il destino dei campionati: “Vediamo se ci sarà un cambio di format, a mio modo di vedere necessario. Qualunque sia la scelta noi ci faremo trovare pronti, in questi mesi siamo sempre stati sul pezzo con gli allenamenti e siamo pronti a riprogrammare la seconda fase dell’annata”. Anche se il dirigente tirrenico sembra avere le idee ben chiare sulla strada da percorrere: “Penso sia difficile disputare sia l’andata che il ritorno, mi sono fatto due calcoli, come tutti, e con sei turni infrasettimanali arriveremo all’ultima di giugno. Questo naturalmente se tutto filerà liscio, perché ritengo impossibile che fino a questa estate nel calcio laziale non ci siano più contagi da Covid con conseguenti rinvii”. Stesso giudizio sull’attuabilità, almeno per la maggior parte dei club, su un eventuale protocollo sulla falsa riga di quello attuato dalla Serie D: “Ho sentito parlare di prezzi molto vantaggiosi, addirittura della possibilità di spendere meno dei 9.50 euro ad unità come accaduto nell’Interregionale, un accordo senza dubbio ottimo. Il problema, però, è che le realtà più piccole non possono sostenere neanche questi esborsi. Già la situazione è quella che è, qui si parla di almeno seimila euro a club per concludere i campionati, una spesa davvero importante. Poi se consideriamo che in generale una squadra con ambizioni parte già in perdita... A noi non arriva ad inizio anno l’assegno di Sky, se arrivasse l’assegno di Sky allora se ne potrebbe parlare tranquillamente. Inoltre non è semplice neanche a livello organizzativo, Ladispoli da questo punto di vista è un’Isola Felice, ma basta pensare le attenzioni che vanno riposte su ogni singolo allenamento per comprendere come qualche società possa andare in difficoltà anche sotto questo aspetto”.

Al fianco dei ragazzi “Come già detto non ci siamo mai fermati, siamo convinti che fosse l’unica strada per dimostrare credibilità ai nostri tesserati. Abbiamo preso un impegno con loro, non vedo perché non dovremmo rispettarlo” dichiara La Pietra sul rapporto con i calciatori. In queste settimane il dibattito sulla sospensione dei rimborsi da parte delle società si è acceso particolarmente, ma il DG non ha dubbi su quale parte scegliere: “Tutti parlano di dilettantismo, ma si scordano che questi ragazzi fanno tanti sacrifici, rinunce, per giocare con le nostre società. Ecco perché ritengo giusto che gli atleti continuino a percepire il proprio rimborso nonostante lo stop. È una questione di parola data e poi parliamoci chiaramente: quando tu sai che a fine mese per il tuo impegno ti viene promesso un tot, ci fai affidamento giusto? Perché non dovresti farcelo anche durante questo periodo, a maggior ragione? Sento tanta superficialità su questo tema, facile dire di fermare tutto e di cercarsi un lavoro, senza considerare che magari qualcuno conta su quel rimborso per mandare avanti la famiglia. Ma di cosa parliamo? Altrimenti si cercherebbero un secondo mestiere”. Vicino alla squadra, che spera di riprendere il percorso intrapreso prima dello stop quando si tornerà in campo: “Come budget ad inizio stagione siamo partiti come quinta, sesta forza del girone. Ora alcuni gonfiano i nostri costi, magari colti dall’invidia, ma posso assicurare che è così. La nostra forza è stata quella di investire sugli uomini, professionisti come Carelli, Scorsini, Laurini e tante altre figure. È stata una mia scelta, presa non appena Sabrina Fioravanti mi ha chiesto di programmare il futuro. Sono convinto che ogni settore deve essere guidato da persone competenti, dall’attività di base alla prima squadra, passando per l’agonistica. Con gli uomini giusti al posto giusto puoi colmare i gap economici, noi ne siamo l’esempio più lampante. Vi posso assicurare che c’è chi ha speso molto più di noi e si trova dietro in classifica”.

Il Comitato Naturalmente il Ladispoli segue con grande attenzione anche l’evolversi della campagna elettorale per il Comitato Regionale Lazio e a La Pietra non dispiace questa corsa a due: “Sicuramente la novità di avere due candidati fa bene al movimento, perché anche chi è attualmente alla guida si sente maggiormente stimolato. Sento tante nuove idee, ma ho letto con attenzione l’intervista di Nicola Vilella e non posso che sposare la sua linea. Come il presidente della Romulea penso che ci sia il bisogno di affontare discorsi soprattutto sul calcio giocato, invece sento solo parlare di risparmiare, di finanziare, come se si scoprisse oggi che il presidente di un club dilettantistico non rientra mai dei soldi spesi. Chi affronta questo percorso sa bene che il suo è un investimento nel sociale, non per guadagnare. Può auspicare ad un ritorno di immagine, quello sì, ma non può pensare ad un vantaggio economico”. Anche se ha ben chiara la necessità di riformare al più presto un settore che rischia seriamente il collasso: “Servono normative ad hoc per rendere questa situazione meno pesante possibile dal punti di vista della sostenibilità, ragionando anche sul post pandemia. Non bisogna dimenticare che il Cr Lazio è una vera e propria azienda, per sostenere delle spese ha bisogno di ricavi e quindi servono nuove soluzioni per riuscire a garantire un futuro sereno anche dopo la fine del Covid, che sicuramente lascerà strascichi anche dopo l’emergenza. Si parla di tutelare l’attività sportiva di milioni di persone, un patrimonio sociale che deve essere tutelato. E per farlo serve la giusta competenza”.

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