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L'intervista

Il bilancio di Melchiorre Zarelli "Noi precursori per il rilancio, ora un grande finale"

Il presidente del CR Lazio fa il punto in vista della chiusura della stagione, ma non solo

05 Aprile 2022

Melchiorre Zarelli

Melchiorre Zarelli e Giancarlo Abete (Foto ©GazReg)

Mancano poche settimane alla conclusione di una stagione complessa, inevitabilmente condizionata dalla pandemia. Una stagione che il Comitato Regionale del Lazio ha voluto fortemente portare a termine, anche nel momento in cui gli scettici insistevano per fermarsi, soprattutto all'inizio dell'anno solare, quando poi arrivò la decisione della FIGC di sospendere tutto per almeno due settimane. Uno sforzo che ha portato i suoi frutti, con i campionati dilettantistici e giovanili che, a eccezione di qualche recupero dovuto a casi di positività, si sono svolti in maniera lineare, forse più di quanto ci si aspettasse considerando l'andamento dei contagi a oggi. Il bilancio del Presidente Melchiorre Zarelli non può quindi che essere positivo, in vista di un finale che sicuramente regalerà emozioni: "Saranno play off al cardiopalma". Un confronto su tutto il movimento, dalle mancate finali di Under 19 all'annullamento del Torneo delle Regioni "scelta inevitabile", la dolorosa eliminazione dell'Italia dal Mondiale e i passi da compiere per rilanciare i nostri giovani talenti, la formazione delle consulte, la carenza di arbitri, il rilancio del Femminile, le kermesse che si disputeranno nella nostra regione, obiettivi e speranze in vista dell'immediato futuro.

Presidente, un'altra stagione complicata sta volgendo al termine, ma nonostante le difficoltà i campionati si stanno concludendo nel migliore dei modi. "Secondo me sì e per questo devo fare i complimenti alle società. C'è stata data la possibilità di disputare i campionati seguendo determinati protocolli e devo riconoscere che i club si sono adoperati nel miglior modo possibile per rispondere alle indicazioni della Federazione. Con l'Eccellenza abbiamo tutte le formazioni, o quasi, con 25 gare giocate, non era semplice. Inoltre molti dirigenti si sono professionalizzati in un ruolo, quello di responsabile sanitario, che potrà essere utile anche in futuro, quindi dalla disgrazia è uscito fuori anche qualcosa di buono. Stiamo arrivando alla fine, vediamo cosa accadrà durante l'appendice play off tra le prime classificate e le seconde".

Una formula, quella del triangolare, che lo scorso anno ha regalato spettacolo e che ne promette altrettanto anche al termine di questa stagione: è un format che potrà essere riproposto, questa sorta di finali dell'Eccellenza? "No, non penso. Abbiamo l'obbligo di tornare agli organici precedenti alla pandemia, le sei retrocessioni servono proprio a questo. Inoltre questa del triangolare è una formula spettacolare ma allo stesso tempo dolorosa, perché vincere il girone e partecipare agli spareggi non è il massimo per nessuno. Però le formazioni laziali impegnate in Serie D, anche quelle che erano partite con maggiori difficoltà, si stanno ben comportando e c'è la possibilità che tutte riescano a mantenere la categoria. Sarebbe molto importante perché meno ne retrocedono, più possibilità di ripescaggio ci sarà per chi raggiungerà un buon piazzamento in Eccellenza".

Abbiamo l'obbligo di tornare agli organici precedenti alla pandemia, le sei retrocessioni servono proprio a questo. Inoltre questa del triangolare è una formula spettacolare ma allo stesso tempo dolorosa, perché vincere il girone e partecipare agli spareggi non è il massimo per nessuno

Anche i campionati giovanili si stanno chiudendo senza troppi intoppi e c'è grande attesa per questa nuova formula dei play off, con le prime quattro di ogni girone qualificate. Che finali si aspetta? "Sto seguendo con attenzione, sono bellissimi campionati. Mi aspetto dei play off al cardiopalma, saranno coinvolte alcune delle formazioni più blasonate, ma anche tante sorprese. Sono certo che assisteremo a finali emozionanti e incerte. Cercheremo anche in quel frangente, come è stato fatto per la finale di Coppa Italia, di dare grande risalto all'evento. La finale tra Civitavecchia e Tivoli è stata l'occasione per risvegliare definitivamente il movimento, riaccendere la passione. In qualcuno magari troppo... Comunque è stata una bella manifestazione, peccato per il Civitavecchia e per quello che è successo anche fuori dal campo in Sardegna, anche perché hanno pagato con squalifiche pesanti. Non ci voleva proprio".

