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L’INTERVISTA

Matteo Monteforte: "Aranova, la mia famiglia ed i successi"

Parola all’attaccante rossoblù che dopo aver esordito in campionato segnando contro la Boreale si confessa raccontando aneddoti del suo passato

23 Settembre 2021

Matteo Monteforte esulta (Ph. Alessio De Luca)

Matteo Monteforte esulta (Ph. Alessio De Luca)

A 28 anni è nel pieno della sua maturità calcistica e continua ad illuminare le scene del calcio laziale tra gol, assist e giocate sopraffine: Matteo Monteforte ha voglia di essere protagonista con l’Aranova ma ricorda con piacere diverse esperienze del suo passato.

Buongiorno Matteo, il campionato con l’Aranova è iniziato con il piede giusto con un successo interno ed un tuo gol nel primo tempo: cosa ti aspetti a livello personale e di squadra da questa stagione? Credi che la squadra possa lottare per i piani alti della classifica fino a fine anno?

"Era importante partire col piede giusto in casa anche davanti ai nostri tifosi, una vittoria importante contro una squadra come la Boreale che darà fastidio a tutti. A livello personale sono contento per il gol, ma la cosa più importante erano i 3 punti. Dedico la rete di domenica ai miei figli Mathias, Leonardo e alla mia compagna Brenda. Mi aspetto un’annata importante da parte della squadra ma senza pensare a lungo termine, dobbiamo costruire il nostro cammino settimanalmente e preparare ogni singola gara come una finale. Noi siamo l’Aranova e dobbiamo entrare in campo per fare 3 punti contro tutti".

In carriera hai già giocato con diverse squadre nel Lazio segnando e vincendo tanto: quali sono le annate che ricordi con maggiore piacere? Raccontaci qualche aneddoto o retroscena che non dimenticherai mai…

"Ho avuto la fortuna di giocare sempre in squadre importanti con giocatori forti, le annate che ricordo con maggior piacere ovviamente sono Albalonga, Artena ed Aprilia, dove vincendo il campionato abbiamo conquistato il salto in D. Per quanto riguarda l’Albalonga un cammino impeccabile vincendo prima la Coppa e poi il campionato con 13 vittorie consecutive. Bellissima anche la rimonta con l’Aprilia di mister Venturi. Ma l’aneddoto che mi resta più a cuore è la cavalcata con la Vis Artena di mister Punzi, ad inizio stagione ci inserirono a sorpresa nel girone A dopo 10 anni nel B, ed il presidente Matrigiani fece un’intervista dove dichiarava di voler ritirare la squadra. Noi sapevamo già di essere forti e di poter dire la nostra in quel girone:così è stato vincendo il campionato all’ultima giornata. Spero il prossimo anno di inserire la mia Aranova tra queste!".

Tema vaccino: come ti poni in questa delicata vicenda? Hai qualcosa da dire o da consigliare in merito a questo argomento? Credi che la ripresa definitiva sia più vicina?

"Personalmente appena ho avuto la possibilità di vaccinarmi non ci ho pensato due volte. Per uscire bisogna fare ancora qualche sacrificio verso noi stessi e verso gli altri, ma penso che questa sia la strada giusta!".

Nel mondo del calcio non è semplice stringere amicizie durature: tu ci sei riuscito nel corso degli anni? Hai delle persone che vuoi citare con cui hai legato maggiormente? Chi ti ha insegnato di più a livello calcistico ed umano in questi anni?

"Non cito nessuno per non fare torti , ma ringrazio il calcio per avermi fatto conoscere persone che ad oggi fanno parte della mia famiglia. Io ho un carattere molto particolare: o mi ami o mi odi e le persone che mi amano me le tengo ben strette. A livello calcistico cito due tecnici: Francesco Punzi e David Centioni. Il primo mi ha preso che ero un bambino non ancora maggiorenne e mi ha messo proprio lui nel ruolo di esterno di destra ed anche a livello umano e comportamentale oltre a quello calcistico è stato fondamentale, ci siamo ritrovati qualche anno fa insieme a vincere un campionato ed è stata un’emozione bellissima. Mister Centioni è stato una grande scoperta sotto il profilo tecnico e umano, mi piace molto la sua idea di calcio e sono sicuro che farà grandi cose".

Hai un sogno nel cassetto nel mondo del calcio? Credi che il futuro a lungo termine sia sempre in questo mondo anche in altri ruoli?

"Il mio sogno nel cassetto è continuare a giocare divertendomi, ora ho 28 anni spero di continuare ancora qualche altro anno (ride, ndr). Per quanto riguarda il futuro, una volta smesso di giocare, chiuderò definitivamente con il calcio e mi godrò a tempo pieno mia moglie e miei due figli Mathias e Leonardo magari accompagnandoli agli allenamenti o a qualche partita, per me sarà comunque uno stop definitivo".

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