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L’INTERVISTA

Gianluca Pollace: "Lazio, Aprilia e il mio sogno speciale"

Il capitano dell’Aprilia racconta questo straordinario inizio di nuovo anno con la squadra di Galluzzo al secondo posto in classifica

27 Ottobre 2021

Gianluca Pollace

Gianluca Pollace (Foto ©Claudio Cesetti)

E’ tornato nel Lazio nella passata stagione e quest’anno ha deciso di restare ad Aprilia diventandone capitano e leader: Gianluca Pollace sta guidando la difesa della formazione di mister Giorgio Galluzzo che, ad oggi, è partita come meglio non poteva ritrovandosi al secondo posto con 16 punti conquistati nelle prime 6 giornate di campionato.

Buongiorno Gianluca, il vostro inizio di stagione è stato davvero eccellente con 7 vittorie ed 1 pareggio nelle prime 8 gare ufficiali: ti aspettavi una prima parte di stagione così importante? Quale è secondo te il segreto che vi sta portando così in alto? Sei orgoglioso di poter indossare la fascia di capitano di questa squadra?

"Abbiamo trovato una quadratura, ci stiamo comunque allenando sempre forte con allenamenti sempre a ritmo alto. Io penso che questo sia il segreto: sacrificio, allenamento e soprattutto spirito di squadra. C'è tanta voglia di esprimere il gioco che ci sta facendo fare mister Galluzzo, ci stiamo riuscendo piano piano. Comunque la squadra è unita, siamo un gruppo unito anche al di fuori del campo e questo poi nel pallone fa la differenza".

Il tuo passato nelle giovanili della Lazio è importante: cosa ti ricordi di quegli anni e chi sono le persone che ti hanno insegnato di più nel corso della tua esperienza biancoceleste?

"Per quanto riguarda il mio passato, di persone che mi hanno aiutato molto ricordo mister Bollini che mi ha cresciuto proprio come giocatore. Sono arrivato lì che venivo dagli Allievi Nazionali e ho iniziato a diventare giocatore proprio grazie alla tattica, agli insegnamenti e anche all'educazione calcistica anche al di fuori del campo e al sapersi comportare. Lo stesso Simone Inzaghi mi ha dato tantissimo, mi ha cresciuto tantissimo e a loro devo tanto".

Nel corso della tua carriera chi sono i calciatori con cui hai giocato che reputi i più completi in assoluto e che avrebbero meritato maggior fortuna nel corso del loro percorso a tuo avviso?

"Keita secondo me è il più forte e completo con cui ho mai giocato insieme, però il suo percorso l'ha fatto più che bene e lo sta facendo ancora benissimo. Di altri ragazzi che magari si sono un po' persi diciamo, ricordo Riccardo Serpieri che stava sempre con noi alla Lazio, anche lui molto bravo però poi le strade non sono combaciate con quelle che dovevano essere".

L’anno scorso con mister Galluzzo avete conquistato risultati importanti solo a tratti, quest’anno sembra esserci una maggiore consapevolezza: quale è il tuo giudizio sul tecnico e sullo staff a vostra disposizione in questa stagione? Cosa pensi dell’organizzazione del club? Sarebbe pronto a tuo avviso per il professionismo?

"Io ho fatto la scelta di rimanere qui anche perché sapevo della scelta del mister. Io credo che Galluzzo avendo fatto anche il professionismo è un allenatore e una persona che si avvicina alle basi del professionismo, di conseguenza mi ci sono trovato sempre molto bene. Gli allenamenti sono sempre ad alta intensità, lo staff è tutto competitivo, dal Prof. al mister dei portieri al magazziniere. Poi alle spalle abbiamo una società in cui sono stato già in passato. È una società solida, non ci sono mai problemi e anche questo ad un calciatore garantisce la serenità che porta risultati. Siamo contentissimi di tutto l'entourage, dallo staff al magazziniere, allo stesso team manager Pierluigi Sperduti, che è una persona molto professionale. Tutti svolgono il loro mestiere al 100% e anche questo anche fa la differenza perché tutto parta ai risultati, soprattutto questi dettagli".

Quale è il sogno nel cassetto di Gianluca Pollace uomo e Gianluca Pollace calciatore?

"Il mio sogno da uomo è crearmi una famiglia, comprarmi una casa e dare una mano a sistemare tutta la famiglia per avere una tranquillità totale per affrontare una vita serena. Per quanto riguarda il mio sogno da calciatore, mi ricordo che questa domanda me la fecero quando avevo 17 anni proprio alla Lazio, ed avevo risposto di giocare la Champions League. La cosa ad ora è un po' dura però sognare non fa mai male per cui ti rispondo sempre allo stesso modo, giocare una partita di Champions League".

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