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L’INTERVISTA

Michele Micheli: "La mia unica priorità si chiama Ladispoli"

Il tecnico arrivato dalle giovanili per mantenere l’Eccellenza ha centrato l’obiettivo ed analizza diverse tematiche interessanti

29 Aprile 2022

Michele Micheli, tecnico del Ladispoli

Michele Micheli, tecnico del Ladispoli

Entrare a stagione in corso in un momento delicato non è facile per nessuno, a maggior ragione se si arriva dal settore giovanile in cui dinamiche ed atteggiamenti sono molto differenti: il Ladispoli ha deciso di affidarsi a Michele Micheli ed ha fatto bene visti i risultati conseguiti.

Buongiorno mister, dopo la fondamentale vittoria conquistata a Civitavecchia, il Ladispoli è riuscito ad evitare i playout: che emozioni hai provato e stai provando? Hai qualche dedica speciale per l’importante traguardo ottenuto? Come hai costruito tutto questo in così poco tempo?

"Buongiorno, ho provato un senso di liberazione dopo la vittoria di Civitavecchia perchè ci ha permesso di mettere al sicuro la stagione. Se guardo il film della mia parte di campionato, vedo energia, vedo empatia con il gruppo, vedo le giornate di studio per poter aiutare la squadra, l'analisi degli avversari di turno. Insomma vedo tante cose belle che mi hanno arricchito come uomo e come allenatore. La dedica che voglio fare è a mia madre ed al mio amico Angelo, che mi guidano dall'alto, perchè mi danno forza ogni giorno; alla Presidentessa Sabrina che ha creduto in me; alla Presidentessa del Settore Giovanile Barbara che mi ha sempre supportato ed a tutta la società che ci è stata vicina. Poi non posso non menzionare il mio staff, Devid e Andrea, Valerio e Furio Fischer, Gioacchino, che mi sono stati particolarmente accanto in tutti i momenti e tutta la società con Vincenzo Affinito magazziniere da serie A. Non ho costruito nulla, tutti insieme ci siamo aiutati e abbiamo affrontato le partite restando uniti dalla stessa parte. Il merito è dei ragazzi".

Quali sono i tuoi principi tattici e di gioco che vorresti trasmettere anche nelle prime squadre dopo le giovanili? Quali sono le differenze principali che hai notato e in cui ti sei trovato?

"Mi piace condividere le mie idee con il gruppo, un calcio pratico che si basa sull'organizzazione tattica nelle varie fasi di gioco; penso che nel calcio siano i duelli a determinare i risultati e bisogna vincerli cercando soluzioni che possano portare i giocatori a decidere, dandogli però gli strumenti per farlo. Mi piace una squadra pratica che giochi in avanti e che cerchi sempre di essere propositiva anche nell'atteggiamento nel momento in cui si perde la palla. La differenza sostanziale sta nel fatto che in prima squadra i giocatori sono più pronti, mentre nel settore giovanile devi lavorare di più sulla crescita individuale per fare in modo che poi possano crescere a livello collettivo. Quindi il processo evolutivo è un pò più lungo".

Quali sono a tuo avviso i ragazzi che hanno più prospettiva a livello di prima squadra e di giovanili in casa Ladispoli? Ci sono dei giovani che hanno raggiunto categorie importanti in questi anni?

"Di ragazzi bravi a Ladispoli ce ne sono molti. Ci sono annate più o meno floride. Non mi piace fare nomi, ma già diversi li ho fatti allenare in prima squadra. Sono usciti i cugini Trifelli 2007, uno alla Ternana e uno alla Lazio, molti altri sono attenzionati da società professionistiche".

Quale è il tuo futuro in vista della prossima stagione? Chi ti ha colpito di più nel vostro girone?

"Il mio futuro ancora non lo conosco. Aspettiamo la fine del campionato poi probabilmente ci incontreremo. Fare settore giovanile o prima squadra non mi cambia, la mia priorità è il Ladispoli. Chi mi ha colpito di più? Nel nostro girone il Civitavecchia delle squadre che ho incontrato: ha un potenziale offensivo altissimo e gioca molto bene. Quando ero spettatore ho avuto modo di apprezzare molto il Pomezia, secondo me la più forte in assoluto".

Quale è il sogno di Michele Micheli nel mondo del calcio?

"Il mio sogno nel calcio? Sono grande e sono tanti anni che alleno, la metà di quelli che ho. Ma i sogni si sa, aiutano a rimanere giovani ed il mio credo penso sia comune a molti miei colleghi: potermi svegliare la mattina e pensare di essere fortunato di poter fare solo quello che mi piace fare: allenare".

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