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l'analisi
15 Ottobre 2015
La Coppa Italia di Eccellenza
Chi punta sulla Coppa? In pochi, a
quanto pare... E non è certo questo il primo anno. Triste vedere
certi risultati roboanti, o certe squadre (spesso formazioni che
ambiscono al salto di categoria), che schierano le seconde linee e
vanno incontro a eliminazioni anticipate o figure barbine. Eppure è
una competizione che, seppur difficile, può portarti in
Interregionale con meno impegni rispetto ad un campionato. Il
rovescio della medaglia, ovviamente, è che basta sbagliare una
partita per compromettere tutto il percorso. Il quesito che poniamo
quest'oggi è: perché non trovare una formula più accattivante?
Analizzando le ultime edizioni, vediamo che in finale sempre più
spesso arrivano delle outsider (Vis Artena la scorsa stagione,
battuta dall'Albalonga, o l'Empolitana Giovenzano, che si è tolta
anche la soddisfazione di vincere il trofeo piegando la corazzata
Viterbese). Questo perchè spesso anche le big tendono a snobbare la
Coppa, soprattutto nei primi turni. Risultato? La competizione inizia
ad interessare solo dai quarti in poi, quando spesso molte delle
formazioni più quotate sono già fuori. Non è un caso se siamo
riusciti ad imporci nella fase nazionale solo due volte (con il
Civitavecchia nel 1992/1993 e con il Ladispoli nel 2002/2003). “La
Coppa? E' solo un peso. Ci costringe a delle trasferte
infrasettimanali quando molti giocatori hanno problemi lavorativi, ed
è difficile avere una rosa abbastanza ampia da sostenere tre impegni
settimanali. E se anche vinco la fase regionale, cosa ottengo?”
questa la motivazione che vi sentirete dare se chiederete spiegazioni
sul perché una squadra ha preferito optare per un largo turn over.
Oltre al titolo, ad oggi il Cr Lazio offre al club vincitore della
fase regionale un contributo di 3500 euro per la prima trasferta
della fase nazionale (spesso contro avversarie sarde). Un “premio”
che evidentemente non la rende appetibile... Cosa fare? O mettere in
palio un riconoscimento più sostanzioso che possa ravvivare
l'interesse delle società, o studiare un cambiamento: il Comitato e
i club del massimo campionato regionale dovrebbero mettersi a
tavolino. Una soluzione potrebbe essere l'ingresso successivo (ai
quarti?) delle squadre meglio classificate nel campionato precedente.
Forse non risolverebbe del tutto il problema, ma potrebbe permettere
a formazioni quotate di disputare meno impegni e quindi avere
maggiore considerazione della competizione. Andare avanti così ha
poco senso: cerchiamo per una volta di distinguerci per innovazione e
lungimiranza. Ne guadagnerà tutto il sistema e, forse, torneremo
anche a vincere la fase nazionale della Coppa Italia.
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