Sull'Under 19 Elite che non disputerà la fase nazionale che ne pensa? I club non l'hanno presa benissimo. "È una decisione saggiamente presa dalla Federazione a causa del persistere della pandemia. Immaginiamo cosa poteva succedere se più calciatori componenti la rosa risultavano contagiati. Sono dispiaciuto per qualche dirigente che ci teneva tanto, in questa categoria siamo protagonisti da sempre, ma questa è stata l'indicazione data e non possiamo fare altro che adattarci. Cercheremo di organizzare un grande finale di stagione per dare lustro a questo campionato e gratificare i ragazzi che lo disputano".

La mancata qualificazione ai Mondiali è di grande attualità e ha riportato in auge la necessità di una riforma anche delle categorie regionali, compresa la scuola calcio. Lei che ne pensa? "Come Cr Lazio è da qualche anno che stiamo lavorando per migliorare il movimento, iniziando proprio dall'attività di base. Secondo me le nostre scuole calcio sono strutturate in maniera ottima. Ormai tutti ricorrono a tecnici qualificati per sviluppare gli allenamenti, perché è chiaro che da lì usciranno fuori i futuri campioni".

Si parla molto di riforme, la Federazione cosa può fare? "Noi da anni, sia con il Caput Mundi, ma anche nel Torneo delle Regioni, con la Juniores componiamo rose quasi sempre sotto età. La creazione del campionato Under 18 è indicativo della nostra volontà di cambiare passo, sono tutte iniziative che servono a dare nuovo slancio all'attività giovanile. Inoltre siamo stati i precursori della suddivisione dei campionati in Elite, scelta che ha dato evidentemente i suoi frutti, come dimostrano i risultati delle nostre rappresentative e dei nostri club spesso ai vertici nazionali negli ultimi anni. Un modello che da questa stagione è stato ripreso anche dalla FIGC con la Primavera e da altri Comitati per le competizioni regionali. Questa divisione per livelli aumenta la competitività e non può che aiutare i ragazzi a crescere".

Anche sui giovani in età di lega per le prime squadre avete sempre chiesto uno slot in più. "E proseguiremo su questa strada, lo chiederemo al Presidente Abete (in foto a destra col presidente Zarelli) nel primo Consiglio Direttivo del 5 aprile. Dobbiamo portare le nostre idee e sicuramente chiederemo almeno tre slot per squadra per quanto riguarda l'Eccellenza e se possibile anche in Promozione. Largo ai giovani, dobbiamo ripartire da loro se vogliamo migliorare il futuro del nostro calcio".

La creazione del campionato Under 18 è indicativo della nostra volontà di cambiare passo, sono tutte iniziative che servono a dare nuovo slancio all'attività giovanile. Inoltre siamo stati i precursori della suddivisione dei campionati in Elite, scelta che ha dato evidentemente i suoi frutti

Intanto, secondo il suo programma elettorale, sono state costituite le consulte. "Sono gruppi di lavoro molto trasversali, che toccano tutto il territorio e tutte le categorie. Ci sono tanti giovani, tutti qualificati, che vivono di calcio ventiquattro ore su ventiquattro e che, molti dei quali, hanno partecipato ai corsi di collaboratore della gestione sportiva delle società. Hanno tutti gli strumenti per essere un sostegno prezioso per il Comitato presentando idee e progetti che saranno poi vagliati dal Consiglio Direttivo. Inoltre sono persone che, frequentando i nostri uffici e confrontandosi con i dirigenti attuali, verranno formate anche dal punto di vista federale".

Una necessità che lei sottolinea da anni. "Il Comitato è una macchina complessa, in giro ogni tanto sento troppa semplicità nell'affrontare determinati argomenti da personaggi che magari non sanno neanche quanto dura un mandato. Per intraprendere questa strada bisogna studiare e aggiornarsi sulle carte federali, conoscere la Giustizia Sportiva e le dinamiche dell'AIA. Qualcuno è molto preparato, ma molti sono ancora indietro".

A proposito di Giustizia Sportiva, è un organo completamente indipendete dal Comitato, eppure non tutti sembrano capirlo e puntano il dito contro il Comitato. "Sempre, ma sappiamo come funzionano le cose e abbiamo le spalle larghe. Ma lo stesso vale per il settore arbitrale, per il quale spesso siamo chiamati in causa: hanno una loro struttura, un loro presidente, un delegato per ogni categoria addetto alle designazioni. Questo per spiegare che molte volte, quando le cose non vanno bene, puntano il dito contro di noi spesso perché non hanno conoscenza di come le istituzioni siano strutturate e di come il movimento sia governato".

