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l'intervista

Marco Losi "Grazie Cavese. Serie D? Senza procuratore..."

Il difensore centrale ha deciso di sposare il progetto del club di Pasquazi, ma vuole togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe

12 Luglio 2018

Marco Losi

Marco Losi

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Marco Losi firma con la Cavese e, dopo aver trascorso la stagione 2017/2018 con Flaminia in D prima ed Audace in Eccellenza poi, riparte proprio dal massimo campionato regionale: “Ringrazio di cuore la Cavese e il presidente Pasquazi che si sono interessati a me da fine campionato”. Una nuova esperienza da affrontare con entusiasmo per il centrale difensivo classe 1997 che ha militato nel settore giovanile della Lupa Roma, anche se resta una punta di rammarico per questa sua fase della carriera: “Vista la buona stagione speravo di poter tornare almeno in D, ma così non è stato e non amo piangermi addosso quindi sono pronto a rimettermi in gioco”. Difficile la vita per tutti quei ragazzi che da “under” diventano “over” e trovano grande fatica ad avere una squadra pronta a credere in loro: “I regolamenti attuali invece che aiutare i ragazzi li penalizzano, perché gli under non giocano per merito, ma perché vanno fatti giocare. Una volta usciti dal periodo under è quindi molto più difficile trovare spazio. Il calcio in Italia sta diventando solo un business e non più uno sport come dovrebbe essere. Prima di vedere la crescita di un giovane, si preferisce intascarsi quattro spiccioli in più. E poi ad oggi, in moltissimi casi, i procuratori fanno il bello e il cattivo tempo. Io ad esempio non ce l’ho, ma sono sicuro che se ne avessi avuto uno, una D l'avrei trovata. Ma quanto di questa chiamata sarebbe stato merito mio? Quanto merito suo? E quante delle società che si affidano sempre più alle conoscenze e non più a scovare i ragazzi sui campi di calcio?”. Dubbi condivisi dai tanti giovani come Marco che, nipote del grande Giacomo Losi, sta incontrando difficoltà nell'inseguire il sogno del professionismo: “L’Italia rimane sempre il più bel campionato del mondo, a prescindere da Ronaldo, subito dopo la Premier. Ma se andiamo a vedere ormai nelle squadre più forti, i giocatori italiani sono sempre meno. La gente, purtroppo, prova sempre ad avvicinarsi, ma sempre e solo per uno scopo: guadagnare. Appena vedono che non hanno guadagno scappano, nonostante grosse promesse iniziali. Mi sento di dire che i procuratori ormai contano più del valore effettivo del ragazzo e questo non è un bene”. Parole dure ma sincere e realistiche quelle di Losi, pronto a rituffarsi nel mondo dell’Eccellenza ripartendo dalla Cavese con qualche sassolino da togliersi prima di iniziare il ritiro estivo 2018/2019. Con la stessa professionalità e la stesso entusiasmo di sempre, sperando che Cave rappresenti il trampolino di lancio verso palcoscenici più prestigiosi che ha dimostrato di valere.

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