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coppa italia
05 Gennaio 2016
Alessandro Salvagni, attaccante del Colleferro Foto Facebook
Una finale inattesa dopo gli
accoppiamenti delle semifinali, ma se la sfida tra Città di Ciampino e Cassino,
nonostante partissero favoriti gli aeroportuali, poteva essere considerata una gara
apertissima, molto più difficile era pronosticare il Colleferro di Sasà Cangiano vittorioso
sulla corazzata Nuova Monterosi (ancor di più dopo gli svincoli eccellenti dopo
la gara di andata). E così, per il terzo anno di fila, ci sarà una “Cenerentola”
all’ultimo atto della fase regionale: due stagioni fa l’Empolitana Giovenzano
sorprese tutti imponendosi sulla Viterbese, la scorsa stagione la Vis Artena
(che proprio come l’Empolitana in campionato lottava per la salvezza), dovette
inchinarsi all’Albalonga solo ai calci di rigore. Tuttavia non si può ignorare
il grande feeling del Colleferro con la Coppa Italia: è alla quarta finale
della sua storia ed è l’unico club ad aver vinto sia quella di Promozione che
quella di Eccellenza. Nel 2012/2013 il successo nel massimo campionato
regionale (3-0, con tantissime polemiche per l’arbitraggio) con l’Atletico
Boville Ernica di Fraioli, dove ad aprire le danze fu Bobo Salvagni. Uno degli
uomini più attesi tra i rossoneri, ma non l’unico reduce da quella finale, dove
erano presenti anche Moriconi e Amici (fermato dal Giudice Sportivo insieme a
Binaco e Compagnone). Il Cassino, invece, a inizio stagione partiva in prima
fila per la vittoria del campionato: il presidente Nicandro Rossi ha investito
molto per cercare di riportare in D la società biancazzurra. Buona parte del
girone di andata è stato un vero incubo, poi con l’arrivo di Ezio Castellucci
al posto di Babusci le cose sono cambiate. Il tecnico ha saputo ridare un’anima
e un gioco a una squadra spenta. Ci potrebbe essere qualche speranza di rimonta
sul secondo posto, distante nove punti, ma è evidente che la Coppa a questo
punto rappresenti per il club l’occasione più grande per il salto di categoria,
cosa che potrebbe creare non poca pressione, mentre il Colleferro potrebbe
sfruttare il fatto di aver ben poco da perdere, essendo partito con l’obiettivo
di una salvezza tranquilla. Molto dipenderà, però, anche dall’approccio che i
tanti giovanissimi rossoneri potranno avere in un’occasione così importante.
Molto pesante per Castellucci l’assenza di Partipilo, l’uomo di maggiore
qualità in mezzo al campo, mentre l’altro squalificato, l’ex Gaeta Longobardi,
verrà sostituito da Franco Calcagni, che in semifinale è risultato
importantissimo segnando tre reti tra andata e ritorno al Città di Ciampino. Tre
assenti tra le fila del Colleferro (Binaco, Amici e Compagnone), ma il club si
è mosso sul mercato prendendo Rossi, Taverna e Prati. Proprio la presenza di
quest’ultimo in campo rappresenta la storia nella storia di questa finale: un
ex Vis Artena che vestirà la maglia rossonera, dopo che sembrava tutto fatto
per il suo passaggio proprio al Cassino. Il centrocampista, che nella scorsa
stagione aveva mancato l’ultimo atto della manifestazione contro l’Albalonga
per squalifica, avrà una seconda chance. Non troverà un ambiente facile, visto
che la società e soprattutto i tifosi biancazzurri non hanno preso bene il suo
ripensamento dovuto, come lui stesso ha spiegato, a sopraggiunti problemi
familiari. Curiosità e intrecci che accendono questa vigilia, a poche ore dal
fischio d’inizio delle 11 del match del “Domenico Francioni” di Latina, un
bellissimo palcoscenico per una finale da non perdere. Dirigerà la gara Caciotti di Albano Laziale, coadiuvato da Bianchi di Roma 2 e Lilli di Viterbo.
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