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L’INTERVISTA

Lorenzo Regis racconta: "Villalba, Leone e… Dzeko"

Parola al bomber della squadra di Leone che sta trascinando la squadra in fase positiva

02 Dicembre 2021

Lorenzo Regis in azione (Ph. De Cesaris)

Lorenzo Regis in azione (Ph. De Cesaris)

Tre vittorie consecutive che hanno significato 9 punti importantissimi per il Villalba che si è allontanato dalla zona calda e si trova a 17 punti in ottava posizione a pari merito con la Vigor Perconti: determinante il contributo in tal senso di Lorenzo Regis, attaccante classe 1989 a disposizione di mister Diego Leone.

Buongiorno Lorenzo, il Villalba è in serie positiva e tu stai contribuendo in modo determinante alla vostra risalita: come giudichi la prima parte di stagione? Quale è il tuo giudizio sulla società? Dove pensi sia possibile arrivare?

"Si, il Villalba è in serie positiva. Finalmente siamo usciti da un periodo che ci aveva visto un po' zoppicanti. Abbiamo recuperato tanti infortunati che avevamo, abbiamo ricostruito quel gruppo che c'era all'inizio dell'anno che sapeva di poter fare un campionato di media-alta classifica. Il nostro obiettivo è sempre la salvezza, poi arrivati lì ci potremo andare a divertire. La nostra è una squadra che ha dei grossi valori, ha zoppicato all'inizio per vari motivi ma quello che si sta vedendo ora è il vero valore del Villalba, un gruppo fatto di ottimi giocatori, ottimi giovani ed uno staff competente. Un gruppo con degli attributi e dei valori di unione molto importanti. La società è ottima, ti fa lavorare bene, sono tornato perché ti fa vivere il calcio per come va vissuto in questa categoria. Rispetta sempre gli impegni, è una società sana, è una società familiare, in cui si può fare veramente bene sia se si fa parte dello staff sia per chi gioca. Una società da esempio secondo me in questa regione".

Quale è il tuo rapporto con mister Leone? Cosa ti senti di dire su quello che ti ha insegnato? Ci sono tecnici che vuoi citare che, nella tua carriera, ti hanno detto crescere?

"Il rapporto con il mister è fantastico, tanti ci prendono in giro dicendo che siamo padre e figlio. È un mister che mi ha visto crescere per tanti anni, sicuramente è il mister con cui mi sono espresso meglio nella mia carriera. Parlo con lui in continuazione, ci sentiamo spesso, continua a darmi consigli nonostante abbia 32 anni, su tante cose anche dal punto di vista caratteriale che posso migliorare, è una persona veramente importante. Domenica, dopo che ha avuto un lutto, fare quel gol e vincere 1-0 la partita con un mio gol è stata veramente la ciliegina sulla torta per chiudere quel cerchio e far capire veramente a tutti che siamo un grande gruppo. Se penso ad altri tecnici sicuramente devo fare i nomi di Guidi e Greco, quell'anno dell'Audace Genazzano mi hanno coccolato e creato loro e mi hanno fatto arrivare a quel sogno che è stato firmare il contratto professionistico con l'Ancona".

Ci sono dei riferimenti a livello professionistico di calciatori a cui ti ispiri? Cosa pensi sia necessario fare per arrivare a grandi livelli da parte di un giocatore?

"Un calciatore a cui mi ispiro è Edin Dzeko, un giocatore per me veramente straordinario. Le caratteristiche sono simili anche se mi vergogno un po' a fare questi paragoni. Per quanto riguarda oggi mi piace da impazzire Vlahovic, un po' fisicamente per quello che fa dentro al campo: protezione palla, scarico e attacco forte della porta, è quello che deve fare una punta di peso. Penso che sia necessario avere una costanza mentale oltre che le qualità ed una forza impressionante, perché non è facile come in tutti i lavori. Bisogna avere gli attributi e quando succedono le cose bisogna stare a testa alta, avere molta fiducia in se stessi, avere la forza di non abbattersi ma anche ascoltare chi si ha vicino".

Cosa pensi del tema pandemia? Come giudichi la situazione e cosa pensi sia fondamentale per evitare che il calcio dilettantistico si rifermi?

"Questo è un tema particolare, io sono convinto che il comportamento delle persone sia ciò che incide di più. Poi i vaccini sono l'arma che noi abbiamo, dobbiamo rispettare i protocolli e le indicazioni che ci danno e secondo me non si rifermerà il calcio come non si fermeranno tante attività perchè io vedo che, nonostante il menefreghismo di alcuni, le regole vengono rispettate. Secondo me con i vaccini e con i comportamenti adeguati non ci saranno i problemi di cui in tanti abbiamo paura".

Cosa sogni di fare dopo il calcio giocato? Hai già dei pensieri in merito al tuo futuro? Credi che per voi giocatori sia fondamentale portare avanti un lavoro insieme allo sport?

"Io già sto lavorando, mi sono laureato in scienze motorie, sto facendo il personal trainer in palestra. Sicuramente il mio sogno è quello di aprirmi una palestra, lavorare in un centro sportivo, o comunque lavorare per qualche federazione sportiva. Ma anche la scuola mi piacerebbe tanto, ho fatto la messa a disposizione, sto facendo dei master e un paio già li ho, mi piacerebbe restare nel mondo dello sport insomma. È importantissimo avere anche un altro lavoro perché sappiamo benissimo che il calcio è un po' ballerino in queste categorie, ma anche mentalmente fare solo il calciatore come qualsiasi altro mestiere non è ottimale. Avere una prospettiva un po' più ampia ti porta comunque ad essere più aperto, ad avere una visione della vita che ti permette di stare in questo mondo nel miglior modo possibile".

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