A proposito di arbitri: c'è stato il problema della carenza numerica. "Speriamo sia solo un momento di passaggio, ma penso di sì visto che in tanti stanno riscoprendo la voglia di intraprendere questo percorso. I numeri degli ultimi corsi sono

Mi sono giunte voci di giovani interessanti, un buon numero di elementi validi. Però è necessaria anche la preparazione sul campo, ok ai test a domanda e risposta, ma quando arbitrano devono essere in grado di mettere in pratica quanto indica l'AIA"

importanti, bisogna avere pazienza e aspettare che escano nuovi talenti, ma mi sono giunte voci di giovani interessanti, un buon numero di elementi validi. Però è necessaria anche la preparazione sul campo, ok ai test a domanda e risposta, ma quando arbitrano devono essere in grado di mettere in pratica quanto indica l'AIA".

Lei ha spesso sottolineato l'importanza di avere un centro sportivo a disposizione dell'Associazione. "Consentirebbe di fare un grande salto di qualità. Per i club è sempre più difficile ospitarli, un impianto dedicato sarebbe una gran cosa. Lavorare sul terreno di gioco è molto più formante che lavorare sulla lavagna. Ne parleremo con il Presidente Abete che è molto lungimirante, speriamo che qualcosa esca fuori grazie anche al sostegno del Comune di Roma che ha centri sportivi in questo momento inutilizzati. Trovare una base dove svolgere test e allenamenti sarebbe il top".

Ha nominato Abete, che rappresenta quasi un lusso per la LND. Può dare una mano a rilanciare il movimento "Parliamo di un grande dirigente, è stato Presidente FIGC, può darci grande slancio".

Roma Caput Mundi e Il Calcio è Rosa. A che punto siamo? "A giorni dovremmo riuscire a chiudere gli accordi con le rappresentative straniere, ci dovrebbero essere delle belle sorprese. Vediamo cosa accade, ci sono tanti protocolli da rispettare, e magari per semplificare le cose scenderà il numero delle selezioni coinvolte, ma sempre nell'ottica di proporre lo spettacolo migliore possibile".

Poi a ottobre tocca alla UEFA Regions' Cup. "Un grande appuntamento che si dovrebbe svolgere nel Lazio. A oggi le condizioni ci sono, certo è una manifestazione un po' più complicata per le esigenze della UEFA. Stiamo cercando di venirne a a

Nella zona di Frosinone abbiamo tanti centri meravigliosi, sono fiducioso che anche in questo caso riusciremo a proporre qualcosa di molto interessante

capo, soprattutto per quanto riguarda le caratteristiche degli impianti richieste dall'organizzazione. Nella zona di Frosinone abbiamo tanti centri meravigliosi, sono fiducioso che anche in questo caso riusciremo a proporre qualcosa di molto interessante".

Intanto anche il movimento Femminile, a cui lei tiene molto, sta crescendo. "E sta crescendo molto bene. Alba Leonelli è una grande lavoratrice, si sta adoperando per aumentare il numero di tesserate e i frutti si stanno vedendo. Mi sono arrivati dei sussurri su alcuni club che si starebbero attrezzando in vista della prossima stagione. L'obiettivo è formare il terzo girone di Eccellenza, un passo fondamentale anche per ridurre le distanze delle trasferte che oggi sono importanti. In questo modo abbattiamo i costi e aumentiamo la competitività. Siamo sulla strada giusta"

Ottime indicazioni dal femminile arrivano anche dai tornei giovanili. "Anche di questo aspetto sono molto soddisfatto, stiamo lavorando con il SGS e devo ammettere che non mi aspettavo neanche io questo successo".

Anche quest'anno invece siamo costretti a rinunciare al Torneo delle Regioni. Quanto è doloroso per il movimento "Tanto, il Torneo delle Regioni è il fiore all'occhiello del dilettantismo giovanile, ma la scelta era inevitabile. Riuscire a coordinare una manifestazione che coinvolge oltre tremila persone con i protocolli attuali era troppo complicato. Un peccato, ma una decisione giusta per quanto riguarda la situazione igienico-sanitaria, si rischiava di creare danni. Speriamo di poter ripartire il prossimo anno, perché è un appuntamento straordinario per i nostri giovani".

Presidente, ultima domanda sul futuro: speranze e obiettivi per la prossima stagione? "L'obiettivo è riuscire a riportare gli organici dei campionati al completo, garantire la ripartenza della Terza Categoria, gironi di Prima e Seconda pieni in modo di creare un format uguale per tutti, riuscire a supportare una maggiore partecipazione dopo che il Covid l'ha inevitabilmente frenata. La speranza, invece, è di poter passare gli ultimi due anni del mio mandato più serenamente di quelli appena trascorsi".

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