Cerca

L’INTERVISTA

Erik Laghigna re di Nettuno: "Dedico tutto alla mia famiglia"

Le parole del bomber che si confessa dopo un grande inizio di stagione

04 Novembre 2021

Erik Laghigna esulta (Ph. Gazzetta Regionale)

Erik Laghigna esulta (Ph. Gazzetta Regionale)

Segna da tanti anni grappoli di gol nel nostro calcio regionale e dopo aver lasciato l’Aprilia e la Serie D per motivi strettamente lavorativi ha deciso di scendere in Promozione con la maglia del Nettuno e guida attualmente la classifica marcatori con 6 reti in questa primissima parte di stagione: Erik Laghigna ha grandi ambizioni e non lo nasconde parlando a 360 gradi di varie tematiche.

Buonasera Erik, nell’ultima sessione di calciomercato sei passato dalla Serie D con l’Aprilia al Nettuno in Promozione per una scelta principalmente legata al lavoro: come ti stai trovando al Nettuno e come giudichi il vostro inizio di stagione?

"Sono andato via dall'Aprilia perché ho avuto un'opportunità lavorativa che non ho voluto farmi scappare. So benissimo di essere un calciatore che poteva stare a quei livelli in Serie D però per me il lavoro viene prima di tutto. Sono felicissimo di essermi lasciato in buoni rapporti con squadra e società che hanno capito la mia esigenza".

Hai messo a segno una tripletta nell’ultima gara di campionato per te che i gol li hai sempre segnati: come mai non sei riuscito a importi secondo te in categorie superiori? Credi di avere delle colpe o nel momento migliore magari non sei stato fortunato? Cosa serve secondo te per stabilirsi nel calcio professionistico?

"Si, ho messo a segno una tripletta domenica e di questo ovviamente ne sono felicissimo. Io come dici tu di gol ne ho sempre fatti, forse si, potevo fare categorie superiori però magari nel momento giusto non sono stato fortunato o non sono stato io pronto a farle, o magari non ero nelle condizioni migliori per poterle fare. Sono sicuro però che le avrei potute fare, questo lo dico chiaramente. E non lo dico per presunzione ma perché credo in me stesso, so cosa posso fare. Per stare nel calcio professionistico serve tantissimo impegno, dedizione, sacrificio, tanta tanta fortuna e soprattutto conoscere persone che ti fanno stare sereno. Cosa che io nella mia piccola carriera non sono riuscito a trovare più di tanto".

Quali sono le ambizioni del Nettuno e quali credi possano essere le antagoniste principali del vostro girone? Hai un obiettivo personale in questa stagione? A chi dedichi ogni tua gioia calcistica?

"Questa è una bella domanda. Io non mi intendo benissimo di questo campionato perché non faccio la promozione da tanti anni però ci sono 2-3 squadre molto organizzate e competitive, lo stesso Palocco o Pescatori Ostia. Io parlo di quelle con cui ho giocato fino ad oggi. Il Pescatori Ostia ha pochi punti in classifica ma si è dimostrata una squadra che sa quello che vuole ed esprime il suo gioco. Secondo me noi se guardiamo il nostro e giochiamo da squadra, si vede che ogni partita cresciamo sempre di più e non abbiamo dirette concorrenti. Questo non lo dico perché noi siamo una squadra di fenomeni ma perché alcuni compagni li conosco da diversi anni e con parecchi già ci ho giocato e so che abbiamo potenzialità che altre squadre non hanno. Le mie vittorie, le mie gioie e anche i miei dolori li dedico alla mia famiglia e alla mia compagna. Io sono veramente particolare e loro mi hanno veramente non dico supportato, ma sopportato sicuro. Ci hanno messo anche loro tanta roba veramente".

Chi sono i Presidenti, i direttori sportivi e i tecnici che ti hanno trasmesso di più dal punto di vista umano in questi anni di carriera? Chi ti ha fatto crescere maggiormente e perché?

"Io lo dico senza voler fare torto a nessuno, ma si parla di gioie e quando si vince sono sempre gioie. Io ho Roberto Matrigiani che tuttora sento come amico. Ormai io e lui non siamo più calciatore e Presidente ma amici. Ogni tanto cominciamo i discorsi con lui che mi dice 'ti parlo da padre a figlio' ed è una frase che mi dice spesso. Sinceramente pure con Walter Valle ci ho passato diversi anni, ci sono state, oltre agli anni che ci ho giocato, diverse volte che ci potevo tornare e con lui ho vinto e quando si vince è sempre bellissimo. Ovviamente parlo pure di Antonio Pezone che si merita rutto il mio rispetto per la persona che è, e parlo della persona e non del Presidente perché di quello non serve che lo dico io, è uno dei più ammirati della Serie D. Io ne volevo parlare a livello umano perché si è dimostrato veramente sempre una grandissima persona di parola. Riguardo i direttori sportivi non è semplice rispondere perché i direttori sportivi sono a mio avviso una categoria particolare quindi non ne parlo più di tanto e non ci condivido tanto con i direttori. Devo però ringraziare un direttore che mi ha dato fiducia ed è stato Luigi Visalli con cui sono stato ad Aprilia. Io ero a casa, senza allenamento, c'era il Covid e l'Eccellenza ferma, lui mi ha avuto, mi ha sempre stimato. Sa che io i gol li faccio e mi ha dato la possibilità di entrare nel gruppo dell'Aprilia e grazie lui sono riuscito a farmi l'anno scorso e quest'anno e farmi conoscere anche in quel campionato. Questo ci tengo a dirlo perché ha creduto in me. Cito anche Enrico Pagliaroli della Tivoli con cui ho un ottimo rapporto ed è diventato un vero amico. Di mister che mi hanno dato veramente tanto, avendo cambiato tante squadre, ne ho un paio. Io con il mister che ho adesso Aldo Panicci ci ho giocato anni fa e mi ci sono trovato benissimo, lui è una delle grandi motivazioni che mi ha spinto qui a Nettuno. Poi ho avuto un grandissimo mister che voglio nominare perché ce l'ho avuto solo un mese, sembrerà strano da dire ma mi ci sono trovato veramente benissimo, è il mister Cristiano Di Loreto che ho avuto a Palestrina, veramente un grande allenatore. E un altro grandissimo mister che ho avuto e con lui ho vinto il campionato ad Artena ed è veramente un mister preparato è Francesco Punzi, un grande allenatore, uno che insegna veramente tanto".

Quale è il tuo sogno nel mondo del calcio e nella tua vita?

"Adesso lavorando spero di portare il Nettuno più in alto possibile perché credo che starò qui molto e non voglio perdere tempo. Voglio cercare di vincere quest’anno assolutamente e il prossimo anno, società permettendo, fare un campionato competitivo anche in Eccellenza. Sarebbe bello portare il Nettuno in alto perché uno dei primi campionati che ho vinto è stato proprio con il Nettuno e mi è dispiaciuto veramente tanto non vederlo fare più le categorie importanti. Non che la Promozione non lo sia ma il Nettuno merita di stare più in alto".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE