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l'intervista

Alessandro Latini: "Vi racconto il mio Morolo"

Il direttore generale fissa le linee guida per la prossima stagione: "Serenità, passione e lealtà, queste sono le parole sulle quali è imperniata tutta la stagione"

04 Agosto 2018

Morolo, il Direttore Generale Alessandro Latini

Morolo, il Direttore Generale Alessandro Latini

Morolo, il Direttore Generale Alessandro Latini

Serenità, passione e lealtà. Queste sono le parole chiave del Morolo ribadite dal Direttore generale Alessandro Latini. In una lunga intervista, il dirigente della compagine del presidente Lelio Martini che si accinge ad affrontare nel migliore dei modi e a testa alta il prossimo campionato di Eccellenza, parla a tutto tondo dei progetti futuri della società lepina, della scelta del nuovo allenatore, Mirko Granieri, e dei futuri obiettivi stagionali.

 

Direttore Latini, quale è stato il percorso che via ha portato a scegliere il nuovo mister Mirko Granieri? 

“Preso atto dell’addio di Stefano Campolo, che ha deciso di percorrere altre strade e a cui va il nostro miglior augurio per un campionato di livello all’altezza del valore del tecnico che noi riconosciamo e non mettiamo in dubbio – e che anzi ringraziamo per aver salvato la squadra la scorsa stagione -, ci siamo trovati davanti a un bivio, e anche grazie all’ingresso in società di Antonio Fontana, che è una persona che ha portato una nuova verve, una nuova linfa alla società e anche un entusiasmo che forse ci serviva - unita al fatto che volevamo dare una svolta sia a livello tecnico che a livello societario-, abbiamo deciso di convergere sul nome di Mirko Granieri, allenatore conosciuto da tutti e soprattutto stimato nell’ambiente romano che ringrazio di aver accettato il nostro progetto. E’ un allenatore con il quale siamo entrati subito in sintonia, è una persona che ha sposato prima il progetto e poi, piano piano che va avanti la preparazione, sta sposando anche l’ambiente. Sta diventando uno di noi, come d’altronde nella nostra realtà deve essere. Qualsiasi persona, dirigente e giocatore che viene a Morolo deve sposare il progetto Morolo, è una cosa fondamentale”. 


Quali sono gli obiettivi stagionali?

“Una squadra molto giovane come la nostra punta a una salvezza tranquilla. Certo il girone è difficile, il livello è salito, ci sono delle compagini che sono ben attrezzate sia a livello tecnico che a livello di budget. Tra queste il Pomezia, il Colleferro, lo stesso Arce del Presidente Marocco e il Sora, che è una piazza, quest’ultima, che merita ben altri scenari. Queste sono piazze che danno sì lustro al girone ma innalzano anche il livello, pertanto sarà un campionato più difficile. Noi ci auguriamo di poter raggiungere una salvezza tranquilla e di gettare le basi per una formazione giovane e per un progetto triennale, cercando di alzare un po’ il livello e toglierci qualche soddisfazione, con l’obiettivo di valorizzare alcuni giovani che, nonostante la giovane età, hanno dato già prova nel campionato di Eccellenza di poter giocare da titolari e speriamo che a Morolo raggiungano la definitiva consacrazione”.


Come vi state muovendo sul mercato?

“Il mercato è stato fatto di comune accordo con il direttore sportivo Adriano Capuano, anima e collante della società sulla quale - per capacità, professionalità e dedizione indefessa - è imperniato tutto il progetto Morolo, e l’allenatore Mirko Granieri, che ha sposato in pieno le esigenze della nostra società. Sono arrivati giocatori già conosciuti al mister, giocatori che il mister ci ha indicato e sono stati confermati nostri giocatori che sono voluti rimanere, ragazzi importanti che hanno dato tanto alla piazza. Tutto orchestrato dal presidente Lelio Martini, presidente sempre presente e vigile oltre ad essere persona di sicura affidabilità e riferimento, e da tutti gli altri soci”. 


Avete in programma qualche amichevole?

“Le amichevoli sono quelle programmate dalla società. Faremo un amichevole con l’Anagni il 9 agosto, poi il 12 con il Ferentino e il 26 con l’Artena. Sono amichevoli fatte in maniera tale da poter testare progressivamente il piano della preparazione e anche il grado di affidabilità di alcuni giocatori che vanno integrati e adattati al nuovo modulo tattico”.


In conclusione, direttore, quali sono le tre parole chiave del Morolo?

“Serenità, passione e lealtà. Queste sono le parole sulle quali è imperniata tutta la stagione, anche perché ricordiamoci sempre: siamo professionali e non professionisti. Il calcio deve essere sempre una forma di aggregazione, divertimento e passione, altrimenti vengono meno i principi per i quali siamo appassionati di questo sport”.

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