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L’INTERVISTA

Luca Italiano: "Il gol è emozione, il calcio è vita"

Parola al bomber dell’Indomita Pomezia che racconta episodi ed aneddoti passati e presenti della sua carriera

30 Ottobre 2021

Luca Italiano

Luca Italiano

Ha raccolto sicuramente meno di quanto avrebbe meritato negli anni di calcio giocato disputati fin qui perché Luca Italiano è un attaccante con grandissime potenzialità. Ad Aranova ha segnato grappoli di gol per poi trasferirsi all’Indomita Pomezia, club in cui milita oggi.

Buongiorno Luca, nell’ultima sfida sei risultato decisivo per la tua Indomita Pomezia: come giudichi la vostra crescita e quanto è importante per un attaccante fare gol e trascinare i compagni alla vittoria? Cosa pensi di questo inizio di stagione per te e per voi? Con quali obiettivi siete partiti?

"Personalmente penso che il gol sia la cosa più bella che esiste, l'emozione più grande che uno possa provare in uno sport, per me è tutto. Ovviamente parlando di collettivo quando aiuta la squadra a raggiungere la vittoria è perfetto. L'inizio di stagione è stato nel complesso buono. Sicuramente abbiamo lasciato qualche punto, meritavamo secondo me qualcosa in più. Siamo soddisfatti, gli obiettivi sono quelli di una salvezza che quest'anno non è semplicissimo da raggiungere visto che questa stagione sono 8 le squadre che vanno a fare i play-out. Non è una cosa semplice ma è quello che ci siamo prefissati".

Tu hai girato diversi club in carriera: quale è l’esperienza che è rimasta rispetto ad altre nel tuo cuore e il campionato che non dimenticherai mai? Se dovessi scegliere 3 compagni di squadra che ti hanno insegnato di più chi citeresti?

"Sicuramente gli anni dove fai bene e raggiungi l'obiettivo di squadra sono quelli che ti rimangono più nel cuore, io lo dico in ordine di anni, il primo anno dell'Unipomezia della Promozione e l'anno dell'Aranova sempre in Promozione sono gli anni secondo me più belli. Il campionato che non dimenticherò mai è proprio con l'Aranova, a prescindere dal record di gol personali in un solo campionato, è stato splendido tutto e non c'è una sola cosa da recriminare. Dal primo giorno che sono arrivato ho trovato tutto quello che un giocatore dilettantistico spera di trovare in una squadra. A partire dai tifosi che tuttora sento, i compagni e la società che era una vera e propria famiglia. Quello è stato molto importante per me. Per quanto riguarda i compagni di squadra che mi hanno insegnato ne dico uno su tutti che secondo me è stato un esempio, perché avevo 16-17 anni, stavo comunque sia crescendo, erano i primi allenamenti che facevo in prima squadra, e parlo di Corrado Zanchi ad Ostia. Io lo vedevo come classico bomber affermato di queste categorie e io ero un giovane che stava crescendo".

L’Eccellenza è ripartita in modo regolare: quali sono a tuo avviso le tre favorite per la vittoria finale nei 3 gironi? Nel vostro raggruppamento quali credi siano le formazioni più attrezzate?

"Finalmente il campionato è ripreso. Io direi che secondo me in tutti e tre i gironi stanno rispettando le aspettative. Penso quindi Pomezia Girone A, Tivoli Girone B e Lupa Frascati Girone C. Essendo sinceri il girone B è sicuramente quello meno attrezzato di tutti e questo è palese. Però a parte Tivoli che secondo me farà un campionato a parte ci sono tutte buone squadre nel complesso, Villalba, Anzio, Tor Sapienza. Le squadre che stanno lì sono squadre di pari livello per fare un campionato quantomeno per giocarsi quei posti".

Sappiamo che hai costruito una famiglia e tutto procede per il meglio: quanto è importante per un giocatore avere una stabilità sotto questo punto di vista? Quali sono le sensazioni che provi quando in tribuna ci sono loro?

"La tranquillità professionale di un giocatore e di un ragazzo secondo me è tutto. Se un ragazzo arriva al campo scarico e fa questo per divertimento e quindi riesce a divertirsi senza altre rogne o altri pensieri secondo me è tutto. La mia famiglia mi ha aiutato tantissimo. Prima mia moglie che mi ha sempre seguito. A Genzano per esempio ho avuto un periodo così così durante le prime partite, poi insieme siamo riusciti a superarlo ed è andata alla grande. Ad Aranova nel campionato dopo che mi sono sposato è il campionato in cui ho raggiunto il mio record. Quindi diciamo che la famiglia è tutto. Poi adesso quando vedo mio figlio in tribuna ed è qualcosa di inspiegabile".

Quale è il sogno nel cassetto di Luca Italiano nel mondo del calcio e cosa pensi di voler fare dopo considerando che già lavori e stai cercando di andare avanti anche in quello?

"Diciamo che i sogni nel cassetto ce li hai da bambino. Ad oggi nel calcio non c'è qualcosa di specifico. Sì lavoro e ho delle attività quindi sicuramente mi concentrerò su quello con tutto me stesso una volta finito. Però il calcio per me è stato vita nonostante io abbia raccolto meno di quello che ho dato. Non parlo di una questione di potenzialità, non dico che avrei dovuto fare la Serie A però soprattutto da ragazzo mi sono impegnato tanto e secondo me ho più dato al calcio che ricevuto. Nonostante questo rimane il primo amore, il pallone è vita. Quindi chissà, non so se un domani mi piacerebbe rimanere nel calcio come qualche figura dirigenziale, questo non lo so dire. Ad oggi dico che l'Indomita mi ha sorpreso, io sono di Pomezia e quindi già ne avevo sentito parlare, peró poi dopo quando realmente la vivi capisci bene. L'Indomita Pomezia è genuina, sono tutte persone fantastiche, un gruppo di amici stupendo. È come stare in una comitiva quando vai agli allenamenti, una cosa veramente eccezionale. Ad oggi spero di fare bene per una società che lo merita e che comunque sia mi sta dando tanto. Vengo da un infortunio, ho avuto due partite non particolarmente felici e nonostante questo società e ragazzi sono i primi tifosi quindi io ti dico che ad oggi, senza sognare e cercano di essere un po' più realistico, spero solo di fare bene quest'anno e nel prossimo futuro".

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