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L’INTERVISTA

Orlando Fanasca: "La mia carriera e l’obiettivo con la Bi.Ti."

L’esperto attaccante marinese dopo aver festeggiato i 20 gol stagionali si pone subito un nuovo traguardo da raggiungere

05 Maggio 2022

Orlando Fanasca in azione (Ph. GazReg)

Orlando Fanasca in azione (Ph. GazReg)

Tanti gol, tanti campionati vinti, tante emozioni vissute nel calcio laziale ma non solo con diversi anni da professionista che gli hanno permesso di avere una visione completa del calcio: Orlando Fanasca non vuole smettere di stupire ed ha raggiunto anche in questa stagione il prestigioso traguardo delle 20 reti con la Bi.Ti. ma non vuole fermarsi pur essendo un classe 1983.

Buonasera Orlando, nell’ultima sfida contro la Vivace Grottaferrata sei risultato nuovamente decisivo e hai regalato tre punti alla Bi.Ti. con il tuo 20º gol stagionale: come ti senti di commentare quest’anno e quale pensi sia il tuo segreto per continuare a giocare così nonostante l’età avanzi?

"Domenica è arrivato il mio ventesimo gol stagionale, un risultato fantastico che cercherò ancora di migliorare in queste ultime partite perché questo è frutto del grande lavoro che sto facendo in questa stagione grazie al mister Rocconi e al suo staff che mi hanno aiutato a rendere moltissimo. Cito anche la Società del Presidente Bianchi che non ci fa mancare nulla. Il segreto è questo, è la quotidianità, mi sono sempre allenato senza mai mollare ed ho sempre creduto in quello che faccio. I frutti li ho raccolti anche quest’anno perché volevo prima raggiungere la salvezza con la Bi.Ti. e poi pensare a qualcosa in più per divertirci come stiamo facendo. Il traguardo dei 20 gol è straordinario perché li ho fatti in Prima Categoria, li ho fatti in Promozione, li ho fatti in Eccellenza ed in D ne ho fatti 10-12 e nei dilettanti sicuramente è qualcosa di importante. Ho segnato almeno una rete in tutte le categorie dalla Prima Categoria alla Serie B, ci tenevo a farlo".

Quali sono nella tua carriera le persone che hanno fatto la differenza in positivo? Parliamo di direttori, allenatori o compagni di squadra, cita pure chi vuoi…

"Nella mia carriera di persone positive ce ne sono state tante, sia nei tanti anni fatti a livello professionistico che nel resto della mia carriera. Ho incontrato durante il mio percorso tanti allenatori importanti come Chiarugi, Albertosi, Mancini, Ottavio Bianchi, Beretta, Allegri, Sciannimanico a cui sono rimasto affezionato. In questi anni sono stato con grandi società e grandi Presidenti, penso al Marino, alla Lupa Castelli Romani, all’Ostiamare, al Pomezia, al Monterosi. Sono stato nei migliori club ed abbiamo quasi sempre vinto, sono stato sempre in società dove si puntava ad ottenere il massimo. Come compagni voglio citare Marco Paolacci, Renan Pippi e Carlo Baylon, giocatori con cui ho condiviso tante esperienze e a cui sono più legato. Ho avuto comunque tantissimi compagni di squadra in carriera a cui sono affezionato e non ho mai avuto problemi con nessuno".

Cosa pensi del ritorno finalmente alla normalità: credi che proseguirai dopo il calcio giocato in questo sport con una veste diversa o hai già in mente altro? Se si, cosa?

"Un grosso traguardo è stato quest’anno ricominciare dopo la pandemia ed è stato molto importante. Dopo il termine della mia carriera resterò sicuramente nel mondo del calcio, non so ancora in quale veste, però mi ritengo molto preparato e voglio andare avanti. Bisogna portare sempre i risultati, in questi 21 anni di prime squadre ho sempre curato i dettagli e lo continuerò a fare anche con un ruolo differente tra 1-2 anni. Per ora mi preparo per il prossimo anno a restare qui alla Lepanto Marino e visto che si tratta del centenario, si punterà a fare un campionato importante per lottare per il primato".

Se dovessi dare un consiglio ad un giovane dell’agonistica o ad un bambino della scuola calcio sul mondo del calcio, cosa gli diresti?

"Considerando che sono stato nella mia gioventù in uno dei migliori settori giovanili italiani come la Lodigiani che ora sta ritornando ai fasti di un tempo, io come consiglio darei sempre di affidarsi ad una società seria: ti insegnavano a giocare al calcio ma soprattutto tante regole di vita quotidiana, del saper stare al mondo ed in mezzo agli altri. Ai tempi dopo tanti anni di militanza alla Lodigiani mi chiamò Sagramola chiedendo di poter conoscere i miei genitori che, da sempre, erano rimasti al di fuori di ogni situazione e dinamica. Loro si limitavano ad accompagnarmi, senza fare nulla di più. A 16 anni fui venduto alla Fiorentina ed ad ogni bambino dell’agonistica posso dire di gestire in autonomia il proprio rapporto con il club lasciando fuori i genitori da eventuali polemiche o problematiche conducendo una vita sana".

Quale è il sogno di Orlando Fanasca nella sua vita e nel calcio?

"Il mio sogno nella vita, avendo già una famiglia straordinaria con una moglie e due bambini, è di avere tanta salute e di essere felice come lo siamo. Nel calcio mi godo il quotidiano, il prossimo anno ci tengo particolarmente a vincere il campionato con la Lepanto Marino visto che parliamo del centenario. Successivamente sogno di fare cose importanti nel calcio in altre vesti come già avvenuto da giocatore. Mi sono tolto molte soddisfazioni nel calcio anche se avrei potuto fare molto di più: ho esordito in Serie A con Mancini allenatore alla Fiorentina, ho fatto gol dalla B alla Prima Categoria, ho vinto tanti trofei nei dilettanti. Non voglio mollare di un centimetro, questo è il mio spirito".

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