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l'intervista

Salvatore Nanci: "Orgoglioso di aver giocato nel Catanzaro"

Il difensore (ex centrocampista) ripercorre il proprio percorso calcistico ed extra, soddisfatto per aver conseguito traguardi davvero molto importanti

27 Marzo 2020

Nanci con la fascia da capitano

Nanci con la fascia da capitano

Nanci con la fascia da capitano

Salvatore Nanci di strada ne ha fatta molta, nel vero senso della parola. L'attuale centrocampista/difensore del Montespaccato Savoia oggi si ritrova a giocarsi la promozione in Serie D con la compagine laziale indossando più volte anche la fascia da capitano, nonostante il grave infortunio al ginocchio che lo ha coinvolto nella prima parte di stagione. Di strada ne ha fatta anche al di fuori del rettangolo di gioco, laureandosi allo IUSM con il massimo dei voti e trovando presto un impiego stabile nella famosa Palestra della legalità. La storia di Nanci calciatore parte da lontano, esattamente dalla Calabria come lui stesso ci racconta. “Ho iniziato a giocare a calcio in una squadra di Catanzaro Lido, l'Audax, nei campionati Regionali. Poi mi vide il Grosseto e andai in Toscana a giocare negli Allievi Nazionali. Un anno di transizione perché subito dopo tornai a Catanzaro con la Berretti. Nella prima stagione segnai subito all'esordio e mi chiamo "Ciccio" Cozza ad allenarmi con lui in prima squadra. Ero davvero orgoglioso e carico. Giocavo per il team della mia città e nessun ragazzo prima di me era riuscito a salire in prima squadra. Trovai il debutto in Lega Pro in Coppa Italia contro la Vigor Lamezia con il mister che mi mise titolare anche con il Trapani, sempre in Coppa, convocandomi poi in campionato per le gare contro Pisa e Frosinone. In prima squadra ci rimasi fino a dicembre, quando Cozza purtroppo fu esonerato e così tornai nella Berretti, dove ho comunque raccolto belle soddisfazioni. Arrivammo secondi in campionato dietro al Lecce e nelle Final Four perdemmo soltanto in finale contro il Latina laureandoci vice campioni d'Italia.

Nanci neo laureato

Da qui in poi inizia la mia avventura in Serie D, durata due anni tra Novese, Giulianova e Montalto. Quest'ultima esperienza in particolare mi segnò molto perché il club fu travolto dal calcioscommesse, ci rimasi male. Mi era passata la voglia di giocare. Fu davvero una grossa delusione per me. Preferii allora concentrami sui libri, continuare l'Università dove ho comunque giocato con la loro squadra. L'anno successivo decisi di rimanere vicino casa anche perché mi ero fidanzato. Perciò feci un campionato di Promozione in Calabria considerato anche il fatto che viaggiavo continuamente per portare avanti gli studi. Proprio all'Università conobbi Daniele Greco, eravamo compagni ai campionati nazionali universitari. Eravamo in ottimi rapporti e fu così che mi portò a giocare all'Audace dove conobbi moltissimi dei miei attuali compagni nel Montespaccato. Conobbi anche il Presidente Monnanni e da lì iniziò un nuovo percorso entrando a far parte di Talento & Tenacia. Un progetto che è stato sempre al mio fianco accompagnandomi fino al termine del percorso universitario, per poi integrarmi nel mondo lavorativo.

Nanci nella Palestra di Ostia

Un Progetto unico in Italia. Anche in ambito sportivo, quest'anno mi sono rotto il crociato e qualsiasi altra squadra, in Eccellenza, avrebbe magari preferito svincolarmi. Invece non sono mai stato lasciato solo, in questo caso e in tutto il mio percorso con l'Asilo Savoia. Sono soddisfatto di ciò che sono riuscito a guadagnarmi”. Infine, Nanci ci lascia spiegando come si è evoluta la propria posizione in campo, passando da mediano a difensore inamovibile. “Tutto è nato nel ritiro dello scorso anno al Terminillo. Il mister mi provò come difensore centrale, giocai bene e da lì non mi sono più mosso. La scorsa è stata la mia miglior stagione, ho giocato 33 partite su 33 segnando 8 gol proprio da difensore. Potevo anche arrivare in doppia cifra se qualche volta non avessi colpito pali e traverse”.

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