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l'intervista

Lorenzo Tarquini ricorda Carboni: "Per me è stato come un secondo padre"

L'attuale preparatore atletico del Villalba è stato allenato dal compianto mister ai tempi del Savio, per poi diventare suo collaboratore

02 Febbraio 2021

Villalba Tarquini

Villalba, il preparatore atletico della prima squadra Lorenzo Tarquini

A quasi un mese dalla scomparsa di Mauro Carboni, il suo ex giocatore, e successivamente collaboratore Lorenzo Tarquini, oggi preparatore atletico del Villalba Ocres Moca, ci ha parlato del rapporto che avevano, e dell’uomo che Carboni era: “Ero suo giocatore nel 2004/5, quando con il Savio abbiamo vinto il campionato Allievi Dilettanti, e da quell’anno il nostro rapporto è cresciuto sempre di più, finché sono diventato suo collaboratore come preparatore atletico. Ho 32 anni e lo conosco da quando ne ho 16, per me è stato come un secondo padre, non solo sul piano calcistico - esordisce - A primo impatto sembrava duro, rigido, però era una persona onesta, con i ragazzi grandi e con quelli più piccoli, ma anche con collaboratori e magazzinieri, bisognava semplicemente conoscerlo. Di lui come allenatore ne parlano molti, ma viverlo come persona era diverso. Una delle prime cose che mi disse fu: 'è facile dare tutto te stesso a chi fai giocare sempre, ciò che è difficile, è rimanere dentro a chi gioca poco o niente, perché il loro miglioramento è la nostra vera vittoria'. E ricordo che quando eravamo ad Ostia c’erano tanti ragazzi che in prima squadra non giocavano mai, a fine anno avevano la possibilità di cambiare squadra ma rimasero quasi tutti, proprio perché Mauro era riuscito ad arricchire anche loro”. Oggi Tarquini è il preparatore atletico del Villalba, ma è ancora vivo in lui il ricordo degli anni in cui lavoravano insieme: “Con lui era difficile non trovare un punto di incontro sul lavoro in campo, non mi ha mai messo i bastoni tra le ruote, spesso mi dava consigli e si adattava addirittura lui a ciò che proponevo, ed è rarissimo trovare un tecnico così, di solito noi collaboratori dobbiamo adattarci alle idee del mister. Sono andato con lui alla Lupa Roma, dove ho preso i punti per fare il patentino Uefa B, ed anche in questo percorso mi è stato vicino - prosegue Tarquini - Spero di essere stato importante anche io per lui, avevamo un bel rapporto, non sentivamo il bisogno di dirci quanto ci volessimo bene, ci saremo abbracciati due volte, ma ci capivamo con uno sguardo, e un’intesa del genere non so se la troverò più in futuro. Ancora ricordo di quando ci abbracciammo dopo una grande vittoria a Trastevere, o di quando un giorno mi disse scherzando che parlava più con me che con sua moglie, sono momenti che dopo tanti anni restano impressi. Attualmente collaboro con Diego Leone che è moto simile a lui, infatti erano amici”. Per Tarquini la perdita è stata grande, anche perché i due non hanno mai smesso di sentirsi, anche negli ultimi mesi: “Poco dopo il lockdown mi aveva detto di stare male, ci sentivamo almeno tre o quattro volte a settimana, era migliorato tra agosto ed ottobre, ma chiamarlo mi faceva un po’ male, perché anche parlando con i figli sapevo come stava. In queste situazioni sai che il peggio può succedere, ma non lo realizzi veramente finché non succede. A Villalba spesso veniva a vedere le nostre partite, nonostante non collaborassimo da due anni avevamo ancora un bellissimo rapporto, e spesso ci dicevamo che l’anno successivo saremmo tornati a collaborare, lo volevamo entrambi, ma purtroppo ora non è più possibile”.

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